Santarcangiolese, Vincenzo Santoruvo: "A gennaio abbiamo rivoluzionato la rosa, è incredibile aver raggiunto la finale playoff. Bari? Nulla è ancora perduto..."
Dopo una rincorsa entusiasmante e una semifinale vinta con carattere, la Santarcangiolese si prepara all'atto finale dei play-off contro l'Angelo Cristofaro Oppido. Un traguardo non scontato, figlio di una rivoluzione tecnica e di un mercato di gennaio che ha ridisegnato il volto della squadra.
Ai nostri microfoni, l’allenatore Vincenzo Santoruvo, ex calciatore del Bari tra le tante, traccia un bilancio della sua gestione: dalle difficoltà iniziali legate alle assenze, fino alla straordinaria solidità casalinga e al sogno promozione.
Tra tattica, cuore e un pensiero speciale alla sua Bari, ecco le parole del mister alla vigilia della sfida decisiva.
Bentrovato mister, facciamo un passo indietro e ripartiamo dal posizionamento in campionato.
Quarto posto a +3 dall’Avigliano e a sole quattro lunghezze dall'Angelo Cristofaro Oppido: quanto è soddisfatto di questo risultato ottenuto?
"Sono molto soddisfatto della crescita dei ragazzi individualmente e del gruppo, abbiamo raggiunto un livello importante. Sono subentrato alla seconda giornata di ritorno, la squadra era comunque posizionata bene, ma aveva avuto delle battute d'arresto importanti; fuori casa aveva fatto solo quattro punti e anche il divario da chi occupava le prime posizioni era importante. Nelle prime due settimane, quando sono arrivato, c'era una situazione di estrema difficoltà: ricordo che sono andato a giocare ad Avigliano con soli 10 calciatori di movimento. Dunque, nel complesso, sono contento e credo onestamente che il risultato ottenuto sia ottimo"
Tra le mura amiche, siete la squadra che ha conquistato più punti (insieme al Melfi), ben 36 su 42 disponibili.
"E' un risultato che da inizio anno è stato mantenuto costante, la squadra ha sempre fatto bene tra le mura amiche. Tuttavia, le partite non si giocano solo in casa e quindi bisognava invertire drasticamente quello che era il percorso fuori casa: prima del mio arrivo la Santarcangiolese aveva conquistato solo 4 punti lontano dall'Antonio Martorano. La squadra non aveva mai vinto uno scontro diretto inoltre; poi abbiamo vinto contro il San Cataldo ed eravamo vicini a battere anche il Melfi..."
Quanto è stato difficile amalgamare i tanti acquisti di gennaio e creare un gruppo così consolidato, capace di arrivare fino in finale play-off?
"La società è stata bravissima a fare mercato in un momento complicato. Tanti hanno abbandonato il progetto e sono andati via, abbiamo ricostruito la rosa con giocatori che conoscevamo parzialmente, su alcuni siamo andati alla cieca: siamo dovuti ripartire praticamente da zero. I ragazzi sono stati fantastici, mi hanno seguito in tutto e per tutto. L'aspetto più importante è la professionalità raggiunta e la cultura del lavoro che hanno dimostrato, cosa che secondo me in queste categorie è rara. Tutte queste componenti, insieme a una società alle spalle che ci ha sempre sostenuto, ci hanno portato ad ottenere dei buoni risultati"
De Arriba 6 gol, Moraes 5 e tanti altri calciatori a quota 4. È mancato però un po' il classico centravanti da doppia cifra?
"Devo essere sincero? M i è mancato, sì. Appena arrivato ho fatto le prime sei partite senza attaccanti, abbiamo dovuto trovare delle soluzioni alternative: De Arriba non l'ho mai conosciuto, non c'era già più nessuno al mio arrivo. Vedendo le altre squadre con Borda a quota 20 gol, Bongermino a 15... avrei voluto averlo anch'io in rosa: è ovvio che quando hai un centravanti con tante reti è una risorsa in più da poter sfruttare. Grazie al mercato sono arrivati altri attaccanti che nel complesso hanno fatto bene e hanno fornito un contributo importante..."
Ti aspettavi la vittoria nella semifinale valevole per i playoff contro il San Cataldo?
"Sono partite in cui può succedere di tutto. Me lo aspettavo perché abbiamo fatto una buonissima gara contro un avversario forte e organizzato, l'abbiamo vinta meritatamente"
Che finale ti aspetti contro l'Angelo Cristofaro Oppido?
"L’Angelo Cristofaro Oppido è una buonissima squadra: hanno vinto una Coppa Italia, sono stati spesso primi in classifica e sono arrivati secondi. Arrivati a fine stagione penso che l'aspetto fisico e l'aspetto mentale in queste partite facciano la differenza; può succedere di tutto. Mi auguro che sia una bella partita, così come lo è stata la nostra semifinale e quella tra Oppido e Avigliano: sono state due semifinali molto interessanti, molto ben giocate tecnicamente da tutte le squadre!"
Sappiamo che è presto, ma c'è qualche possibilità che nel tuo futuro ci sia ancora la Santarcangiolese?
"In merito a Sant'Arcangelo posso solo dire cose meravigliose, stupende: ho trovato un ambiente fantastico. E' una società in continua evoluzione che può fare tantissimo, composta da gente meravigliosa. Non abbiamo ancora parlato del futuro, siamo estremamente concentrati sulla gara di domenica"
Concludo con una domanda sulla tua Bari. Oggi ci sarà Bari-Entella, poi l'ultima contro il Catanzaro. Stai seguendo i biancorossi? Quanto ti dispiace vederlo ad un passo dalla C?
"Il Bari è la squadra del mio cuore fin da bambino, io sono di là e sono cresciuto tifando Bari. Ho frequentato tanto lo stadio, ed ho avuto addirittura la fortuna di giocarci quattro anni. Per me vedere il Bari in quella posizione fa male, sono in primis un suo tifoso, poi un ex calciatore. Nulla è ancora perduto: sono convinto che oggi farà un grande risultato e si salverà. Sono convinto che il Bari ce la farà alla fine!"
a cura di Emanuele Cantisani