Bari di corto muso: due vittorie consecutive con il minimo vantaggio
Solidità e concretezza: è il marchio di fabbrica del Bari in questo avvio di stagione
Vincere senza necessariamente dominare. Soffrire quando serve, concedere poco e sfruttare gli episodi. Il Bari di Massimo Rastelli sta imparando anche questo e le ultime due partite rappresentano probabilmente la fotografia migliore della crescita dei biancorossi. Prima il 2-1 sul campo del Sorrento, poi l’1-0 contro il Cosenza: due successi consecutivi ottenuti con il minimo vantaggio e sei punti pesantissimi per la classifica.
Un Bari di “corto muso”, prendendo in prestito un’espressione ormai entrata nel vocabolario calcistico. Non sempre spettacolare, ma estremamente concreto.
SEI PUNTI PESANTISSIMI
La prima dimostrazione è arrivata contro il Sorrento. Il Bari si è presentato alla sfida con diverse assenze e ha trovato comunque il modo di portare a casa l’intera posta. Una partita nella quale la squadra di Rastelli ha dimostrato di saper resistere anche nei momenti complicati senza perdere equilibrio, trovando poi il guizzo necessario per conquistare i tre punti.
Contro il Cosenza il copione è stato differente, ma il risultato finale ha raccontato ancora una volta la capacità dei biancorossi di capitalizzare al massimo quanto prodotto. È bastato un gol per indirizzare la partita e poi difendere il vantaggio fino al triplice fischio.
Due partite, due vittorie, entrambe con una sola rete di scarto. Ma soprattutto la sensazione di una squadra che sta imparando a vincere anche quando non riesce a esprimersi al massimo.
LA SOLIDITÀ COME PUNTO DI FORZA
Il dato che probabilmente racconta meglio questo Bari riguarda la fase difensiva. Dopo sette giornate ha incassato appena quattro reti e hanno già collezionato cinque clean sheet. Numeri ancora più significativi considerando che tre dei quattro gol subiti sono arrivati tutti nella stessa partita, quella persa sul campo del Barletta.
Rastelli ha dunque costruito una squadra difficile da scardinare. E lo ha fatto anche dovendo convivere con una vera emergenza nel reparto arretrato. Contro il Cosenza il tecnico ha dovuto ridisegnare ancora una volta la linea difensiva, ma il risultato non è cambiato: porta inviolata e altri tre punti.
È probabilmente questo l’aspetto più importante. Il Bari non sembra dipendere esclusivamente dagli interpreti, perché ha trovato una propria identità collettiva. Le distanze tra i reparti sono generalmente corte, la squadra concede poco e quando passa in vantaggio riesce sempre più spesso a gestire la partita e portarla dalla propria parte.
NON SERVE SEMPRE STRAVINCERE
Naturalmente esistono ancora margini di crescita, soprattutto nella produzione offensiva. Gli uomini di Rastelli possono creare di più e provare a chiudere prima alcune partite, evitando di rimanere appesi fino agli ultimi minuti a un singolo episodio. Ma in un campionato lungo e complesso come la Serie C la capacità di vincere gare equilibrate può diventare determinante.
Le ultime due vittorie raccontano proprio questo. A Sorrento il Bari ha avuto la forza di trovare il colpo decisivo dopo essere stato raggiunto. Con il Cosenza è bastato un episodio per costruire altri tre punti. Due modi differenti di arrivare allo stesso risultato.
E adesso c’è Salerno. Per la prima volta il tecnico biancorosso può provare a dare continuità alla squadra vista contro il Cosenza, pur continuando a fare i conti con numerose indisponibilità. Sarà un’altra verifica importante per capire se questa nuova caratteristica sia diventata definitivamente parte del DNA biancorosso.
Perché non tutte le vittorie devono essere larghe o spettacolari. Alcune pesano proprio perché bisogna saperle costruire, sporcare e difendere fino all’ultimo secondo. E il Bari, nelle ultime settimane, sembra aver imparato a farlo.