IbarboSanCataldo
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Avvio di stagione in linea con i piani, la scelta di affidarsi all'esperienza di mister Giacomarro e l'arrivo clamoroso di Victor Ibarbo per dare l'assalto definitivo al campionato di Eccellenza lucana. Il presidente del San Cataldo, Canio Carlucci, fa il punto in casa rossoblù tra ambizioni, crescita societaria e retroscena di mercato.

Presidente, partiamo dall'avvio di stagione. Il San Cataldo si trova al quinto posto con 7 punti, frutto di due vittorie, un pareggio e una sconfitta. Si aspettava un inizio migliore o è in linea con le vostre aspettative? «Siamo assolutamente in linea con le aspettative. Sapevamo di aver svolto un lavoro importante durante la preparazione estiva e che nelle prime uscite saremmo stati un po' più appesantiti rispetto agli avversari, cosa che ci ha penalizzato nel corso dei match».

In estate avete scelto di puntare su mister Giacomarro. Cosa vi ha spinto verso questa decisione? «Abbiamo puntato su mister Giacomarro per la sua grande esperienza. È un allenatore di categoria superiore e la scelta è stata fatta proprio nella prospettiva del nostro obiettivo societario: vogliamo conquistare la Serie D e abbiamo voluto un profilo d'esperienza già pronto per lo step successivo».

A proposito di mercato estivo: c'era la volontà di trattenere Agustín Borda? «No, non c'era questa volontà».

Negli ultimi anni il San Cataldo si è affermato come una delle realtà più in crescita dell'intera Basilicata, sfiorando a più riprese la Serie D. È questo il vostro reale obiettivo per la stagione? «È sempre stato un obiettivo reale, eccezion fatta per il primo anno con mister Natale. Da lì in poi la Serie D è sempre stata nei nostri pensieri, anche se purtroppo il calcio non è una scienza esatta».

Cosa è mancato, secondo lei, per fare il definitivo salto di qualità? «Difficile dirlo con certezza. Sicuramente è mancato un pizzico di esperienza: siamo una società giovane che è arrivata in Eccellenza e in soli quattro anni si è stabilizzata ai vertici. Forse ci è mancata solo un po' di cattiveria nei momenti decisivi».

Finora vantate il miglior attacco del campionato con 10 reti realizzate. I prossimi impegni vi vedranno opposti a Brienza, Ferrandina e Murese: cosa si aspetta da queste sfide? «Mi aspetto che la squadra affronti queste partite con la giusta determinazione e che porti a casa il risultato. Stiamo lavorando bene e la rosa è in salute: ieri ero presente all'allenamento e ho visto il gruppo in un ottimo momento forma».

Veniamo al colpo che ha infiammato la piazza: l'arrivo di Victor Ibarbo. Come nasce l'idea e come si è sviluppata la trattativa? (Ride, ndr) «Posso essere ironico? Praticamente sono andato a mangiare al sushi, ho aperto il biscotto della fortuna ed c'era scritto "Ibarbo"! Scherzi a parte, la trattativa nasce da una necessità concreta: avevamo bisogno di un attaccante e lui rappresentava il profilo più forte disponibile sul mercato. Lo abbiamo scelto per l'esperienza e per la sua qualità indiscutibile, confermata da una carriera importante tra Cagliari, Roma, Inghilterra e con la nazionale colombiana».

Come sta fisicamente Ibarbo? Possiamo aspettarci di vederlo già in campo domenica? «Fisicamente sta benissimo. Sulla presenza in campo da titolare domenica, però, non posso rispondere io: è una scelta che spetta esclusivamente al mister. Il presidente collabora con la guida tecnica per costruire la rosa, ma chi va in campo lo decide l'allenatore».

Per curriculum crede possa essere uno degli attaccanti più forti della storia dell'Eccellenza lucana? «Credo proprio di sì. Victor è arrivato con la grande voglia di fare bene e di rimettersi in gioco. Il suo passato da calciatore non si discute, fisicamente si mantiene benissimo e a 36 anni può darci una mano enorme».

Come sono stati i suoi primi giorni nello spogliatoio e che impatto ha avuto sui compagni? «L'approccio con i ragazzi è stato eccellente. Il gruppo è rimasto piacevolmente sorpreso dalla sua grande umiltà: è un ragazzo umilissimo, non pensa minimamente di essere ancora un giocatore 'da Serie A' ma si è calato subito, con la testa giusta, nella nostra realtà».

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