Leonardo Taurino, il ritorno a casa: "Taranto è una scelta di cuore"
Il tarantino doc torna a vestire la maglia rossoblù dopo una lunga carriera: "Da bambino guardavo il Taranto con gli occhi di un tifoso. Ora voglio trasformare la responsabilità in energia positiva e dare tutto me stesso per questa maglia"
Quasi 300 presenze tra Serie C e Serie D, una carriera costruita lontano da casa e tante piazze che lo hanno fatto crescere. Oggi, però, per Leonardo Taurino è arrivato il momento del ritorno. Tarantino doc, classe 1995, cresciuto nel settore giovanile rossoblù e poi approdato alla Ternana, con cui ha completato il proprio percorso e fatto il debutto tra i professionisti nel 2014, torna a vestire la maglia della sua città.
Un ritorno che porta con sé emozioni, responsabilità e aspettative, ma anche la consapevolezza maturata in anni di calcio. Taurino ritrova Taranto da uomo e da calciatore, con un bagaglio di esperienze importante e la voglia di metterlo a disposizione del nuovo progetto rossoblù.
Leonardo, il ritorno a casa:
Leonardo, quasi 300 presenze tra Serie C e Serie D, una lunga carriera e tante piazze. Sei un tarantino doc, classe 1995, e oggi sei tornato a casa: che sapore ha questo ritorno?
"È sicuramente qualcosa di speciale. Taranto ha rappresentato una parte importante dei miei primi passi nel calcio. Penso che ogni ragazzo sogni di diventare calciatore e di poter vestire, un giorno, la maglia della propria città. Per me questo ritorno ha quindi un significato particolare. Dopo tanti anni e tante esperienze, tornare a casa è sicuramente un’emozione importante".
Sei cresciuto nel settore giovanile del Taranto, prima di trasferirti alla Ternana, dove hai completato il tuo percorso e fatto il tuo esordio tra i professionisti nel 2014.
"Taranto è stata una parte importante dei miei primi passi nel calcio. Poi è arrivata la possibilità di andare a Terni. Quell’anno il Taranto fallì e la Ternana mi diede l’opportunità di continuare il mio percorso e di esordire tra i professionisti. Da lì è iniziato il mio cammino nel calcio professionistico, che mi ha portato a vivere tante esperienze diverse".
Da ragazzo, quando eri nel settore giovanile, che rapporto avevi con il Taranto? In famiglia chi era il più tifoso e con chi seguivi le partite?
"Il Taranto faceva parte della mia quotidianità. Essendo tarantino era praticamente impossibile non vivere di calcio. In famiglia c’era mio nonno, che era tifosissimo, e da bambino guardavo le partite insieme a lui, con gli occhi di un tifoso. Mai avrei pensato che un giorno avrei potuto indossare quella maglia. È una cosa che, se ci penso oggi, ha sicuramente un significato ancora più forte".
La tua carriera ti ha portato lontano dalla tua città: Martina Franca, Casertana, Ternana, Fidelis Andria, Vibonese, Bitonto, Virtus Francavilla e ancora Andria. Ora, a 31 anni, hai scelto di tornare nella tua città. Quanto ha pesato il legame con Taranto in questa decisione?
"Ha pesato tantissimo. Nel corso della mia carriera ho sempre dato tutto per le squadre in cui ho giocato e sono grato per ogni esperienza che ho vissuto. Ma quando si presenta l’opportunità concreta di tornare a casa, a Taranto, è inevitabile fermarsi a pensare a cosa significhi per te. Non è stata semplicemente una scelta professionale".
Quando è arrivata la possibilità concreta di tornare in rossoblù, cosa ti ha convinto ad accettare? È stata una scelta di cuore, di ambizione o entrambe le cose?
"Sicuramente entrambe. È stata una scelta di cuore, perché tornare a Taranto per me ha un significato particolare, ma anche di ambizione. Ho percepito tanta voglia da parte della società di fare qualcosa di importante e questo mi ha convinto ancora di più. Quando ho parlato con il presidente ho percepito subito la volontà di costruire qualcosa di importante. Naturalmente le parole devono essere accompagnate dai fatti e noi siamo pronti a dimostrarlo ogni domenica".
Taranto raccontata da un tarantino:
Il ritorno di Taurino non è soltanto quello di un calciatore che rientra nella piazza in cui è cresciuto. È anche il ritorno di un tifoso che conosce bene il rapporto viscerale tra Taranto e il Taranto. Una particolarità che, dopo tanti anni trascorsi in altre piazze, oggi sente ancora più forte.
Hai giocato in tante piazze e hai conosciuto ambienti diversi. Come hai raccontato ai tuoi compagni, nel corso degli anni, cosa significa per un calciatore giocare a Taranto?
"Taranto è una piazza che va vissuta per essere capita. Quando parli del Taranto con qualcuno fai quasi fatica a spiegargli cosa significhi. Devi viverla, devi vivere la città, la piazza e il rapporto che c’è con la squadra. C’è un senso di appartenenza molto forte e questo per un calciatore significa anche sentire di rappresentare un’intera città".
Come descriveresti Taranto a un compagno che non è mai stato qui? Cosa rende particolare questa città e soprattutto questa tifoseria?
"Direi innanzitutto di viverla e di lasciarsi coinvolgere dal pubblico. È vero che la tifoseria è esigente, ma quando una città si identifica nella propria squadra è anche un motivo di orgoglio. A Taranto si vive di calcio con grande passione e con un senso di appartenenza molto forte. È difficile spiegarlo a parole: bisogna viverlo".
Lo Iacovone è uno dei simboli della città e del popolo rossoblù. Che emozione proverai quando scenderai in campo con la maglia del Taranto davanti alla tua gente?
"Sarà sicuramente un’emozione enorme. Cercherò di viverla fino in fondo e di trasformare tutta l’energia che ti dà il pubblico in energia da portare poi in campo. Tornare allo Iacovone con la maglia del Taranto, da tarantino e davanti alla mia gente, sarà qualcosa di speciale".
Lo stadio è stato rinnovato e oggi rappresenta una delle strutture più importanti del calcio meridionale. Quanto può incidere avere uno Iacovone così sulla stagione e sul rapporto tra squadra e tifoseria?
"Avere una struttura importante e uno stadio rinnovato può sicuramente portare ulteriore entusiasmo. Però per noi lo Iacovone deve essere soprattutto la nostra casa. Se riusciremo a creare questa sintonia con la gente e con i tifosi, lo stadio potrà diventare una marcia in più, una spinta importante per noi".
Il nuovo Taranto:
Il primo impatto con il nuovo ambiente è stato positivo. Taurino è arrivato da pochi giorni, ma ha già avuto modo di respirare il clima della squadra e di conoscere un gruppo chiamato a inseguire obiettivi importanti.
Sei arrivato da pochi giorni: qual è stata la tua prima impressione del gruppo e dell’ambiente che hai trovato?
"La mia impressione è stata positiva. Ho trovato un ambiente molto professionale e un gruppo che ha voglia di lavorare, di mettersi a disposizione e di seguire le richieste del mister e della piazza. È sicuramente un ambiente in cui si può lavorare bene".
La società ha manifestato ambizioni importanti e il presidente ha più volte ribadito la volontà di riportare il Taranto verso categorie superiori. Quanto ti ha convinto il progetto e quanto è stato importante per te percepire questa ambizione?
"È stato molto importante. Un calciatore deve capire dove sta andando e quali sono gli obiettivi della società. Quando ho parlato con il presidente ho percepito subito la voglia di costruire qualcosa di importante. Poi, naturalmente, le parole devono essere accompagnate dai fatti e noi siamo disposti a dimostrarlo ogni domenica".
Tornare a Taranto significa anche confrontarsi con aspettative e pressioni particolari. Senti la responsabilità di essere un tarantino che indossa la maglia della propria città?
"Sicuramente sento un po’ di più la responsabilità, probabilmente anche perché sono tarantino e so che ci sono aspettative alte. Però penso che la pressione, se vissuta nel modo giusto, possa diventare una motivazione. Io voglio trasformare questo senso di responsabilità in energia positiva".
Si dice spesso che “nessuno è profeta in patria”. Per te questo ritorno rappresenta anche una sfida personale: dimostrare qualcosa davanti alla tua gente?
"Sicuramente la sto vivendo come una sfida personale. Dopo tanti anni in giro per squadre diverse acquisisci esperienza e consapevolezza di quello che puoi dare. Non voglio fare promesse particolari o parlare di “profeta in patria”. Preferisco dimostrare sul campo quello che posso dare".
Dal punto di vista tecnico, sei un esterno mancino di piede destro, estroso, con un piede educato e una buona visione di gioco. Che tipo di contributo vuoi dare a questa squadra?
"Voglio mettere le mie qualità al servizio del gruppo e dare il contributo che serve per arrivare all’obiettivo. Quest’anno voglio mettere un po’ da parte gli obiettivi personali e pensare soprattutto a quello collettivo. Personalmente voglio stare bene, lavorare e dare sempre il massimo ogni volta che verrò chiamato in causa".
Il futuro:
A 31 anni Taurino torna a Taranto con un bagaglio di esperienza che vuole trasformare in valore per il gruppo. Non ci sono promesse sui risultati, ma una disponibilità totale a lavorare e a mettersi al servizio della squadra.
Hai vissuto tante esperienze e oggi torni a Taranto con un bagaglio importante. Cosa senti di poter trasmettere ai compagni più giovani?
"Sicuramente l’importanza del lavoro quotidiano e della professionalità. Bisogna lavorare sempre al massimo e non mollare mai. Il calcio è così, è imprevedibile, e bisogna essere pronti in ogni momento".
Qual è l’obiettivo personale che ti sei posto per questa nuova avventura? E qual è, invece, quello che hai in testa insieme alla squadra?
"Quest’anno voglio mettere un po’ da parte gli obiettivi personali e pensare soprattutto all’obiettivo collettivo, al risultato finale. Personalmente voglio stare bene, lavorare e dare sempre il massimo ogni volta che verrò chiamato in causa. Voglio dare il mio contributo per arrivare insieme all’obiettivo che ci siamo posti. Deve essere l’obiettivo di tutti".
Hai aspettato tanti anni prima di poter indossare nuovamente la maglia della tua città. Se potessi fare una promessa ai tifosi del Taranto, cosa diresti loro?
"Non mi va di fare promesse sui risultati. Quello che posso promettere è che ogni volta che indosserò quella maglia darò tutto me stesso".
E infine: cosa ti auguri per questa stagione e cosa auguri al Taranto, alla tifoseria e alla tua città?
"Mi auguro che alla fine della stagione possiamo guardarci indietro ed essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto tutti insieme.
Alla città auguro semplicemente di poter tornare a vivere il calcio con entusiasmo e orgoglio per questa squadra. Ho sempre detto che Taranto è una piazza che va vissuta per essere capita. È una città che vive di calcio con grande passione e con un senso di appartenenza molto forte alla squadra. Quando parli del Taranto con qualcuno fai fatica persino a spiegargli cosa significhi. Devi viverlo: devi vivere Taranto, la piazza e la città".
Il ritorno è dunque compiuto. Leonardo Taurino ritrova quella maglia che da bambino guardava insieme al nonno, ma questa volta dall’altra parte, dentro il campo. Con una responsabilità in più, quella di rappresentare la propria città, e una certezza: "Ogni volta che indosserò quella maglia darò tutto me stesso".