Lecce-Juventus, Di Francesco carica i giallorossi: «È bello sognare, dobbiamo avere coraggio»
Il tecnico presenta la sfida del Via del Mare dopo il successo di Udine: «La bellezza del calcio è che tutto è possibile»
Il Lecce si prepara ad affrontare la Juventus nell’ottava giornata di Serie A, con l’entusiasmo ancora vivo dopo il netto 3-0 conquistato sul campo dell’Udinese. Al Via del Mare, gremito per l’occasione, i giallorossi proveranno a misurarsi con una delle squadre più attrezzate del campionato, consapevoli delle difficoltà ma senza rinunciare alle proprie ambizioni.
Alla vigilia della partita, Eusebio Di Francesco ha presentato la sfida in conferenza stampa, soffermandosi sull’approccio richiesto alla squadra, sulle assenze e sulle possibili soluzioni tattiche. Il messaggio del tecnico è chiaro: per provare a sorprendere i bianconeri serviranno compattezza, attenzione e coraggio.
Di Francesco: «È bello sognare, giochiamo per dare soddisfazioni»
L’allenatore giallorosso parte dall’atteggiamento necessario per affrontare una Juventus ricca di qualità, sottolineando come la prestazione del Lecce dovrà essere all’altezza dell’appuntamento.
La bellezza del calcio è che tutto è possibile. Sarà una gara diversa da Udine, la Juventus ha campioni, noi dobbiamo avere più attenzione in tutte e due le fasi. E’ bello sognare, pensare che si può fare, giochiamo per dare quelle soddisfazioni. Domani ci sarà il sold out e siamo orgogliosi. Dobbiamo trascinare noi con la nostra prestazione.
Il pubblico del Via del Mare rappresenterà una spinta importante, ma per Di Francesco sarà fondamentale che la squadra sappia alimentare l’entusiasmo attraverso quanto riuscirà a esprimere sul campo.
Infermeria e alternative: Pierotti fuori almeno un mese e mezzo
L’assenza di Santiago Pierotti rappresenta una delle principali difficoltà in vista della gara. L’argentino, alle prese con la frattura composta del malleolo mediale della caviglia destra, dovrà restare ai box a lungo. Di Francesco ha indicato una prima prospettiva sui tempi di assenza, spiegando anche come intende gestire le alternative sugli esterni.
I titolari lasciano il tempo che trovano, questa squadra cambia e cambierà durante l’anno. Dopo Udine ho parlato di umiltà e questa è importante. Per me umile significa essere umili nel lavoro e coi compagni. Appena vedo un calo sei out. Dobbiamo rimanere compatti anche nei momenti belli, lo dico qui. Ho visto degli atteggiamenti positivi negli allenamenti e deve essere una base. Mi dispiace perdere Pierotti, può essere un giocatore forte, era titolare già prima di me. Mi dispiace perderlo per molto tempo, sarà fuori almeno un mese e mezzo. Ci sono dei tempi da rispettare. Ora non c’è una necessità in partenza. Gandelman sta trovando una condizione migliore, si sta allenando bene, ma non può giocare da esterno, potrebbe solo difendere da lì. Fatah ha giocato anche a destra. Geubbels o Esteban? Vediamo. Si potrebbe giocare anche con due attaccanti e una finta ala in caso potrebbe servire.
Tra le opzioni a disposizione ci sono dunque Amar Fatah, già impiegato sulla fascia destra, e la possibilità di modificare l’assetto offensivo. Non è escluso che il tecnico possa ricorrere a due punte, adattando un altro giocatore sulla corsia.
Centrocampo, Kaba può sostituire Coulibaly
Le assenze di Lassana Coulibaly e Ivan Ilić riducono le possibilità di scelta in mezzo al campo. Tra i candidati a partire dal primo minuto c’è Mohamed Kaba, individuato dall’allenatore come il profilo più vicino alle caratteristiche del centrocampista maliano.
Per caratteristiche Kaba è l’alter ego di Coulibaly. Ho visto in crescita Gorter, deve acquisire sicurezza. Abbiamo fortunatamente tanti centrocampisti, ci sono anche Fofana e Gandelman. Dall’inizio credo che confermerò il terzetto di Udine, ma ci sono poi partite dentro la partita. Devo tenere questa squadra viva.
La sensazione è che Di Francesco possa confermare il terzetto visto dall’inizio contro l’Udinese, con Maleh, Ngom e Kaba, pur mantenendo aperte altre possibilità in base all’andamento della gara.
Moduli e tattica: «Il calcio non lo fa il modulo»
Le caratteristiche dei giocatori e le necessità della partita potrebbero portare il Lecce a modificare il proprio sistema di gioco anche a gara in corso. Il 4-3-3 resta una soluzione di riferimento, ma il tecnico non esclude variazioni dettate dalle assenze e dalle situazioni che si presenteranno in campo.
Potremmo usare vesti differenti, ho alternato più squadre con più sistemi. Devo capire le situazioni di emergenza. Quando ci sono le partite un allenatore deve pensare alle soluzioni nell’immediatezza e deve essere preparato. Abbiamo provato delle cose, potranno accadere queste cose anche all’inizio. Il calcio non lo fa il modulo, lo fanno le caratteristiche. Il 4-3-3 si fa con due esterni offensivi. Le caratteristiche fanno la differenza. La Juventus ha cambiato, è un po’ camaleontica. Non si sa se gioca con il 3-5-2, o con i due attaccanti. Spalletti è un allenatore di grandissimo livello e sta valutando lo stato di forma dei suoi.
L’incertezza sulle scelte della Juventus rende ancora più importante la capacità dei giallorossi di adattarsi. Di Francesco studia le possibili configurazioni avversarie, consapevole della qualità a disposizione di Luciano Spalletti.
Fiducia nel gruppo: «L’onestà paga»
Il calendario metterà alla prova il Lecce anche dopo la sfida con i bianconeri, con gli impegni ravvicinati contro Frosinone e Genoa. Per questo motivo, il contributo di tutta la rosa potrebbe rivelarsi decisivo. L’allenatore ha voluto sottolineare il valore del lavoro quotidiano anche per chi trova meno spazio.
Prima di tutto ci tengo a dire che quando alleno dei ragazzi che hanno poca possibilità di giocare…la differenza la fa allenare quelli lì. Le assenze capitano purtroppo e la fortuna è avere ragazzi che lavorano. Non è facile dire a un ragazzo bravo e poi non giochi mai. L’onestà paga. Questi ragazzi hanno davanti un allenatore che vede la crescita. Prendiamo N’Dri, l’anno scorso non ha giocato quasi mai da titolare. C’è una maturità diversa e ci sono giocatori che sono maturati tanto rispetto all’anno scorso. Ora ho tra virgolette più diffficoltà.
Il riferimento a N’Dri testimonia la crescita di alcuni elementi che nella scorsa stagione avevano trovato poco spazio e che ora possono rappresentare risorse importanti per la squadra.
Juventus, attenzione alle due punte
Di Francesco ha poi analizzato le possibili soluzioni offensive della Juventus, soffermandosi in particolare sulla coppia formata da Nick Woltemade e Randal Kolo Muani.
Non ho valutato in base alle scelte della Juventus. Hanno schierato due attaccanti a partita in corso. Woltemade mi è piaciuto, è bravo a legare il gioco. Con Kolo Muani si completano e sono un’arma in più. Hanno maggior possesso e maggiori tocchi nell’ultimo terzo offensivo. Si muovono con tanti uomini. Cerchiamo di farli arrivare meno in area, ma sappiamo che succederà.
Limitare la presenza bianconera negli ultimi metri sarà uno degli obiettivi principali del Lecce, chiamato a mantenere alta la concentrazione per tutta la partita.
Geubbels, la fiducia di Falcone
Nel corso della conferenza, l’allenatore ha ripreso anche le parole di Wladimiro Falcone sull’attaccante francese Willem Geubbels, reduce da un avvio di stagione condizionato dagli infortuni e dalla necessità di trovare il giusto adattamento.
Oggi ho visto un articolo sul nostro portiere. La formazione la fa il tuo compagno di squadra. Lo dico ai ragazzi. I primi che sono vicino alle persone che hanno qualità sono i compagni. Per Geubbels ha risposto oggi Falcone.
Il sostegno dello spogliatoio può rappresentare un fattore importante per l’attaccante, che cerca continuità e la prima svolta significativa della propria esperienza in giallorosso.
Di Francesco chiede coraggio: «Dobbiamo metterlo in campo»
In chiusura, il tecnico è tornato su uno degli aspetti che considera fondamentali per la crescita della squadra: l’approccio alle partite. Il Lecce dovrà evitare partenze timide e affrontare la Juventus con personalità, senza limitarsi a difendersi.
C’è un approccio diverso alle gare, è stato un po’ il nostro tallone d’Achille anche rispetto al passato. Voglio vedere il coraggio e la sana incoscienza. Dirlo non basta. Lascia il tempo che trova. Il coraggio dobbiamo metterlo in campo e spero che ci sarà un appoggio dei tifosi.
Il messaggio di Di Francesco è chiaro: il Lecce vuole giocarsi le proprie possibilità davanti al pubblico del Via del Mare. Contro la Juventus serviranno attenzione, unità e coraggio, con la consapevolezza che nel calcio, come ricordato dal tecnico, anche le imprese più difficili possono diventare possibili.