San Nicola, i De Laurentiis accedono agli atti sul progetto Vaughn
Resta comunque sospeso il percorso precedente per l’affidamento dello stadio
Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, nelle scorse ore la società della famiglia De Laurentiis ha effettuato l’accesso a tutti gli atti comunali relativi allo stadio San Nicola. Un passaggio che potrebbe rappresentare il preludio a una possibile iniziativa, anche sul piano legale, rispetto alla futura gestione dell’impianto.
Il destino del San Nicola si muove così su più tavoli. Da una parte c’è la candidatura dello stadio barese in vista di Euro 2032, dall’altra la proposta da circa 250 milioni di euro presentata dall’imprenditore americano Gregory Vaughn attraverso Stadio &Co., con un progetto che punta alla rigenerazione non soltanto dell’“Astronave” realizzata per Italia ’90, ma anche del vecchio stadio Della Vittoria.
Un progetto che nelle ultime ore ha registrato un ulteriore sviluppo. Il Renzo Piano Building Workshop, lo studio fondato dall’architetto che progettò originariamente il San Nicola, ha infatti scritto a Vaughn e a Stadio &Co. dopo un recente incontro avvenuto nella sede genovese dello studio. In quell’occasione l’imprenditore americano avrebbe illustrato la propria visione sul futuro dell’impianto barese.
Lo studio ha confermato la propria disponibilità a valutare una collaborazione, definendo la proposta «una grande opportunità per l’intera città di Bari» e manifestando l’intenzione di approfondire nei prossimi mesi termini e condizioni di un eventuale incarico.
IL FRONTE DE LAURENTIIS
Nel frattempo, però, la società della famiglia De Laurentiis vuole comprendere fino in fondo gli sviluppi dell’operazione. Un San Nicola affidato a un soggetto privato attraverso un project financing rappresenterebbe infatti uno scenario profondamente differente rispetto all’attuale assetto, con una proprietà pubblica e un concessionario chiamato a rapportarsi direttamente con il Comune.
A cambiare potrebbero essere diversi aspetti, a partire dalle condizioni economiche per l’utilizzo dello stadio. Un impianto profondamente rinnovato e gestito da privati potrebbe infatti comportare canoni e modalità di utilizzo differenti rispetto a quelli attuali.
L’iter avviato dal Comune, sulla base delle procedure previste dalla cosiddetta “legge stadi”, prevede inoltre il riesame delle precedenti determinazioni sulle modalità di gestione del San Nicola e del Della Vittoria. I procedimenti attualmente pendenti sulla gestione dei due impianti vengono così sospesi per il tempo necessario a completare l’istruttoria sulla proposta americana, che dovrà innanzitutto superare il passaggio della dichiarazione di pubblico interesse.
IL RUOLO DI SIXTH STREET
Sul fondo dell’operazione resta inoltre il nome di Sixth Street, realtà statunitense degli investimenti che gestisce asset per oltre 135 miliardi di dollari e che negli ultimi anni ha sviluppato importanti operazioni anche nel mondo dello sport e delle infrastrutture.
Il gruppo ha avuto rapporti finanziari e strategici con realtà di primo piano del calcio europeo e con il settore degli stadi e dei grandi eventi. Una vocazione che inevitabilmente alimenta anche le suggestioni della piazza barese rispetto a possibili scenari futuri legati alla proprietà del club, sebbene al momento il progetto presentato riguardi formalmente la riqualificazione degli impianti.
Il piano per il San Nicola punta inoltre ad adeguare lo stadio agli standard richiesti dalla Uefa in vista di Euro 2032: servizi per i tifosi, accessibilità, sostenibilità ambientale, sicurezza, hospitality, spazi destinati ai media e infrastrutture per i broadcaster.
Il futuro del San Nicola entra così in una fase particolarmente delicata: da una parte l’istruttoria del Comune sulla maxi proposta di Stadio &Co., dall’altra le mosse della società della famiglia De Laurentiis, che con l’accesso agli atti ha deciso di approfondire ogni dettaglio di un progetto destinato a cambiare radicalmente gli equilibri attorno allo stadio barese.