Che fine ha fatto Omri Gandelman? È la domanda che diversi tifosi del Lecce si stanno ponendo in queste ore. Il centrocampista israeliano, protagonista nella seconda parte della scorsa stagione, è finito ai margini delle rotazioni di Eusebio Di Francesco proprio nel momento in cui la squadra avrebbe bisogno di nuove soluzioni in mezzo al campo.

La situazione, però, non è legata a nuovi problemi fisici: Gandelman è attualmente sano, ha recuperato dalla tendinopatia al ginocchio e si allena regolarmente con il resto del gruppo. Il suo scarso impiego nelle ultime partite è quindi legato alle scelte tecniche dell’allenatore, che finora gli ha concesso soltanto pochi minuti.

Eppure, il suo impatto iniziale in giallorosso aveva lasciato intravedere prospettive interessanti. Arrivato dal Gent nel mercato invernale del 2026, Gandelman era stato presentato da Pantaleo Corvino come un «centrocampista d’assalto»: un giocatore box-to-box, dotato di tempi d’inserimento e capacità di contribuire alla fase realizzativa.


L’impatto immediato e i gol decisivi

Di Francesco gli ha concesso subito spazio e l’israeliano ha risposto con prestazioni concrete, dimostrando di poter incidere anche negli ultimi metri. Alla quarta presenza con la maglia del Lecce è arrivato il primo gol, nella vittoria interna per 2-1 contro l’Udinese.

Poco dopo, Gandelman ha colpito ancora nella trasferta di Cagliari, vinta dai salentini per 2-0, firmando un’altra rete con un preciso colpo di testa. Due gol che hanno evidenziato una delle sue qualità migliori: la capacità di inserirsi in area e sfruttare la propria fisicità per diventare una minaccia per le difese avversarie.

Il suo contributo, però, non si è limitato al gol. Nel finale della scorsa stagione, durante la fondamentale vittoria per 3-2 sul campo del Sassuolo, è stato proprio Gandelman a servire l’assist per il gol decisivo di Nikola Stulic all’ultimo respiro. Un episodio pesante nella corsa salvezza del Lecce, che ha confermato l’importanza del centrocampista anche quando il suo minutaggio era già in calo.

 

La tendinopatia al ginocchio cambia tutto

A frenare la crescita del giocatore sono stati i problemi fisici. Una fastidiosa tendinopatia al ginocchio ha progressivamente limitato la sua disponibilità, costringendolo a perdere terreno nelle gerarchie di Di Francesco.

Le difficoltà sono proseguite anche durante la preparazione estiva, quando il problema al ginocchio lo ha costretto a fermarsi nuovamente. Successivamente, Gandelman ha raggiunto la nazionale israeliana e ha ritrovato spazio nella sfida contro l’Irlanda, entrando nella ripresa e colpendo anche un palo.

Il centrocampista ha poi completato il percorso di recupero, tornando ad allenarsi regolarmente con i compagni. Oggi il problema fisico è superato: il giocatore è a disposizione, ma non sta trovando spazio nelle scelte di Di Francesco.

 

Undici minuti contro il Bologna, poi due panchine

L’ultimo impiego di Gandelman risale alla partita contro il Bologna. In quell’occasione, il centrocampista è entrato nel finale, quando il Lecce era in svantaggio per 2-1, con l’obiettivo di sfruttare le sue caratteristiche offensive e aumentare il peso della squadra negli ultimi metri per provare a recuperare il risultato.

Gli 11 minuti concessi non sono stati dunque casuali: Di Francesco ha cercato una soluzione con caratteristiche diverse per tentare la rimonta. Dopo quella breve apparizione, però, l’israeliano non è più sceso in campo, restando in panchina sia contro l’Udinese sia contro la Juventus.

È proprio questo il punto che alimenta gli interrogativi. Con il giocatore recuperato e regolarmente al lavoro con il gruppo, viene da chiedersi perché non abbia trovato maggiore spazio, soprattutto considerando le difficoltà del Lecce a centrocampo.

Non si tratta di una questione legata alla sua condizione fisica, ma di una scelta tecnica che finora lo ha lasciato ai margini. Resta da capire se nelle prossime partite Di Francesco deciderà di concedergli nuove opportunità.

 

L’emergenza a centrocampo può rilanciarlo

Le assenze di Coulibaly e Ilić, insieme alla situazione di Berisha, rendono ancora più importante individuare soluzioni alternative per un reparto che ha bisogno di equilibrio, ma anche di maggiore presenza offensiva.

In un centrocampo composto da Kaba, Ngom e Maleh, Gandelman potrebbe offrire caratteristiche differenti. La sua capacità di inserirsi senza palla, attaccare l’area di rigore e sfruttare la propria fisicità potrebbe consentire al Lecce di accompagnare l’azione con più uomini e aumentare la pericolosità negli ultimi metri.

Il suo eventuale impiego non significherebbe necessariamente una maglia da titolare, ma rappresenterebbe un’opzione in più per una squadra alle prese con diverse assenze. Un centrocampista capace di attaccare gli spazi e trovare la porta può risultare particolarmente prezioso quando la manovra fatica a produrre occasioni.

Dopo aver lasciato il segno nella corsa salvezza della scorsa stagione, Gandelman è chiamato a riconquistare spazio. Il Lecce ha bisogno di alternative a centrocampo e l’israeliano, oggi pienamente recuperato, potrebbe tornare utile proprio nel momento in cui la squadra deve fare i conti con l’emergenza. La domanda, adesso, non è più quando guarirà, ma quando Di Francesco tornerà a puntare su di lui.

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