Verso Foggia-Barletta, l'ex Roberto Floriano: "Foggia e Barletta, due piazze che vivono di calcio"
L'ex attaccante, che ha vestito entrambe le maglie, ai nostri microfoni ripercorre l'ultimo precedente allo Zaccheria, deciso proprio da una sua rete, e presenta il derby in programma lunedì 9 novembre.
In vista del ritorno di Foggia-Barletta, in programma lunedì 9 novembre alle 20:30 allo stadio Pino Zaccheria, Roberto Floriano è intervenuto ai microfoni di Contropiede. L'ex attaccante, protagonista dell'ultimo precedente tra le due squadre disputato a Foggia il 20 dicembre 2014, torna su quella giornata, quando fu proprio una sua rete a regalare la vittoria per 0-1 al Barletta. Un'intervista che ripercorre le esperienze vissute con entrambe le maglie, affronta la situazione attuale delle due squadre e si sofferma sulle aspettative per il derby, senza dimenticare il suo passato anche con il Bari. Di seguito l'intervista completa:
“Dopo dodici anni Foggia e Barletta tornano ad affrontarsi allo stadio Pino Zaccheria. Che significato ha, secondo te, il ritorno di una sfida così sentita per il calcio pugliese e per le due tifoserie?”
“È sempre bello quando ci sono derby così sentiti tra due piazze importanti. Mancava da parecchi anni, ma resta una sfida affascinante. Mi ricordo ancora quando, dodici anni fa, segnai quel gol storico per il Barletta. Si viveva una settimana intensa, non si vedeva l'ora di affrontarsi. C'era grande attesa anche tra le due tifoserie, nonostante in diverse occasioni si siano anche unite, come purtroppo in occasione della morte dei tre ultras del Foggia. Sicuramente resta un derby sentito ed è una bella partita.”
“L'ultimo precedente allo Zaccheria risale al 20 dicembre 2014. In quell'occasione fu proprio una tua rete al 27' a decidere la partita in favore del Barletta. Sulla panchina del Foggia sedeva Roberto De Zerbi, che qualche tempo dopo ti avrebbe allenato. Che ricordo conservi di quella giornata?”
"Quella partita è stata veramente bella. Sei mesi dopo, infatti, andai proprio a Foggia, perché De Zerbi mi volle fortemente insieme alla società. Prima, però, quella contro il Foggia era stata la mia ultima partita con il Barletta, poi andai a Pisa. Feci un gol che secondo me era molto bello e che portò alla vittoria del derby. Fu emozionante anche il ritorno a Barletta: c'erano tantissimi tifosi ad aspettarci. Ricordo ancora uno degli episodi più belli: all'epoca internet non era come oggi, ma c'era la statua di Eraclio che veniva chiamata "Floraclio". Sono ricordi bellissimi e sono contento di aver lasciato un bel ricordo a Barletta."
“Nella tua carriera hai avuto l'opportunità di vestire sia la maglia del Barletta sia quella del Foggia. Avendo vissuto entrambe le piazze, quali ricordi porti con te e come giudichi la situazione attuale delle due squadre?”
“Barletta purtroppo l'ho vissuta per poco, soltanto sei mesi, perché poi ci furono alcuni problemi societari e, tra virgolette, fui quasi obbligato ad andare via. Era una situazione difficile, ma resta un bellissimo ricordo. È stata la mia prima esperienza al Sud e mi ha fatto capire quanto calore sappia trasmettere la gente di queste piazze. Foggia, invece, è stata un'esperienza diversa. Avevamo l'obbligo di vincere, con De Zerbi in panchina e una squadra veramente forte per la categoria. Purtroppo arrivammo secondi, perdemmo la finale playoff, ma vincemmo la Coppa Italia di Serie C. Successivamente disputai anche il campionato di Serie B, dopo tanti anni, arrivando a pochi punti dai playoff con mister Stroppa. Si era creata una bella armonia e in quegli anni Foggia viveva di tanta passione. Il calore della città nei nostri confronti si percepiva continuamente. Da questo punto di vista Foggia non ha davvero nulla da invidiare a nessuno. Lo stesso vale per Barletta. Basti pensare alla scorsa stagione, quando la squadra stava andando forte: vedere 7-8 mila persone allo stadio e registrare dei sold out in Serie D è qualcosa di incredibile. Sono due piazze che vivono di calcio e che danno tantissimo ai propri giocatori. Per quanto riguarda la situazione attuale, dico sempre una cosa: quando si è neopromossi, a prescindere dall'importanza della piazza, si incontrano sempre delle difficoltà. Anche il Barletta, nonostante abbia allestito una signora squadra, sta probabilmente pagando il salto di categoria. L'ho vissuto anche a Bari e ho visto situazioni simili a Palermo: quando si affronta una nuova categoria è complicato riuscire subito a fare un campionato di vertice. Il Barletta era partito molto bene e forse la vittoria contro il Bari aveva un po' illuso sulle reali difficoltà della Serie C. Sono comunque sicuro che, in un modo o nell'altro, riuscirà a venirne fuori. Il Foggia, invece, ha iniziato una sorta di anno zero dopo una stagione difficile. Ha scelto un allenatore che conosce benissimo la categoria, ma qualche difficoltà è sempre possibile. Foggia è una piazza che ti dà tanto, ma in alcune situazioni è anche difficile gestire le pressioni. Sono sicuro che il presidente Casillo, che percepisco come un grande tifoso del Foggia, riuscirà ad aiutare la dirigenza e che, insieme a Casella e Auteri, si potrà raddrizzare la situazione.”
“Il Barletta ha presentato un reclamo chiedendo di consentire la trasferta ai propri tifosi, sostenendo che oggi non esista più quel clima di rivalità che caratterizzava il passato. Da ex protagonista di entrambe le piazze, che idea ti sei fatto di questa presa di posizione?”
“Secondo me è brutto da dire, ma il calcio senza i tifosi non è calcio. La cosa bella di questo sport è proprio avere il tifo e permettere a tutti di assistere alla partita. Sicuramente esiste una rivalità, ma serve anche molta responsabilità, sia da parte delle società sia da parte dei tifosi. Se la società Barletta ha presentato questa richiesta, probabilmente è perché sa che non ci saranno problemi e che si andrà allo stadio soltanto per tifare la propria squadra e creare un'atmosfera che sarà sicuramente incredibile allo Zaccheria lunedì.”
“Che partita ti aspetti? Quanto potranno incidere la pressione e l'atmosfera dello Zaccheria in una rivalità che torna dopo così tanto tempo?”
"Mi aspetto una partita un po' nervosa, nel senso che sono due squadre che stanno attraversando qualche difficoltà. Sarà una gara tesa, nella quale nessuna delle due vorrà perdere. Magari non mi aspetto tanto spettacolo in campo, proprio per la situazione che stanno vivendo: in questo momento non c'è molta libertà mentale. Mi aspetto quindi una partita molto tirata, nella quale gli episodi faranno la loro parte. L'atmosfera sugli spalti, invece, sarà sicuramente molto bella. Foggia prepara sempre queste partite in un certo modo e la gente ci tiene a stare vicino alla propria squadra. Ci sarà tanta gente e sarà uno spettacolo. Mi aspetto e spero di vedere una bella partita. Spero sia una gara piacevole, che potrò gustarmi anche io dal divano, purtroppo. Se fossi stato più vicino sarei venuto allo stadio, ma sono distante e quindi mi godrò lo spettacolo da casa."
“Oltre a Foggia e Barletta, nella tua carriera hai vestito anche la maglia del Bari. Da ex biancorosso, come stai vivendo la situazione attuale del club e che prospettive vedi per la squadra in questa stagione?”
“Il Bari ha attraversato inizialmente alcune difficoltà, proprio come il Barletta, poi sembrava aver trovato un buon andamento. Nell'ultimo mese, però, questo trend è un po' venuto meno, con qualche pareggio di troppo. È una squadra costruita per stare nelle posizioni di vertice. In questo momento magari sta attraversando qualche difficoltà, ma conosco Bari e so quanto questa piazza pretenda, giustamente. Vedere il Bari in Serie C, per me, è qualcosa di brutto, perché è una delle città più grandi e belle d'Italia. Spero sempre che più squadre del Sud possano stare tra Serie B e Serie A, perché riempiono gli stadi e perché la passione che si vive al Sud è diversa. Mi auguro che il Bari possa tornare a salire di categoria e rendere più felici i propri tifosi.”