Di Francesco: «Per me quello non è mai rigore». Il tecnico: «L’episodio ha indirizzato la partita»
L’allenatore del Lecce analizza a DAZN la pesante sconfitta per 5-1 contro il Frosinone
Eusebio Di Francesco si presenta ai microfoni di DAZN con il volto scuro dopo il pesante 5-1 incassato dal Lecce sul campo del Frosinone. Il tecnico giallorosso non cerca alibi nelle numerose assenze, ma individua nell’episodio del calcio di rigore uno dei momenti chiave della partita. Allo stesso tempo, riconosce i meriti degli avversari e sottolinea gli errori commessi dalla propria squadra.
Il rigore contestato: «Per me questo non è rigore»
L’allenatore parte dall’episodio del penalty, che a suo giudizio ha condizionato l’andamento della gara. Le sue parole lasciano trasparire tutta la perplessità per una decisione arbitrale che riporta alla mente anche altri episodi controversi capitati al Lecce in questa stagione.
Al di là del risultato legittimo quest’episodio ha portato in direzione loro la partita. Io non capisco più quando è rigore. Ci è capitato anche a noi. Per me questo non è rigore, tocco leggero, palla, tutto. Quanti contatti ci sono così? Ci è capitato anche a noi, quest’episodio dà fastidio, ma vorrei capire di più quando è rigore e quando non lo è.
La partita dopo il 2-0: «Abbiamo perso tanti duelli»
Il tecnico giallorosso individua anche nelle difficoltà tattiche e nei duelli individuali alcune delle ragioni della sconfitta. Dopo un avvio positivo, il Lecce non è riuscito a contenere le iniziative dei padroni di casa, pagando ingenuità e ritardi nelle letture difensive.
Siamo partiti bene ma su palla lunga hanno avuto ragione loro. Abbiamo perso tanti duelli e la direzione è stata loro. Abbiamo fatto bene solo nell’impatto. Sapevamo che loro attaccavano con tanti uomini, ma siamo stati ingenui e in ritardo come sul primo gol. Tanti dettagli da parte loro per merito e nostro demerito. Loro non hanno rubato niente ma il risultato così rotondo non so fino a quanto è giusto.
Le difficoltà offensive e le scelte iniziali
Di Francesco torna poi sulle occasioni non sfruttate e sulle difficoltà incontrate nell’interpretare il sistema di gioco avversario. Il Lecce ha avuto la possibilità di sbloccare la gara, ma non è riuscito a concretizzare le situazioni create, compresa quella capitata a Monteiro.
Il Lecce poteva sbloccarla, abbiamo avuto una situazione con Monteiro e in altre potevamo scegliere meglio. Spesso questa cosa ci contraddistingue, dobbiamo migliorare. Il nostro sistema di gioco era quello del secondo tempo, abbiamo fatto le scelte dall’inizio per l’emergenza, ultima quella di Geubbels. Non capivamo le scalate e le preventive sui loro attaccanti sempre aperti e bravi a ribaltare le situazioni di gioco.
Il tecnico spiega così anche le scelte di formazione, condizionate dalle numerose indisponibilità e dalla necessità di trovare un equilibrio contro una squadra capace di attaccare con tanti uomini e ripartire rapidamente.
Le assenze e le condizioni dei singoli
In chiusura, Di Francesco fa il punto sulle condizioni precarie di alcuni giocatori scesi in campo. Il tecnico precisa di non voler utilizzare le assenze come giustificazione, ma sottolinea le difficoltà incontrate nella preparazione della partita.
Al di là delle assenze pesanti, ci sono giocatori che non si sono allenati in 3 giorni. Tiago Gabriel aveva difficoltà a scendere in campo, N’Dri ha giocato con un’infiltrazione, Fatah non si è allenato per due giorni. Per il resto tante piccole cose che non voglio però dare come giustifica. Penso al quinto gol, piccole cose che mi hanno dato fastidio e sui cui vorrò porre rimedio.
Il messaggio finale è chiaro: il Lecce dovrà ripartire dagli errori commessi, senza nascondersi dietro le difficoltà della vigilia. La sconfitta dello Stirpe lascia interrogativi sul piano tattico e sulla tenuta difensiva, mentre Di Francesco è chiamato a trovare risposte in vista dei prossimi impegni.