Frosinone-Lecce, Abisso nella bufera: il rigore a Calò fa discutere. Dubbi anche su Calò-Gandelman
Due episodi ravvicinati accendono le polemiche al Benito Stirpe: prima la trattenuta di Calò su Gandelman nell’area ciociara, poi il contatto tra Siebert e Kvernadze che porta al penalty per i padroni di casa.
Non si placano le discussioni sulla direzione arbitrale di Rosario Abisso in Frosinone-Lecce. Nel posticipo del turno infrasettimanale, la sfida del Benito Stirpe è stata segnata anche da due episodi avvenuti a ridosso dell’intervallo, entrambi finiti sotto la lente d’ingrandimento.
Il primo riguarda una trattenuta di Calò ai danni di Gandelman nell’area del Frosinone. Il centrocampista giallorosso ha subito un intervento apparso piuttosto evidente, ma Abisso ha lasciato proseguire senza assegnare il calcio di rigore al Lecce.
Poco dopo, in pieno recupero del primo tempo, l’arbitro ha invece indicato il dischetto in favore dei padroni di casa per un contatto tra Siebert e Kvernadze. Una decisione che ha immediatamente provocato le proteste dei salentini: il tocco del difensore tedesco sull’attaccante ciociaro è apparso molto leggero e ha sollevato diversi dubbi sull’opportunità di concedere il penalty.
Dal dischetto Calò non ha sbagliato, portando il Frosinone sul 2-0 proprio prima dell’intervallo e dando un ulteriore impulso alla squadra di Alvini.
A far discutere è soprattutto la diversa valutazione dei due contatti: la trattenuta su Gandelman, giudicata più evidente e meritevole di attenzione, non è stata sanzionata, mentre un intervento decisamente più leggero ha portato all'assegnazione del rigore per i ciociari.
Due episodi ravvicinati che hanno alimentato le polemiche e inciso sull'andamento della gara, già indirizzata a favore del Frosinone prima della ripresa.