Calma, ripartenza e le due fasi: il calcio di Gotti nel dettaglio. L'ANALISI
Pazienza, Pragmatismo, Organizzazione, Equilibrio queste le parole che riassumono il calcio di Gotti. Ma come funziona nel dettaglio? Luca Gotti è famoso per la sua essenza pacata, genuina e disponibile a favore di tutti. Ma molti non sanno che l'allenatore giallorosso è un osso duro: un uomo da rigore e disciplina, prima di tutto.
TATTICA - A livello tattico Gotti predilige il 4-2-3-1 o il 3-5-2 a seconda delle esigenze, poiché poi è un allenatore estremamente adattivo, estremamente difficile da ricercare nel calcio moderno.
FASE DI NON POSSESSO - Opta per una forte organizzazione difensiva, atta quindi alla compattezza sulla zona, nel lungo e nel corto raggio, riducendo quindi al minimo gli errori individuali e, avendo il secondo uomo pronto al recupero nel caso ciò dovesse avverarsi.
FASE DI POSSESSO - È un allenatore che ama bloccare le squadre a centrocampo, spingendo i mediani sulla linea difensiva per passare ad un realistico 5-3-2 in fase di non possesso. Utilizza i mediani come veri e propri interdittori, vere e proprie dighe calcistiche, e soprattutto come strumento da ripartenza, atta a scardinare la prima linea di pressione post palla persa, ed a lanciare i vertici centrali e laterali offensivi in velocità o in duelli 1v1.
RIPARTENZA - Ciò fa sì che le squadre di Gotti siano fenomenali e veloci in ripartenza (vedi i terzini Dorgu e Gallo usati come ali in fase di possesso, cambiando il modulo in un 3-5-2).
ESECUZIONE - Il professore di Coverciano, gioca con tocco veloci e nello stretto, dando molta importanza al taglio centrale degli esterni, coadiuvati da un senso offensivo spiccato a discapito di quello difensivo.