Benali: "La mia presenza non era più gradita. Il mio sogno? Finire la carriera a Bari
Ahmad Benali si è raccontato ai microfoni di Passione Bari Radio Selene, rimarcando i motivi della sua separazione dal club biancorosso avvenuta la scorsa estate.
"Per rispetto della piazza e dei miei ex compagni, ho preferito aspettare qualche mese prima di parlare. Sapete tutti cosa è diventata Bari per me. Era la piazza più bella e importante della mia carriera. Il mio sogno era di riportare il Bari in A e finire la carriera calcistica a Bari. A febbraio 2025 abbiamo raggiunto un’intesa per il rinnovo del contratto per l’anno successivo, quest’intesa non è però poi stata ratificata. Ogni volta è stata posticipata. Non ho mai avuto alcun problema con nessun dirigente del Bari. La società non si è fatta sentire con me, quando sono tornato ho percepito un’aria diversa. Ci siamo confrontati a Roccaraso con mister Caserta, che mi ha espresso stima e mi ha detto che sarei stato un giocatore importante per lui. Non c’era alcun problema. Poi mi è stato detto che la mia presenza a Bari non era più gradita. A quel punto ho preferito togliere il disturbo senza creare problemi. Mi è spiaciuto sentire che ho chiesto la cessione, il che non è vero. Ho ricordi meravigliosi di Bari, è rimasto il dispiacere di finire l’avventura come ho voluto. Non ho fatto parte da protagonista del cammino fatto fino alla finale playoff ma è stata una stagione eccezionale. Ne parlavo con Maiello qualche giorno fa: sono stati i 4-5 mesi più belli della mia vita. È una città che in campo ti fa sentire un giocatore di Champions League, fuori si vive tanto bene. Sono stati due anni e mezzo che valgono 10. Mi hanno detto che la mia presenza lì non era più gradita. A quel punto l’uomo prende una decisione. Avevo un anno di contratto con il Bari e ora ne ho uno con la Virtus Entella. Non sono andato via per migliorare la mia posizione. La gente di Bari è intelligente. Longo è l’allenatore che serve in questo momento qui a Bari. È molto diretto, pratico, anche duro, ed è ciò che serve a una piazza del genere. Un esempio è Pucino: ha personalità, non ha mai paura e quelli sono i fattori che in queste realtà vengono davanti a tutto. Il barese vuole vedere uno di loro in campo. Io sono stato apprezzato per quello che ho dato, non certo per le mie qualità tecniche. Resto un tifoso del Bari, per sempre".