Termina con uno striminzito 0-0 sul campo del Südtirol la stagione di un Bari che chiude il suo campionato in nona posizione e fuori dalla zona playoff. Un obiettivo mancato per i biancorossi protagonisti di un'altra annata deludente e sottotono. Al triplice fischio il primo ad intervenire ai microfoni è il DS Magalini, considerato uno dei grandi imputati del deludente campionato dei galletti.


"Posso dire che non siamo contenti perché questo obiettivo era alla portata. Nelle ultime 5 partite ne abbiamo perse 3, ed è solo una nostra responsabilità. Avevamo la forza per centrarlo e dovremmo fare delle valutazioni. Fallimento? Se l’obiettivo era quello assolutamente si. Andremo a capire il perché non è stato centrato questo obiettivo. Non bisogna trovare il capro espiatorio, è normale che andremo ad esaminare il da farsi. Ci sono stati errori da parte tutti, non è la fine del mondo, bisogna avere la lucidità di esaminare bene le cose. Non è la serata dei processi, c’è solo la delusione di non aver centrato i playoff".

"Magalini e Longo non dovranno essere i problemi del Bari. Penso che poi verrà anche il mister a parlare, volevo far sentire il mio dispiacere. Nelle valutazioni tecniche ci sarà qualche giocatore che vorrà rimanere e ci penseremo. Questa squadra non doveva fallire questo obiettivo perché era alla portata, qui non cerchiamo il colpevole, non c’è un responsabile unico. Noi con longo abbiamo sempre avuto unità di intenti con una linea sempre uguale. Dovete chiedere a lui cosa pensa di questa situazione. Non ho ancora sentito il presidente. Ai tifosi cosa posso dire: sono stati sempre presenti, hanno ragione in tutta sincerità, mi sarei unito anch’io a loro".


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