A tre giorni dalla gara di andata della finale dei playoff nazionali, che vedrà il Taranto affrontare il Gladiator ad Aversa, Francesco Farina, allenatore della formazione campana, ha presentato l'attesissimo match ai microfoni di Telesveva. Nel corso dell'intervista il tecnico classe 1967 si è anche complimentato con il Barletta per la promozione in Serie C:

SULLA GARA DI RITORNO IN TRASFERTA - “Avrei preferito giocare la gara di ritorno in casa, perché c’è indubbiamente un vantaggio. Mi conforta il fatto che quest’anno siamo andati meglio in trasferta che in casa. Fuori casa abbiamo raccolto 12 vittorie e 3 pareggi, quindi abbiamo un ruolino di marcia importantissimo”.

LA PREPARAZIONE ALLA FINALE - “Ci stiamo avvicinando alla gara con tranquillità. Queste sono partite che si affrontano senza stravolgere la settimana tipo e facendo sì che la squadra gestisca al meglio le sedute, arrivando alla partita nel pieno delle potenzialità fisiche e mentali. Sappiamo di incontrare una corazzata sul campo, ma soprattutto fuori dal campo perché si tratta di una società fortissima. Noi faremo di tutto per portare a casa la vittoria”.

L'APPROCCIO ALLA GARA - “Abbiamo analizzato bene il loro modo di giocare e come affrontano sia le partite casalinghe sia quelle fuori casa. Ho allenato tanti anni Loiodice e Russo, perciò li conosco veramente bene. Ci sarà rispetto per l’avversario, ma ci servirà anche autostima, perché altrimenti si arriva già sconfitti”.

LA GARA DEL TARANTO CON L'APICE -  “Contro l’Apice ho visto un buon primo tempo del Taranto, in cui ha avuto 3-4 occasioni non sfruttate. Il Taranto in campo aperto è una squadra temibilissima. Dopo il rigore dell’Apice, ha avuto una ventina di minuti di sbandamento, ma poi, con i cambi negli ultimi venti minuti poteva fare gol in ogni momento, anche perché il tecnico dell’Apice ha dovuto inserire giocatori più giovani”.

LE 9 PROMOZIONI RAGGIUNTE IN D - “Il mio segreto? Allenare giocatori forti e in grandi società. Poi bisogna essere bravi a rispettare tutti, sia il proprio gruppo sia gli avversari. Ci vuole tanta esperienza, che soprattutto in queste finali conta molto”.

LA PROMOZIONE DEL BARLETTA - “Puntavo molto sulla riscossa del Barletta: una squadra costruita bene e rinforzata benissimo a dicembre. Mi fa tanto piacere, perché la tifoseria barlettana non meritava questa categoria. Ho vissuto momenti bellissimi a Barletta e sono onorato di aver trascorso tre anni in biancorosso. Sono allo stesso modo onorato di allenare il Gladiator e spero di regalare a questa piazza la stessa soddisfazione che ho dato al Barletta e ad altre tifoserie”.

IL TARANTO - “Taranto è una città che, come Barletta, Bari, Lecce e Foggia, ha poco a che fare con queste categorie. È una città in cui si fa calcio vero. Siamo fieri di disputare questa finale, perché secondo me sarà la partita più attenzionata tra quelle in programma domenica. Questa stagione per me è stata durissima, perché ho preso la squadra in corsa e abbiamo fatto una rincorsa incredibile: adesso siamo pronti a giocarcela”.

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