Dall’Argentina alla Basilicata, passando per la Serie B con il Defensores e le prime tappe italiane.
Mauricio Campolongo, terzino sinistro dell'Angelo Cristofaro Oppido Lucano, ripercorre la sua carriera tra successi, trofei conquistati e l'ambizione mai spenta di puntare sempre più in alto. 


Bentrovato Mauricio. Partiamo dall’inizio: com’è nata la tua passione per il calcio in Argentina e quali valori ti porti dietro dalla tua terra d'origine?
"Fin da piccolo ero innamorato di questo sport, sognavo di diventare un calciatore. Inizio le giovanili a Quilmes, la mia città natale, per poi trasferirmi nella terza serie argentina: quegli anni sono stati fondamentali per la mia crescita sia umana che sportiva"

Com’è stata l’esperienza calcistica nel pallone argentino e cosa ti ha spinto, a un certo punto, a fare il salto verso l'Italia?
"Prima di arrivare in Italia, ho avuto l'onore di giocare con il Defensores, club di seconda serie (ndr Serie B Argentina). Il mio procuratore è stato determinante per il trasferimento, inoltre tutti mi parlavano benissimo: non è stato difficile convincermi"

In Italia, la prima avventura è in Sardegna al New Codrongianos. Che ricordi hai?
"Non ho un ricordo estremamente positivo, purtroppo ho dovuto affrontare numerosi problemi; tuttavia, è stata importante per risolvere alcune questioni burocratiche e per stilare tutta la documentazione necessaria"

Poi, tanta Basilicata e una parentesi in Puglia al Nuova Spinazzola...
"Ho iniziato la mia avventura in Basilicata, a Tricarico, dove abbiamo vinto la Coppa Italia. A Spinazzola poi, son stato soltanto sei mesi: lì ho trovato un ambiente stupendo, ma il poco minutaggio concesso e le richieste tattiche del mister mi hanno spinto ad andare via..."

La Basilicata è diventata a tutti gli effetti una tua seconda casa. Cosa ha reso così solido questo legame negli anni?
"Mi son trovato benissimo dal primo giorno, è una regione stupenda ed ormai conosco perfettamente la categoria"

La vittoria della Coppa Italia con l'Angelo Cristofaro Oppido è stato uno dei traguardi più importanti della tua carriera: che ricordi conservi di quella cavalcata e di quella finale?
"Ad Oppido ho trovato una società serissima, formata da persone con grandi valori umani. La vittoria della Coppa Italia, sommato al secondo posto in campionato dietro al Melfi, rappresenta l'incredibile annata che abbiamo vissuto. Sono sceso in campo per oltre 30 partite, siglando ben 7 reti: è tra le stagioni migliori della mia carriera, senza dubbio"

Come vedi il livello dell'Eccellenza lucana oggi rispetto a qualche anno fa?
"E' un campionato che è cresciuto tantissimo, sia da un punto di vista fisico che sportivo; non vedo enormi differenze con l'Eccellenza pugliese"

In futuro, ti immagini ancora tanti anni in Lucania? Oppure ti piacerebbe provare nuove realtà?
"Il mio sogno è di salire ancora di categoria, sto benissimo fisicamente e sono super concentrato mentalmente. Ho tanta esperienza, tanta voglia di vincere, ed i numeri sono dalla mia parte: voglio preservare quest'ambizione ancora a lungo"

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