Giuseppe Ripanto a ControPiede: «Polimnia, prima la salvezza. La Serie D resta un sogno per me...»
Cinque reti in nove giornate per il difensore-bomber rossoblù: ai nostri microfoni si racconta tra il legame con mister Marasciulo, il gol liberatorio col Novoli e il momento magico in Eccellenza
Un avvio di stagione da incorniciare, da assoluto protagonista e con numeri da attaccante di razza, pur muovendosi nelle retrovie. Giuseppe Ripanto, difensore in forza alla Polimnia (Eccellenza pugliese), sta vivendo uno dei momenti più esaltanti della sua carriera: 5 reti realizzate nelle prime 9 giornate di campionato, una media gol spaventosa per un difensore…
Dai primi passi nelle giovanili dell'Under 19 del Venezia fino alla lunga gavetta nei campi pugliesi – tra Brindisi, Corato, Bitonto e Spinazzola – Ripanto si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni. Tra il rapporto speciale con mister Marasciulo, gli obiettivi di squadra e personali, e il sogno chiamato Serie D, di seguito le sue parole.
Iniziamo subito con il botto: 5 reti in 9 giornate. Stai vivendo il miglior momento della tua carriera finora? «Sì, penso proprio sia il migliore. L'anno scorso ho segnato 4 gol in tutto il campionato, quindi farne già 5 dopo appena nove giornate è una grandissima soddisfazione personale.»
Riavvolgiamo un attimo il nastro e partiamo dalle origini: le giovanili nell'Under 19 del Venezia e poi tanta Puglia con Brindisi, Corato, Bitonto, Spinazzola e oggi Polimnia. Cosa ti hanno lasciato l'esperienza a Venezia e tutta questa gavetta pugliese? «Sicuramente le giovanili a Venezia sono state un punto di partenza fondamentale: allenandomi spesso con la prima squadra in Serie B impari tanto e cerchi di "rubare" il più possibile dai compagni più esperti. Poi, come si sa, è iniziata la gavetta in Puglia: prima a Brindisi dove non ho trovato tantissimo spazio, e poi oltre 150 presenze in Eccellenza che mi hanno formato tanto.»
Tra tutte le esperienze vissute finora in Puglia, quale ricordi con maggior piacere guardandoti indietro? «Tutte mi hanno lasciato qualcosa di positivo, ma la migliore è stata sicuramente quella a Corato. Siamo arrivati ai playoff: c'è ancora il rammarico per quello 0-0 che ci ha visti uscire solo perché eravamo la squadra in trasferta, ma ad oggi resta una delle tappe più positive del mio percorso.»
Tornando ai numeri di quest'anno: 5 gol in 9 gare ti proiettano nei piani altissimi della classifica marcatori, alle spalle soltanto di Di Piazza e appaiato a nomi del calibro di Lattanzio e D'Anna. Che effetto ti fa? «Resta un grande onore essere accostato a calciatori che hanno fatto la Serie C, ma cerco di rimanere umile. Continuo a lavorare duro sul campo per aiutare la squadra a fare risultati.»
Tra le tue reti spicca quella decisiva nella vittoria contro il Novoli. Che emozione hai provato a vedere la palla entrare? «Forse è stata la rete più importante, anche perché le altre sono arrivate in partite dal punteggio più largo. Domenica scorsa, sul 2-1 contro il Novoli, ho provato una grandissima emozione: venivamo da un risultato negativo la settimana prima e vedere la palla entrare a 20 minuti dalla fine è stata una vera liberazione.»
Attualmente la Polimnia occupa il 10° posto in classifica con un rendimento un po' altalenante. Qual è il vero obiettivo di squadra: vi guardate le spalle o puntate ai playoff? «Noi dobbiamo sempre guardarci le spalle. Siamo una squadra giovane e abbiamo avuto molti infortuni, ma siamo un grande gruppo allenato benissimo da uno staff tecnico molto preparato. Il nostro obiettivo primario resta la salvezza; poi, se dovesse arrivare qualcosa in più, ben venga.»
Come mai in estate hai scelto di approdare alla Polimnia? Ci riveli un retroscena sulla trattativa? «La scelta è legata al rapporto che ho con il mister. È una grandissima persona, sia dal punto di vista calcistico sia umano, e non sono certo l'unico a dirlo. Il retroscena? È venuto almeno tre volte a Noci, il mio paese, pur di incontrarmi e convincermi. Alla fine mi sono fidato di lui, così come lui si è fidato di me, e il gran rapporto che abbiamo anche fuori dal campo ha fatto la differenza.»
La classifica vede in testa Squinzano, Canosa e Trani, senza dimenticare piazze come Taranto. Che livello ha quest'anno l'Eccellenza pugliese? «Il livello è altissimo, ma c’è grande equilibrio: basti pensare all'ultima sconfitta del Taranto. In questo girone tutti possono vincere o perdere contro chiunque. Noi diremo sicuramente la nostra.»
Obiettivo personale per questa stagione: punti alla doppia cifra? «Spero di segnare il più possibile, ma l'obiettivo principale resta quello condiviso con la società a inizio anno, cioè raggiungere la salvezza. Che io faccia 5 o 10 gol, quello che conta è il traguardo di squadra.»
Guardando al futuro, che traguardo ti poni per la tua carriera? Il salto in Serie D è tra questi? «Approdare in una categoria superiore è il sogno di chiunque faccia calcio: si aspira sempre a salire di livello. Per ora pensiamo a finire al meglio questo campionato, poi se arriverà la Serie D... ben venga!»