Lecce, Di Francesco: «Voglio una squadra più corta e alta». Le parole alla vigilia del Bologna
Il tecnico giallorosso ha presentato la sfida del Via del Mare: focus sulla condizione della squadra dopo la sosta, sulle caratteristiche dei rossoblù e sulle possibili soluzioni in mezzo al campo e in attacco.
Eusebio Di Francesco è intervenuto nella sala stampa dello stadio Via del Mare alla vigilia di Lecce-Bologna. L’allenatore giallorosso ha fatto il punto sul lavoro svolto durante la sosta per le Nazionali, soffermandosi sulla crescita fisica del gruppo e sulle insidie della prossima partita.
Diversi i temi affrontati: dalla preparazione atletica alle caratteristiche del Bologna, passando per le condizioni di Gandelman, il ruolo di Coulibaly e il percorso di inserimento di Monteiro.
La condizione del Lecce dopo la sosta
La pausa ha permesso allo staff tecnico di lavorare soprattutto sui giocatori che avevano bisogno di aumentare il minutaggio e ritrovare la migliore condizione.
Ho migliorato la condizione di alcuni giocatori, abbiamo svolto allenamenti con grande intensità. La squadra sta approcciando al meglio questa gara. Abbiamo fatto una preparazione non per partire forte, ma per avere continuità. Dobbiamo impattare al meglio la partita
Il Bologna e le insidie della squadra di Palladino
Di Francesco non si fida delle difficoltà incontrate dai rossoblù nelle prime giornate. La sosta, secondo l’allenatore, potrebbe aver favorito il lavoro del nuovo tecnico Raffaele Palladino, che ha avuto tempo per trasmettere le proprie idee.
Hanno avuto un vantaggio nella sosta, Palladino ha potuto trasmettere le sue idee tattiche, su un sistema di gioco fastidioso da affrontare se fatto bene Non aspettiamoci un Bologna in difficoltà, ma una squadra che può venire per cercare il risultato pieno».
Per il Lecce sarà dunque fondamentale affrontare la gara con attenzione, senza sottovalutare le capacità tecniche degli avversari.
Fatah, Kaba e Ilic: le alternative a disposizione
La sosta ha rappresentato un’occasione per aumentare il lavoro atletico di diversi elementi della rosa. Di Francesco ha spiegato che alcuni giocatori hanno compiuto progressi e potrebbero trovare spazio nella partita contro il Bologna.
Domani in tanti potrebbero avere spazio. Ogni partita ha una storia a sé, l’allenatore deve valutare gli interpreti migliori
Tra i calciatori che stanno crescendo sul piano fisico c’è anche Ivan Ilic, arrivato con una condizione da migliorare. Il tecnico ha sottolineato l’importanza di utilizzare la pausa per permettere a chi aveva giocato meno di avvicinarsi al livello dei compagni.
Gandelman in crescita, il messaggio a Coulibaly
Tra i centrocampisti osservati con attenzione c’è Omri Gandelman, rientrato dagli impegni con la Nazionale israeliana. Di Francesco ha espresso soddisfazione per i progressi mostrati dal giocatore, anche in relazione al problema al ginocchio che lo aveva condizionato.
Gandelman è tornato meglio rispetto a come è partito in nazionale. È un calciatore con caratteristiche precise, lui sa occupare gli spazi per attaccare l’area di rigore. Sono contento abbia acquisito confidenza con il campo e anche con il problema al ginocchio lo vedo più sciolto.
Parole positive anche per Lassana Coulibaly, considerato un elemento importante per gli equilibri della squadra. Il tecnico, tuttavia, ha lanciato un messaggio a tutto il gruppo sulla necessità di mantenere alta l’intensità.
È un calciatore di esperienza, per noi un giocatore molto importante, che deve mantenere continuità di rendimento e di lavoro. Anche chi si sente titolare deve correre più di chi non sta giocando.
Monteiro, il lavoro per inserirsi nel sistema di gioco
Di Francesco ha dedicato spazio anche a Monteiro, attaccante sul quale il Lecce sta lavorando per migliorare l’integrazione nei meccanismi offensivi.
Deve ancora integrarsi al meglio in questo contesto e in questo campionato, sta lavorando tanto. Ha fisicità e gamba importante, va a 36 chilometri all’ora in allenamento. Devo fare del mio meglio per metterlo nelle condizioni di esprimersi nel migliore dei modi.
L’allenatore punta quindi a valorizzare le doti atletiche dell’attaccante, accompagnandone il processo di adattamento al calcio italiano e al sistema di gioco giallorosso.
Pressione alta e compattezza: l’identità cercata da Di Francesco
Uno dei temi centrali della conferenza ha riguardato l’atteggiamento tattico del Lecce. La squadra deve pressare alta oppure adottare una postura più prudente in base all’avversario?
Per Di Francesco, la risposta dipende dalle situazioni che si sviluppano durante la partita. Non esiste un unico modo di difendere e attaccare per tutti i novanta minuti, ma l’intenzione di aggredire gli avversari deve restare una caratteristica riconoscibile della squadra.
Ci sono partite nelle partite. Ci sono momenti in cui devi aggredire alto e momenti in cui devi attendere. Non si può giocare allo stesso modo per novanta minuti, ma l’idea di attaccare alto l’avversario deve essere nel nostro DNA.
L’obiettivo è quindi trovare un equilibrio tra aggressività e capacità di adattamento, mantenendo le distanze tra i reparti e riducendo gli spazi concessi agli avversari.
Di Francesco ha concluso ribadendo quale sia l’immagine di Lecce che vorrebbe vedere con maggiore continuità:
Mi piacerebbe vedere sempre una squadra più corta e alta.
Contro il Bologna, al Via del Mare, i giallorossi saranno chiamati a trasformare il lavoro svolto durante la sosta in una prestazione concreta. Intensità, compattezza e capacità di leggere i diversi momenti della gara saranno aspetti fondamentali per provare a conquistare un risultato positivo.