Davide Del Mastro
Davide Del Mastro

Il Bari non va oltre l’1-1 contro la Scafatese e Massimo Rastelli analizza senza nascondersi le difficoltà dei biancorossi. Dalla buona partenza al calo di lucidità, fino alla fragilità mostrata dopo il pareggio: il tecnico riconosce i limiti di una squadra che continua a esprimere le proprie qualità soltanto a sprazzi.

ANALISI: "Nella prima mezz’ora, che secondo me è stata ottima, dovevamo avere la bravura di chiuderla. Abbiamo avuto un’occasione limpidissima per il 2-0. Dopo la mezz’ora abbiamo iniziato a perdere lucidità, siamo stati molto confusionari e nel secondo tempo non abbiamo giocato da squadra. Ci siamo allungati tantissimo. Sulle palle inattive non siamo stati bravi nelle preventive e abbiamo concesso loro cinque o sei ripartenze pericolosissime. Nel secondo tempo hanno avuto tante occasioni per vincerla".

GOL SUBITO: “C’è stato un errore di lettura, poi bisognava temporeggiare per evitare di essere saltati. È chiaro che, quando vieni raggiunto, ti casca il mondo addosso, ma noi questo non ce lo possiamo permettere. Avevamo fatto la cosa più difficile, andare avanti, e la stavamo anche gestendo bene. Sembrava potessimo raddoppiare. Dopo l’1-1 è cambiata completamente la gara, soprattutto dal punto di vista mentale: è come se i ragazzi avessero perso la lucidità per continuare a fare ciò che avevamo preparato”.

PARTITA: "Abbiamo preparato la gara cercando di essere molto aggressivi, di recuperare il pallone velocemente e poi di verticalizzare. Finché ci sono state brillantezza e lucidità, le cose le abbiamo fatte bene. Col passare dei minuti queste cose sono venute a mancare. Come allenatore devo valutare la prestazione in generale e capire dove intervenire per far sì che questa mezz’ora duri 95 minuti".

QUALITÀ E CONTINUITÀ: “Ci sta mancando la continuità nel mettere in pratica le qualità individuali dei ragazzi. Lo facciamo con troppa discontinuità. Una squadra come la nostra deve essere più pericolosa e creare più situazioni da gol, perché dal punto di vista tecnico le qualità le abbiamo. In questo stiamo facendo molta fatica. In questo momento è difficile rispondere. Ci deve essere una crescita innanzitutto individuale, da cui possa crescere tutto il collettivo”.

LA PANCHINA: «Io mi sento in discussione da quando sono nato".

DARBOE: "Si è allenato praticamente solo giovedì e venerdì con noi, dopo venticinque, ventisei giorni di stop. Mi ha dato la disponibilità e nel finale avevo bisogno di forze fresche in mezzo al campo, quindi l’ho impiegato».

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