Il Lecce torna a muovere la classifica, ma senza riuscire a dare una vera svolta al proprio momento. Il pareggio per 1-1 sul campo del Torino interrompe la striscia di tre sconfitte consecutive e consente ai giallorossi di salire a quota 10 punti, ma la prestazione lascia ancora diversi interrogativi.

All’iniziale vantaggio granata firmato da Simeone ha risposto N’Dri, autore della rete che ha permesso alla formazione di Eusebio Di Francesco di evitare un’altra battuta d’arresto. Un gol importante per il risultato, arrivato però dopo una lunga fase in cui il Lecce ha faticato enormemente a costruire occasioni e a rendersi pericoloso.


Un Lecce troppo sterile per gran parte della partita

Per tutto il primo tempo e per buona parte della ripresa, la squadra giallorossa ha prodotto pochissimo sul piano offensivo. La manovra è apparsa prevedibile, con poche soluzioni per arrivare dalle parti di Perri e una difficoltà evidente nel creare superiorità negli ultimi metri. Il Lecce ha faticato a trovare spazi e a mettere in difficoltà la retroguardia granata, dando la sensazione di non avere gli strumenti per cambiare ritmo alla partita.

La svolta è arrivata soltanto con i cambi, effettuati solo al 72’ e quindi forse troppo tardivi. Le sostituzioni hanno però cambiato volto al Lecce e soprattutto alla sua manovra offensiva, restituendo maggiore vivacità e imprevedibilità alla squadra.

Di Francesco è tornato al 4-3-3, ridisegnando il reparto avanzato e collocando N’Dri sulla fascia destra. L’esterno ha portato quelle caratteristiche che erano mancate fino a quel momento: capacità di puntare l’avversario, saltare l’uomo e creare situazioni pericolose nell’uno contro uno. Anche Fatah, spostato nella sua posizione naturale sulla corsia sinistra, ha trovato maggiore libertà e incisività, riuscendo a sfruttare meglio le proprie qualità nel confronto diretto con il difensore.

È cambiato così il modo di attaccare del Lecce, diventato più dinamico e capace di sviluppare il gioco sulle fasce. Proprio da questa maggiore intraprendenza è arrivata una risposta offensiva che, per lunghi tratti della gara, era completamente mancata.


Un punto che non cancella le difficoltà: tanto lavoro da fare

Il pareggio di Torino ha soprattutto il valore di aver fermato una serie negativa. Il Lecce resta una squadra alla ricerca di continuità, con problemi che vanno oltre i risultati e che riguardano anche le tante assenze. Gli infortuni hanno condizionato le scelte di Di Francesco, riducendo le alternative a disposizione e complicando il lavoro del tecnico nella gestione delle partite.

Il lavoro da fare è ancora tanto e dovrà partire proprio dal recupero degli infortunati. Ritrovare progressivamente gli elementi indisponibili sarà fondamentale per restituire al gruppo maggiori alternative, aumentare la competitività interna e consentire all’allenatore di avere più soluzioni a disposizione. La situazione fisica della rosa ha inevitabilmente pesato sulle ultime settimane, ma servirà intervenire anche sul piano del gioco e della produzione offensiva.

Resta inoltre il tema delle scelte e dei tempi delle sostituzioni: la maggiore pericolosità mostrata dopo il 72’ dimostra quanto l’ingresso di giocatori capaci di creare superiorità individuale possa incidere sull’andamento della squadra. Una soluzione che forse avrebbe meritato di essere cercata prima.

Adesso arriva la sosta per gli impegni delle Nazionali, un passaggio importante per recuperare energie e provare a ritrovare alcuni elementi indisponibili. Il Lecce riparte da un pareggio e da un punto in più in classifica, ma la prestazione di Torino conferma che la strada è ancora lunga. Muovere la classifica era necessario, ritrovare un’identità offensiva, recuperare gli infortunati e dare maggiore continuità ai risultati lo è ancora di più.

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