Noicattaro, Davide Fieroni a ControPiede: "Dalla Serie D alla Prima Categoria è stato uno scossone mentale pesante, fiero del rendimento oggi al Noicattaro. Mister Fumai..."
Il calcio di provincia è fatto di storie che spesso sfuggono ai grandi riflettori, ma che portano con sé il peso del sacrificio, la gioia di un pallone che gonfia la rete e la resilienza di chi non si è mai arreso.
Raccontiamo il percorso di un attaccante che ha fatto del gol il suo marchio di fabbrica: dai primi passi nel settore giovanile del Bari alle battaglie sui campi di Serie D ed Eccellenza, passando per una rinascita personale che lo ha portato a superare ogni record.
Una chiacchierata sincera su passato, presente e quel legame indissolubile con il campo con Davide Fieroni, attaccante del Noicattaro e capocannoniere del Girone A di Promozione Pugliese.
Davide, partiamo dagli inizi: le esperienze con l'Atletico Mola e il Molfetta. Quanto sono state formative queste tappe subito dopo il settore giovanile del Bari?
"Sono state fondamentali. Uscire da un vivaio importante come quello del Bari e ritrovarsi nel 'mondo dei grandi' da un momento all'altro è un impatto forte. Ti trovi ad affrontare campionati dove c’è gente con tantissima esperienza alle spalle, calciatori che hanno calcato categorie superiori. Mi hanno aiutato tantissimo nel mio percorso di crescita, obbligandomi a maturare in fretta."
A Gravina, in Serie D, arriva il tuo primo gol tra i professionisti a soli vent'anni. Che ricordi hai di quella rete e di quell'esordio?
"Ero subentrato nel secondo tempo. Ricordo perfettamente lo scambio di sguardi con Federico Cerone, un giocatore immenso: battemmo subito una punizione, andai a tu per tu con il portiere e segnai contro l'Anzio. Nonostante fossi un 'under' e in quel ruolo fosse difficile trovare spazio subito, quel gol mi diede una gioia incredibile."
C'è stato un momento nella tua carriera, tra Noicattaro e Mola, in cui avevi quasi deciso di smettere. Poi è arrivato il Capurso e hai segnato 50 gol in un anno. Cosa è scattato a livello mentale?
"È il problema che c’è spesso in Italia: la mancanza di fiducia verso i ragazzi. Dopo alcune situazioni negative mi era passata la voglia. Mi sono rimesso in gioco a Capurso, in prima categoria, quasi per divertimento grazie a mister Fumai. Passare dalla D alla Prima è stato uno scossone mentale pesante, ma mi ha permesso di ritrovare fiducia in me stesso. Per un attaccante il gol è tutto, e segnarne 50 tra campionato e coppa mi ha fatto capire che potevo ancora dire la mia."
Hai avuto medie realizzative altissime anche in Abruzzo, tra Casalbordino e Bacigalupo. Guardandoti indietro, pensi ti sia mancata la continuità o forse l'occasione giusta per restare in categorie più alte?
"Se l'anno della Serie D fosse stato sfruttato appieno, probabilmente le cose sarebbero cambiate. Però con i 'se' non si va avanti. Negli ultimi sette anni non ho mai smesso di segnare, trovando la mia continuità. Ho avuto occasioni per salire di categoria mentre ero in Abruzzo, ma per scelte lavorative e familiari ho dovuto fare altre valutazioni. Oggi, con una famiglia alle spalle, devi cercare garanzie per il futuro."
Arriviamo al presente: a Noicattaro hai vissuto una stagione da capocannoniere con 27 reti totali, segnando il 50% dei gol totali della squadra. Che annata è stata?
"I presupposti iniziali erano diversi, puntavamo più in alto. Siamo partiti col piede sbagliato, cambiando tre allenatori. Con l'arrivo di mister Sisto c'è stato uno scossone: abbiamo fatto 15 risultati utili consecutivi. Siamo stati un po' 'nomadi', giocando spesso fuori casa o su campi neutri come Bitritto o San Paolo, e questo ha influenzato il rendimento. Sono felice per i miei 25 gol in campionato, ma devo ringraziare i compagni che mi mettono sempre in condizione di colpire."
Nel tuo percorso calcistico, qual è l'allenatore che ti ha segnato di più e a quale grande attaccante ti ispiri da sempre?
"Mister Fumai è stato quello che mi ha spinto di più, lanciandomi tra i grandi e dandomi la carica nei momenti bui. Come prototipo di attaccante mi è sempre piaciuto Trezeguet, essendo juventino, ma oggi guardo con ammirazione Lautaro Martinez e Lewandowski: sono modelli da cui prendere spunto per migliorare costantemente."
Il tuo futuro sarà ancora legato al Noicattaro? Quali sono le tue ambizioni per la prossima stagione?
"Mi siederò con la società per capire il da farsi. So che stanno rifacendo il campo e la struttura a Noicattaro, il che cambierà totalmente le prospettive"
Per chiudere, qual è il tuo rimpianto più grande e quale sogno insegui ancora nel calcio?
"I rimpianti ci sono, ho avuto situazioni che potevano portarmi a livelli importanti e non le ho colte. Però non voglio guardare indietro, preferisco pensare al presente. Oggi il mio obiettivo è continuare a divertirmi e segnare, mantenendo però la stabilità necessaria per la mia famiglia. Se arrivasse una chiamata dai professionisti il discorso cambierebbe, ma bisogna restare coi piedi per terra e lavorare giorno dopo giorno"
a cura di Emanuele Cantisani