Barletta, Pizzulli: “Al di là dei risultati, al Martina non dimentico i 300 km percorsi ogni giorno per il bene del club»
Ai microfoni del “Corriere dello Sport”, Massimo Pizzulli è tornato a parlare della sua ex squadra, il Martina, con cui ha vissuto cinque memorabili stagioni. L’attuale allenatore del Barletta si prepara a tornare al “Domenico Tursi” di Martina Franca, in vista della gara di campionato in programma domenica 2 novembre alle ore 16:00.
LE EMOZIONI NELL’AFFRONTARE IL MARTINA - «A Martina ho vissuto esperienze sia da calciatore che da allenatore, ma nel calcio i sentimenti contano fino a un certo punto. Sarà emozionante tornare al Tursi, seppur da avversario».
I CINQUE ANNI PASSATI IN BIANCOAZZURO - «No, ma al di là dei risultati non dimentico neppure i sacrifici logistici, come ad esempio 300 chilometri al giorno per il bene del Martina. A un certo punto, però, finiscono anche le storie più belle e intense. Mi tengo dentro le soddisfazioni in biancazzurro e il legame che ho con la Valle d’Itria».
LE CRITICHE PER I CALCIATORI STRAPPATI AL MARTINA - «Mi sembra che, tolti Savio Piarulli e Antonio Figliola, a Barletta non mi abbia seguito più nessuno, mentre Giuseppe La Monica è stato un caso diverso perché aveva iniziato la stagione altrove. A Martina è rimasta l’ossatura di una squadra che ha disputato un’annata pazzesca lo scorso anno conclusa con la disputa della finale playoff. Sono sincero, mi sarebbe piaciuto avere con me Roberto De Angelis ed Endri Zenelaj, ma a oggi trattasi di pilastri assoluti del Martina».
SULLA STAGIONE DEL BARLETTA - «Abbiamo costruito una squadra forte sì, ma totalmente nuova. Occorre del tempo per amalgamare il gruppo e il processo di crescita è ancora più lento quando sei costretto a fronteggiare diversi infortuni in corso d’opera, su tutti quello di Luca Guadalupi. Proveremo a ripristinare un po’ di ordine con il passare del tempo per poi provare a puntellare la rosa nel mese di dicembre».
SUGLI EPISODI SFORTUNATI - «Sono un uomo di calcio e, purtroppo, periodi così capitano, c’è poco da fare. Il nostro difetto è concretizzare poco rispetto a quanto effettivamente creiamo; poi, puntualmente, incassiamo gol alla minima disattenzione…».
IL MOMENTO NEGATIVO DI DA SILVA - «Mateus è un attaccante forte e sul quale punto: purtroppo, inutile negarlo, ci stanno mancando i suoi gol. Di mestiere è un bomber, li ha sempre fatti e mi auguro che possa sbloccarsi anche a Barletta e non fermarsi più».
L’IMPORTANZA DELLA GARA PER IL BARLETTA - «Dobbiamo essere capaci di trasformare i fischi di domenica in applausi dando ritmo e creando un’identità: Barletta è una piazza esigente e che, giustamente, ha aspettative notevoli. Non sarà facile anche perché sfidiamo un Martina che, a differenza nostra, ha la stessa struttura di un anno fa puntellata con giocatori del calibro di Paolo Virgilio e Ryduan Palermo».
AL TURSI DA AVVERSARIO, CI SARANNO APPLAUSI? - «Penso di sì: io ho dato l’anima per il Martina al di là delle chiacchiere che sono girate in passato».
ESISTE REALMENTE UNA DIFFERENZA DI OTTO PUNTI CON IL FASANO? - «Io sono convinto che ce ne manchino almeno quattro o cinque, ma c’è ancora tempo: i campionati non si vincono a ottobre. Mi auguro solo che la fortuna inizi a girare anche verso di noi».
RIGUARDO LA PROMOZIONE IN SERIE C, NONOSTANTE IL GRANDE DISTACCO DALLA VETTA - «Sì, ma mi aspetto risposte forti da tutti e non mi riferisco solo agli infortunati, ma anche a chi, in questo momento, non sta riuscendo a esprimersi al massimo. Poi, a dicembre, valuteremo le operazioni da svolgere in sede di mercato».