Bari, la separazione tra la società biancorossa e Moreno Longo si fa sempre più concreta. Quella che inizialmente sembrava solo una sensazione, emersa subito dopo il deludente pareggio contro il Südtirol, sta diventando con il passare dei giorni una certezza.

Che la stagione del Bari sia stata al di sotto delle aspettative è un dato di fatto: una posizione in classifica mai convincente, culminata con l’esclusione dai playoff, ha sancito il fallimento di un’annata partita con ben altre ambizioni.

La società, che sembra intenzionata a ripartire dal duo Magalini–Di Cesare, per il momento mantiene il silenzio. Il presidente Luigi De Laurentiis, a dire il vero, non rilascia dichiarazioni pubbliche dal novembre 2024.

Nel frattempo, iniziano a circolare con insistenza i nomi dei possibili sostituti in panchina. Il ritorno di Vincenzo Vivarini appare una pista concreta: l’allenatore conosce bene l’ambiente biancorosso, avendolo già guidato nella stagione 2019-2020 in Serie C, sfiorando la promozione con una finale playoff persa a Reggio Emilia. Inoltre, Vivarini ha condiviso le ultime due stagioni con Magalini a Catanzaro, il che rafforza ulteriormente questa ipotesi.

Tuttavia, l’area tecnica starebbe valutando anche altri profili. Tra i nomi sul tavolo spiccano quelli di Roberto D’Aversa, reduce dalla retrocessione con l’Empoli in Serie A, e del giovane Alberto Aquilani, reduce dall’esperienza con il Pisa in Serie B.

Appare invece più flebile la voce che vorrebbe un ritorno di Mignani attualmente legato al Cesena da un contratto con un’opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione.

Ora si attende un segnale dalla proprietà per aprire ufficialmente il toto-allenatore che accompagnerà il Bari nella stagione 2025-2026. La piazza, delusa ma ancora affamata, attende risposte e un progetto chiaro per tornare finalmente a sognare.

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