3 punti in 6 giornate e penultima posizione. Di certo non un inizio di Serie D indimenticabile in casa Manfredonia. La situazione in classifica e le prestazioni deludenti messe in mostra dalla squadra, infatti, hanno portato la società biancoceleste ad optare per un cambio di guida tecnica esonerando mister Franco Cinque. Al suo posto per provare a risollevare la compagine pugliese, è stato scelto Luigi Panarelli, già sconfitto con un netto 0-3 nel debutto casalingo contro la Nocerina.

In attesa di vedere all’opera l’impronta tecnico-tattica dell’ex allenatore del Matera in vista della trasferta di Francavilla, il tecnico tarantino ha parlato ai microfoni in occasione della conferenza stampa di presentazione sulla panchina del Manfredonia: “Ho scelto Manfredonia per la sua storia. Ogni volta che sono venuto a giocare su questo campo sia da calciatore del Foggia che da allenatore dell’Altamura mi ha portato sempre bene. A convincermi a sposare la causa biancoceleste è stata la società. Abbiamo avuto un breve colloquio che mi ha convinto a scendere in campo per raggiungere l’obiettivo prefissato ad inizio stagione. Obiettivo che possiamo raggiungere in uno stadio che può diventare il nostro fortino”.

Mister Panarelli ha successivamente parlato delle prime impressioni sulla squadra e sull’andamento negativo di questo avvio di stagione: “Sono arrivato a Manfredonia soltanto nella giornata di venerdì e ho avuto modo soltanto sabato di parlare con i ragazzi prima della gara contro la Nocerina. Conosco già alcuni elementi in rosa e questa settimana ne approfitterò per parlare con i più giovani. Ora si apre un nuovo capitolo sia per me che per la squadra mettendo da parte ciò che è stato. Dobbiamo essere consapevoli che siamo in una piazza che vive di calcio e dobbiamo ripagare la fiducia della società rispettandola e sudando la maglia per riconquistare la fiducia dei tifosi”.

Sui possibili cambi di assetto tattico il tecnico tarantino risponde così: “Non sono un integralista. Devo ancora conoscere bene le caratteristiche dei calciatori presenti in organico e comportarmi di conseguenza sull’assetto tattico da utilizzare. Con la società abbiamo già parlato di alcuni possibili innesti dei quali due si sono già allenati con noi. Ciò che è certo è che non ho scelto Manfredonia per fare la comparsa. In passato ho allenato squadre nelle quali ho vissuto campionati di vertice. La situazione attuale è diversa, ma credo si possa lavorare con dedizione e professionalità cercando di portare i risultati. Bisogna avere pazienza e guardare la realtà: oggi come oggi la classifica non ci sorride. Dobbiamo pedalare e portare a casa i risultati in vista dei prossimi impegni ravvicinati. Sono convintissimo della scelta che ho fatto e sono pronto a mettermi in gioco.”

Trattando invece del passo falso di domenica scorsa contro la Nocerina, all’ex allenatore dell’Altamura è stato chiesto se fosse preoccupato degli ultimi 20’: “Devo ancora conoscere bene lo stato fisico della squadra considerando che non ho fatto nessun allenamento prima della partita. Per aiutare la squadra sono comunque andato in panchina. I calciatori hanno condotto un grande secondo tempo contro una Nocerina che è una delle grandi favorite per la vittoria del girone. Una squadra che da ben tre mesi lavora con lo stesso allenatore, e abbiamo fatto tutto ciò che si poteva fare contenendoli soprattutto nei primi 45’, mentre nella ripresa in alcuni momenti abbiamo messo alle corde gli avversari. Abbiamo provato in tutti i modi ad onorare l’impegno mettendo il bastone fra le ruote alla Nocerina. Dopo il 2-0 abbiamo cercato con le sostituzioni di rimettere in piedi la gara, ma ora dobbiamo subito pensare all’impegno di domenica.”

Sui torti arbitrali e sul passare da squadre che lottano per vincere i campionati ad una con l'obiettivo salvezza, mister Panarelli risponde: “Per professione guardo al campo. Non mi va di toccare il tasto riguardante i torti arbitrali. Ho sposato questa causa per una serie di situazioni, per un’alchimia che si è venuta a creare non appena ho iniziato a parlare con la società, e perché ogni volta che sono venuto qui da allenatore avversario ho sudato sette camicie, e per questo guidare il Manfredonia potrebbe togliermi grosse soddisfazioni. Inoltre, alcuni calciatori li ho anche incontrati da avversari dandomi maggiori stimoli. Tutto questo aggiungendo l’entusiasmo e i sacrifici della società che mi ha fatto sentire voluto fortemente. Mi aspetta un duro lavoro per ridare entusiasmo ai ragazzi e sono convinto che attraverso il lavoro potremo fare risultati. Dove arriveremo? Questo non mi permetto di dirlo. Anche a me piacerebbe fare campionati da protagonista, ma oggi devo essere chiaro con me stesso e con la gente: partiamo da una situazione nella quale dobbiamo ricreare una condizione di entusiasmo da parte della piazza. Il primo step ora come ora è risalire subito la classifica. Come in tutte le stagioni ci sono momenti difficili e se ne esce solo gestendoli.”

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