In un'intervista a "Il Messaggero" Pantaleo Corvino, responsabile dell'area tecnica del Lecce, ha raccontato aneddoti di vita e parlato della sua carriera prima della sfida alla Roma di sabato sera. Ecco le sue parole:

LECCE PRIMO IN ITALIA PER SOSTENIBILITÀ- "Basta ai tifosi per essere felici? Negli ultimi 3 anni il Lecce è stato per 105 partite in zona salvezza. Chi ci ama ha il cuore nello zucchero"

L'ESPERIENZA DI CORVINO- "Ognuno ha il suo stile. Io ho un percorso diverso, sono partito dal marciapiede. Mi interessano molto i settori giovani, mi basta guardare i 14 titoli italiani conquistati per capire di essere sulla strada giusta. Il calcio è ormai globalizzato, a Firenze mi sono fatto affiancare dallo spagnolo Macia e dal portoghese Freitas, l'importante ,però, è che a capo ci sia qualcuno che conosca la piazza e il campionato. Grazie al presidente e alla società, qui si può lavorare bene.

IL MONTE INGAGGI- "Noi 17 milioni lordi, la Roma 100? Il calcio dovrebbe essere trattato come un'azienda, partendo dalla scelta di un buon management, ma tutto ciò non avviene. Eppure non basta solamente investire soldi."

PLUSVALENZE- "Le conterò solo quando avrò smesso, ora penso solo a realizzarne altre"

LA FORMAZIONE IDEALE CON I SUOI COLPI- "Miccoli, Toni, Vlahovic, Milenkovic, Dorgu e tanti altri? Non saprei se riuscirei a vincere lo scudetto, potrebbe esserci chi ha fatto di meglio"

ALLENATORE IDEALE- "Nessuno mi ha mai deluso, ma Sinisa Mihajlovic resterà per sempre nel mio cuore. Eravamo in simbiosi sotto l'aspetto tecnico e umano"

AFFARE VLAHOVIC- " Mi dissero che non fosse pronto ma, andando a chiudere Milenkovic, vidi Dusan e non me ne andai finché non lo presi. Per un milione e mezzo, poi"

CORVINÒ O CORVINHO- "Non ho rimpianti, ho realizzato i miei sogni. Ho perso treni per mia scelta, ma non ho mai tradito chi mi ha dato fiducia"

PASSATO IN AERONAUTICA- "Ero sposato con tre figli e uno stipendio da due milioni di lire e l'ho mollato per un anno di contratto. Quando ho trovato il coraggio per dirlo a mio padre non mi ha parlato per due mesi. Credo ancora sia rimasta una ferita aperta in lui fino alla sua morte. Ovviamente è stato più complicato dirglielo che acquistare un calciatore"

RAPPORTO CON RANIERI- "Bellissimo, ogni tanto ci scriviamo. Siamo partiti insieme in C, io a Casarano e lui a Cagliari, e già di lì si è capito fosse un fuoriclasse. Il trionfo con il Leicester ne è la dimostrazione. Quando è tornato gli dissi quanto il calcio stesse ritrovando tutto ciò che aveva perso con il suo addio"

RAPPORTO CON GLI ATLETI- " Quando posso partecipo alla loro vita, ma sono un manager principalmente. Sesso prepartita? Guardi, una trombata non fa mai male"

PASSIONE PER L'ARTE CONTEMPORANEA- " Se avessi un budget illimitato nel calcio prenderei Haaland, nell'arte direi Wahrol, ma apprezzo anche l'arte intellettuale e le "cancellazioni" di Emilio Isgrò. Mi emozionano."

CALCIATORE ARTISTA- "Vucinic e Miccoli mi ricordano Kandinski, Toni lo associo a Mondrian, mentre Vlahovic a un futurista come Balla o Boccioni"

PIÚ FACILE LECCE SALVO O ROMA IN CHAMPIONS- " Con 27 punti può succedere di tutto, siamo in piena bagarre. Auguro, però, che Ranieri possa raggiungere i traguardi che merita"

MORIRE SU UN CAMPO DA CALCIO- " Se Molière è morto a teatro, a me va bene morire in pista, in tribuna o in ufficio. Penso sempre di lasciare dopo 1800 partite dalla terza categoria alla Champions, ma ogni giorno mi sveglio più carico"

IL FIGLIO- " Non l'ho perdonato per non aver chiamato mio nipote Pantaleo, o perlomeno Oronzo, il mio secondo nome. Uno dei due avrebbe potuto metterglielo"

SULLA FRASE DI ARBASINO- " Arbasino diceva che In Italia le persone attraversano tre fasi: giovane promessa, solito stronzo e venerato. Io, a seconda delle giornate, oscillo tra gli ultimi due livelli"


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