Falcone: "A Lecce sono cresciuto tantissimo. Voglio la salvezza e più clean sheet"
Wladimiro Falcone si racconta attraverso i canali ufficiali del Lecce. Il portiere giallorosso, arrivato alla sua quinta stagione in Salento, ha ripercorso il percorso compiuto da quando è arrivato in giallorosso, soffermandosi sul rapporto con la città, sul ruolo di capitano e sugli obiettivi per la nuova stagione.
Un legame che nel corso degli anni è diventato sempre più forte, fino a portarlo a entrare nella storia del club: con 162 presenze, Falcone è infatti il portiere con più apparizioni nella storia del Lecce.
“Sono cresciuto tantissimo”
Il portiere ha raccontato quanto l'esperienza in giallorosso abbia inciso sulla sua crescita personale e professionale, soprattutto dopo aver assunto la fascia di capitano.
Sento di essere cresciuto tantissimo, mi ricordo il primo anno che sono arrivato mi sentivo ancora un ragazzino, non con la personalità di adesso. Magari poi andando avanti negli anni il ruolo che ho avuto in questa società mi ha fatto crescere tantissimo, da 2 anni sono il capitano quindi devo essere un leader, cerco di esserlo e sento che in questi anni io mi sia arricchito di esperienza quindi cerco di trasmettere questo ai miei compagni e mi piace tanto.
Il record di presenze e il rapporto con Lecce
Dall'arrivo in prestito fino al record di presenze, il percorso di Falcone è andato ben oltre le aspettative iniziali. Il portiere ha raggiunto quota 162 presenze, superando due figure storiche del club come Fabrizio Lorieri e Francesco Benussi.
Chi l'avrebbe mai detto? Il primo anno sono arrivato in prestito, quindi l'idea non era quella di rimanere così a lungo a Lecce, invece poi è andata così e sono fiero ed orgoglioso di aver battuto il record di due portieri magnifici che hanno fatto la storia. Il legame con questa città è fantastico, non smetterò mai di ringraziare soprattutto il presidente per tutta la fiducia che ha avuto in me e poi la gente qui è fantastica. Ogni volta che vado in giro e non solo, anche le persone che vengono qui agli allenamenti, allo stadio mi dimostrano sempre grande affetto e io in campo cerco di restituire questo. Qui a Lecce sto benissimo.
L'obiettivo: salvezza e più clean sheet
Dopo aver scritto il proprio nome nella storia del club, Falcone guarda alla nuova stagione con obiettivi precisi. Il primo resta quello della permanenza in Serie A, da conquistare possibilmente con il minor numero di difficoltà possibile.
Bisogna cercare sempre le motivazioni dentro e comunque io penso sempre una cosa: abbiamo tantissimi abbonati e gente che confida in noi e cerco sempre di non deluderli. Ogni volta che perdiamo sento il peso addosso della gente.
Il portiere ha poi individuato anche un obiettivo personale: migliorare il numero di partite concluse senza subire gol.
Cerco di dare sempre il meglio per raggiungere l'obiettivo il prima possibile e per far contenti i tifosi che magari nonostante mille difficoltà vengono allo stadio. Quest'anno voglio migliorare il dato sui clean sheet e spero di raggiungere la salvezza il prima possibile.
Il ritorno di Bleve e l'intesa tra portieri
Nel gruppo dei portieri c'è anche un volto conosciuto: Marco Bleve, tornato a Lecce dopo la precedente esperienza in giallorosso. Una presenza che Falcone considera importante anche per il rapporto personale costruito negli anni.
Tantissimo, vengo da anni con Früchtl che è un grande portiere ed è un bravissimo ragazzo, ma purtroppo parlava poco italiano, mentre invece quest'anno con Marco si parla leccese e questa è una cosa bella. Siamo amici e anche in questi anni dove lui non era qui siamo rimasti in contatto perché dopo il primo anno si era creata una bella alchimia.
La continuità con Di Francesco
Per la prima volta dal suo arrivo a Lecce, Falcone ha iniziato una stagione con lo stesso allenatore e lo stesso staff tecnico dell'annata precedente. Un elemento che, secondo il portiere, ha consentito alla squadra di partire con una base di lavoro già consolidata.
Assolutamente sì, è stato bravo il direttore a mantenere l'ossatura dello scorso anno, i giocatori sanno cosa vuole il mister quindi non c'è stata quella "perdita di tempo" iniziale dove c'è bisogno di assimilare i concetti del mister perché già tutti sapevano cosa volesse. È anche per questo che siamo partiti abbastanza bene e questo è un valore aggiunto.