Picerno, Valerio Bertotto si presenta: “Vogliamo diventare gli “underdogs” del girone. Penso di avere una rosa dal grande potenziale”
Ha inizio una nuova era in casa Picerno! Dopo l'esonero di mister Claudio De Luca, la società lucana ha scelto di affidare all'ex allenatore del Giugliano Valerio Bertotto, la guida della squadra per tentare di svoltare in positivo la stagione e raggiungere il prima possibile la salvezza aritmetica. Quest'oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione nella oltre al nuovo tecnico rossoblù ha preso parte anche il dg Vincenzo Greco per motivare la scelta del cambio in panchina e non solo.
GRECO: “Vorrei prima motivare le ragioni dell’esonero di mister Claudio De Luca. Quando avviene un esonero c’è una sofferenza sotto l’aspetto prima di tutto umano, e ci sono delle valutazioni che si fanno e che fanno capire che è stato commesso qualche errore nella scelta. Ho ritenuto opportuno intervenire e prendere questa decisione. Ho voluto dare del tempo per poterlo lasciare lavorare e conoscere meglio la squadra, ma con il passare delle settimane determinati limiti e problematiche non venivano risolte. In estate abbiamo scelto i calciatori coinvolgendo come sempre l’allenatore, e abbiamo lavorato per allestire una squadra da 4-3-3. Questo progetto doveva servire a portare avanti quanto fatto negli ultimi anni, ma alcuni calciatori non sono stati messi nelle giuste condizioni per esprimersi. Durante queste settimane ho sempre osservato che c’era qualcosa che non andava. Nel confronto costruttivo ho chiesto più volte di intervenire per sopperire alle mancanze viste in campo, ma le risposte non sono state soddisfacenti. Questo mi ha portato alla decisione di sollevare De Luca dall’incarico di allenatore. Sono andato dritto su mister Bertotto. Già due anni fa c’era stato un approccio, ma non c’erano le condizioni. Condizioni che si sono create già sabato sera quando ci siamo sentiti con lui. Per me è stato un onore aver avuto subito la sua disponibilità Lo ritengo un grande professionista e rappresenta un top player per la Serie C. Ha subito apprezzato la rosa che abbiamo a disposizione. Sono convinto che questa squadra ha le qualità per poter fare qualcosa in più rispetto a quanto fatto fino ad ora. Siamo consapevoli di non poter lottare per i vertici, ma possiamo esprimerci sul campo in modo diverso e poter essere in posizioni più alte di classifica”.
“Sabato dopo la gara ho chiesto un esame di coscienza a tutti nello spogliatoio. Quando le cose non vanno le responsabilità sono di tutti. Non ho dei giocatori che devono primeggiare su altri, ma dobbiamo ragionare su noi stessi. Non credo che in Serie C ci siano calciatori che possano determinare da soli una stagione o una partita. Ho spesso visto una squadra confusa e con poche idee, e anche senza anima. Chiedo alla squadra di mettersi a disposizione dell’allenatore e mi aspetto un cambio d’atteggiamento da parte di tutti. Con mister Bertotto l’obiettivo principale resta raggiungere quanto prima la salvezza. Non siamo una squadra con l’ossessione del risultato, e se raggiungiamo la salvezza con anticipo possiamo pensare a qualcosa di più. Qualificarsi ai playoff è un risultato prestigioso e lo abbiamo fatto negli ultimi anni. Abbiamo calciatori di prospettiva e che giocheranno un giorno ad altissimi livelli, e sono sicuro ci daranno tutti. L’unica ossessione che dobbiamo avere è raggiungere i 42-43 punti. Se a gennaio ci troveremo in una situazione di intervento sul mercato saremo disposti a farlo condividendo le nostre scelte con l’allenatore”.
BERTOTTO: “Ringrazio il dg Greco per le belle parole. Mi permetto di salutare mister De Luca perché facendo questo mestiere che è meraviglioso, possono purtroppo succedere queste cose e rispetto il lavoro fatto. A Coverciano la prima cosa che dicono agli allenatori è che la panchina ha le ruote, e bisogna essere bravi ad adattarsi a questo. Tempo limite per vedere il mio Picerno? Una squadra non finisce mai di crescere. Con dei ragazzi con un’ottima cultura del lavoro e in una realtà seria e serena, mi sono ritrovato una rosa dal grande potenziale. A Giugliano ho fatto questo tipo di percorso. Ai ragazzi chiedo di lavorare seriamente e serenamente, con la voglia di emergere, di non accontentarsi, e con tutte le caratteristiche che da ieri cerco di inculcare. Il nostro unico obiettivo dev’essere il “noi”. Da avversario contro il Picerno era veramente difficile affrontarlo e il mio impegno nell’analizzarlo era tosto e stimolante. Voglio che i miei ragazzi facciano lo stesso per le squadre avversarie”.
“È una rosa che può e deve crescere. Il mio compito dev’essere quello di valorizzare i giovani calciatori a disposizione, approfittando anche della cultura del lavoro dei più esperti. È un lavoro di squadra e non c’è niente di più bello che costruire questo in un ambiente serio e sereno. La squadra ha subito diversi gol e questo pregiudicava l’andamento della gara. L’attenzione alla fase difensiva riguarda tutta la squadra e dev’essere considerata un obiettivo. Dobbiamo accentuare la qualità dei singoli e la forza di essere determinanti nell’arco dei 90’ con il giusto furore e la giusta rabbia agonistica. Per me è il terzo anno del girone C. Si tratta di un girone in crescita e con realtà importanti. La bellezza sta nell’essere degli “underdog” per ritagliarci un ruolo da protagonisti”.
“I rischi a cui vado incontro? Ritengo di non essere mai stato imprudente nel prendere delle scelte nella mia carriera. C’è qualcosa di magico che colpisce un allenatore nel dialogare con il direttore. Pur essendoci incontrati spesso sui campi, ho sentito le vibrazioni giuste. Il calcio è fatto di tanti dettagli che alla lunga fanno la differenza. Il nostro approccio dev’essere quello di percepire la nostra forza, di saper soffrire e far soffrire. Il giusto mix di queste situazioni costruiscono una casa solida. Mi è capitato tante volte di subentrare in corsa e non c’è nessuna imposizione nel dare un approccio al nuovo corso. Come lavorare sulla testa dei calciatori? Aver fatto il calciatore ad alti livelli può essere un valore aggiunto e mi mette nelle condizioni di sapere già cosa passa per la testa dei giocatori. Un cambio in panchina può portare ad una situazione di stress emotivo. L’aspetto psicologico è un qualcosa sul quale mi piace lavorare per approcciarmi con i ragazzi attraverso il dialogo e il confronto, ma soprattutto con grande rispetto”.
“Se ho già parlato con il presidente Curcio? Non ho ancora avuto modo di parlarci, ma lo ringrazio pubblicamente dell’opportunità che mi ha dato e spero di conoscerlo a breve”.
“Gli errori arbitrali nelle prime uscite? Non parlerò mai degli arbitri. Capisco che è un lavoro complicato e adesso hanno questo supporto del FVS al quale do credito. Cerco di incidere sulle cose sulle quali posso incidere. Sono felice di essere qua e spero di incontrare presto i tifosi in uno stadio così bello e accogliente”.