Di Vito Prigigallo - Inevitabile, appressandoci all’epilogo della stagione, guardare alle cadute, oltreché ai trionfi. All’Altamura che sale in C fa da contraltare un Brindisi che torna mestamente tra i dilettanti. 

A Bitonto e Barletta, grandi piazze della Puglia del pallone, che fanno il loro triste rientro tra i confini regionali, si contrappone la splendida emozione dell’Ugento che sbarca per la prima volta nella massima serie dilettantistica. All’auspicio che possa tornarvi il Bisceglie attraverso la porta stretta dei playoff nazionali (le ultime cinque edizioni hanno fatto registrare i successi di Altamura, Bitonto, Brindisi, Martina e Gallipoli: è pur vero che i nerazzurri hanno perso gli spareggi nazionali nel 2008 e nel 2011), fa da contrappeso la gioia per la riapparizione ad alti livelli del calcio di Galatina, risorto dopo il tracollo della Pro Italia e della sua dirigenza.

Alle storie maledette di Bitonto e Barletta fanno il paio quelle disperate di Ostuni, San Severo, Maglie, Matino e Mesagne, tutte squadre, tranne quest’ultima, che l’Eccellenza l’hanno vinta in un passato più o meno recente, e che quest’anno l’hanno persa, in un modo o nell’altro finite nel tritacarne di un campionato sbiadito quanto impietoso.

Ostuni è addirittura sparito. Ha gettato la spugna dopo poche giornate. Vanta un record di 18 partecipazioni alla “Premier League” di Puglia (ha fatto meglio solo Massafra con 20). E così la città bianca non si colorerà più di giallo e di blu, anche se la sfera di cuoio ostunese più volte s’è sgonfiata ed altrettante è stata in grado di tornare a rotolare.

Il crollo del San Severo era largamente annunciato. Le recenti celebrazioni per il centenario della fondazione del club foggiano, sono apparse, nonostante la grande passione dei dauni, come sinistro presagio di sventura: la stagione è stata gravata dai 173 gol subiti dai ragazzini giallogranata. Che almeno hanno onorato lo sport, disputando fino all’ultimo minuto dell’ultima partita, guidati da un coach coraggioso, Antonio Napolitano, dopo gli addii del tecnico Roberto Maffucci e della diesse Belen Sosa. Il club foggiano dovrebbe ripartire da un nuovo establishment, capeggiato da Matteo Fontanello.

Anche la retrocessione del Maglie ha destato scalpore. La squadra giallorossa ha vinto la seconda edizione dell’Eccellenza nel 1993, è stata quattro volte in C e ben 28 in D. Ora tocca ricominciare dalla Promozione. Stesso discorso vale per Mesagne, sconfitto dal Novoli al playout. Al di là del possibile ripescaggio, resta la delusione per un sodalizio spesso protagonista di grandi imprese.

Imprese che Matino aveva compiuto a giugno 2021, sbarcando in Serie D al tempo della pandemia. La società di Cristina Costantino (figlia d’arte: il papà Rocco aveva guidato la Virtus dal 1967 al 1992, a capo dei biancazzurri dal 2016), pioniere delle presidentesse, non ha retto allo stress del primo (e unico) #campionatoditalia.

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