La storia del Bari racconta di una squadra che raramente ha conosciuto la retrocessione sul campo dalla Serie B alla Serie C. Ed è proprio questo dato a rendere l’eventuale discesa di categoria un fallimento pesante, non solo per il presente ma per l’intero percorso storico del club biancorosso.

Bisogna tornare indietro di oltre quarant’anni per ritrovare una retrocessione “pura” sul campo. Era la stagione 1982/1983: il Bari, inizialmente allenato da Enrico Catuzzi, venne poi affidato a Luigi Radice, ma senza riuscire a invertire la rotta. Il risultato fu un ventesimo posto e la retrocessione in Serie C.

Prima ancora, un altro episodio risale al campionato 1973/1974, uno dei momenti più difficili della storia biancorossa, conclusosi anch’esso con la retrocessione.

L’ultimo caso, invece, è più recente e ancora vivo nella memoria dei tifosi: stagione 2003/2004. Dopo aver chiuso male il campionato, il Bari si giocò la permanenza nei playout contro il Venezia. All’andata al San Nicola arrivò una vittoria per 1-0, ma al ritorno i veneti ribaltarono tutto con un 2-0 che sancì la retrocessione.

Quella retrocessione, però, non fu definitiva. Il Bari venne infatti ripescato in Serie B grazie all’esclusione del Napoli, evitando così di disputare il campionato di Serie C. Un episodio che, di fatto, attenua l’impatto storico di quella stagione negativa.

Proprio perché accaduto solo tre volte, un’eventuale retrocessione oggi assumerebbe un peso specifico enorme. Non si tratterebbe solo di una stagione storta, ma di un evento raro nella storia del club. Il Bari, pur tra alti e bassi, ha sempre mantenuto una certa continuità tra Serie A e Serie B, rendendo la caduta in terza serie un’eccezione, non la regola.

Ecco perché, guardando ai numeri e alla storia, una retrocessione non sarebbe solo una delusione sportiva, ma un vero e proprio segnale di crisi profonda per tutto l’ambiente biancorosso.

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