Un amore mai sbocciato tra il sindaco della città di Taranto Melucci e l'allenatore della compagine cittadina, Ezio Capuano. Al centro di tutto c'è la solita questione stadio che sta da agitando da mesi le acque di un mare che era già da tempo mosso. Il tecnico salernitano è forse uno degli unici che in questa faccenda ci ha messo sempre la faccia, difendendo in lungo e in largo gli interessi della sua squadra, ma soprattutto della sua tifoseria, a partire dall'anziano tifoso Carmine che due mesi fa denunciò pubblicamente questa tragica situazione divenendo in pochissimo tempo il simbolo della tanto discussa questione "Iacovone".

"Mi auguro che il Taranto giochi a Taranto. Il Taranto è una cosa seria e non può essere un giocattolo da buttare a terra, poi riprenderlo e tirare la corda per farlo suonare", si era espresso così Capuano alla vigilia del match con il Potenza. Dichiarazione non andata giù a Melucci che usando come pretesto la convocazione per i canoni insoluti da parte della società tarantina, ha "accusato" il tecnico di avere un atteggiamento folcloristico. A quel punto Capuano, come sempre fatto nel corso della sua carriera, non ha esitato a rispondere: "Sono schifato. Mi ero ripromesso di non dire una parola. Io do’ tutto per lo scudetto che porto sul petto, certo sono pagato per farlo, ma quando mi accusano di fare folklore mi sento offeso. Fermo restando che i canoni di affitto si pagano e il Taranto, se non lo fa è in difetto, io mi chiedo perchè ancora non esce il nome di colui che ha accatastato quel materiale sotto lo stadio (da cui scaturì l'incendio in concomitanza della partita contro il Foggia), quella persona oltre a poter provocare una strage ci ha arrecato un danno incredibile, ci ha fatto giocare in campo neutro, a porte chiuse, quindi come è giusto per il Taranto pagare il suo canone di affitto deve anche essere risarcito per quanto accaduto". Dichiarazioni fortissime che sono risuonate tra i corridoi del Palazzo di Città, arrivando ovviamente a Melucci che questa volta senza pensarci due volte ha minacciato di querelare Capuano. A quel punto è intervenuto Giove, presidente del Taranto, che ha difeso apertamente il proprio mister, ritenendo le dichiarazioni del sindaco del tutto fuori luogo e soprattutto un pretesto per non rilasciare la documentazione richiesta dal Taranto e il conseguente uso dello stadio.

Una questione, o meglio una contesa che non fa per niente bene alla squadra e alla Città, ma anzi, rischia di compromettere anche questo importantissimo finale di stagione che la rosa tarantina si è ampiamente meritata sul campo. Tutto perciò ritorna alla figura di Capuano che dovrà fare "da scudo" al gruppo per far sì che questa antipatica situazione non infici sul fantastico percorso costruito passo dopo passo in questa stagione, tutto ciò a partire dalla gara di domenica a Monopoli. Quel che è certo, è che tra amministrazione comunale e società sembrano non esserci spiragli di tregua, fattore molto negativo per il futuro del Taranto in vista della ristrutturazione dello "Iacovone" e della sistemazione che spetterà ai rossoblù. Appuntamento al prossimo "botta e risposta" di una questione che sta prendendo sempre più le sembianze di una soap opera.

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