Bari, parla Valentini: "Bari e baresi traditi dalla società. Ora tempo di riflessione e di un nuovo registro"
Dopo aver chiuso una stagione in maniera fallimentare al nono posto senza agguantare neanche i playoff, è momento di rifondare e ricostruire un Bari quasi totalmente a pezzi: tra prestiti, giocatori che non hanno brillato e una dirigenza praticamente quasi mai sul pezzo dal punto di vista comunicativo e non solo, la via della rinascita è l'unica percorribile per la famiglia De Laurentiis, costretta entro Giugno 2028 a dover abbandonare la multiproprietà e a vendere una delle due società attualmente in loro possesso. Al "Quotidiano di Puglia" sulla situazione biancorossa ha parlato Antonello Valentini, barese d'origine e prima capo ufficio stampa e relazioni esterne della FIGC e in seguito direttore generale della FIGC stessa. Queste le sue parole:
RAPPORTO TIFO-SOCIETÀ- "Credo si sia creata incompatibilità ambientale e umana tra i De Laurentiis e Bari, mi auguro che si renda conto di questa situazione agendo di conseguenza. Per vendere bisognerebbe chiedere un prezzo accessibile altrimenti alzare troppo la richiesta significherebbe non voler vendere. I baresi e Bari si sentono traditi dalla società. A loro va riconosciuto l'averci portato dalla Serie D alla B, ma poi si sono fermati e hanno fermato gli investimenti"
LE DICHIARAZIONI DI AURELIO- "Il vero patron è Aurelio De Laurentiis, che si è lasciato andare a infelici dichiarazioni sul fatto che il Bari sia una succursale del Napoli e ciò rimane inaccettabile"
LA MULTIPROPRIETÀ- "Resto ancorato alle dichiarazioni del presidente Gravina e alla proroga al 2028 con la speranza che sia l'ultima e definitiva scadenza. Non c'è motivo di dubitare sulle parole di Gravina e sul suo impegno, quindi se i De Laurentiis non vorranno vendere o non faranno investimenti adeguati si rischia di andare incontro a questa situazione fino al 2028"
APPELLO ALLE AUTORITÀ DI BARI- "Il sindaco Leccese dovrebbe rendere giustizia ai tifosi e permettere di incontrare i De Laurentiis e di richiamarli alle loro responsabilità sugli impegni presi e non mantenuti e rischiano di lasciare a Bari al loro addio solo macerie sportive. Bisognava vincolarli dal punto di vista patrimoniale almeno alla realizzazione di un centro sportivo"
LA STAGIONE- "La squadra non ha mai emozionato, praticamente senz'anima nonostante un organico quantomeno da playoff, come detto anche da Luigi De Laurentiis ai nastri di partenza con gli spareggi promozione obiettivo minimo della stagione, obiettivo quindi fallito con una gestione fallimentare. Ora partendo dal presidente, passando da direttore sportivo, vice direttore sportivo e coinvolgendo l'allenatore penso si debba fare una riflessione e cambiare registro"
DI CESARE- "Mi spiace solo per Valerio al quale il Bari deve fare un monumento per ciò che ha fatto vedere in campo, ma mi sarei aspettato da lui una posizione più distaccata e ferma. La lezione dell'anno scorso non è servita e questo dimostra quando non ci sia nessuno interesse da parte della società nel portare il Bari in Serie A"
DORVAL- "L'unico giocatore che potrebbe portare soldi in casa Bari è Dorval, ora aspetto di vedere dove andrà visto già che è stato accredito a gennaio come nuovo acquisto del Napoli. Non escludo che possa prendere altre strade come già accaduto a Cheddira e Caprile, facendo l'interesse del Napoli in sede di vendita e di acquisti"