Prigi, Penne e Palloni - C'è una Puglia senza calcio: i paesi rimasti senza squadra
Di Vito Prigigallo - Un paese senza calcio è come un paese senza uomini nella “piazza degli uomini”. È come un paese senza fedeli in chiesa. E uno stadio deserto è come un ristorante vuoto, in riva al mare, in alta stagione.
La “squadra” del paese resta tuttora uno delle icone della collettività, come il gonfalone, come il sindaco con la fascia, come i chierichetti e la banda da giro.
In Puglia se ne contano 30 di paesi senza la squadra di calcio dilettantistico (s’intende, dalla Serie D alla Terza Categoria), solo a voler guardare i centri con più di 6mila abitanti.
Il più popoloso è Palo del Colle (21.700), che guida un drappello significativo di cittadine della Terra di Bari, da Adelfia (16.500) a Casamassima (19.300), da Cassano delle Murge (15.000) a Turi (12.000) e Valenzano (18.400).
A dire la verità, in questa classifica delle negatività, svetta Ostuni, con i suoi oltre 30mila abitanti: tuttavia, lo squadrone gialloblù ha cominciato la stagione, ritirandosi a stagione in corso, lasciando azzoppato il Girone B dell’Eccellenza e lasciando deserto lo stadio Nino Laveneziana. Quale destino attenda il club che ha scritto belle pagine di storia del grande libro del pallone di Puglia? Oltretutto, la città bianca non esprime alcun altro sodalizio.
Tornando all’Area metropolitana, il territorio annovera altre due assenze di rilievo, Sammichele (6.800) e Toritto (8.800), nella cui squadra Ciccio Caputo segnò i primi gol da dilettante.
La provincia di Taranto ha tre caselle vuote, a cominciare da Pulsano (11.000 abitanti), il centro più grande, per finire a San Marzano di San Giuseppe (9.300) e Leporano (7.900). Più o meno la stessa situazione si registra nella Daunia, con Ortanova (17.900), paesone alle porte del capoluogo, grande assente insieme a Carapelle (6.500), Mattinata (6.800) e San Paolo di Civitate (6.000).
Sette i buchi neri nel Leccese: Cavallino (13.000), Lizzanello (11.800), Monteroni (14.000) e Trepuzzi (14.700) sono le località più grandi, seguite da Scorrano (7.000), Melendugno (9.800) e Salice Salentino (8.800).
Fanno notizia paesi senza pallone come Cisternino (11.200), terra di calcio a cinque, e Trinitapoli (14.000), alla cui rapida ascesa ha fatto seguito una altrettanto repentina caduta. Altre brindisine con una popolazione consistente sono Oria (15.400), e Torre Santa Susanna (10.600). Altre Bat-team sono Margherita di Savoia (11.400) e San Ferdinando di Puglia (13.800).
Con la prossima “campagna” per le iscrizioni, da luglio a novembre (Terza Categoria), passando per le salvifiche proroghe agostane, la crisi vocazionale del calcio dilettantistico sarà mitigata da nuove affiliazioni?
Perché di crisi si tratta: su 228 comuni censiti in Puglia, ben 83 sono “senza squadra”. E se Volturara Appula (489 abitanti), Poggiorsini (1.454), Carlantino (800) e Cannole (1.600), ai quattro cantoni delle Puglie, potrebbero incontrare oggettive difficoltà a reclutare calciatori dilettanti, beh per gli altri il ragionamento è più complesso. E cela i dolori del football pugliese, dalla carenza di impianti alle agenzie per la formazione dei giovani calciatori ormai quasi esclusivamente a pagamento fino alla scarsa disponibilità di risorse economiche, con imprenditori sempre più spaventati, e non solo dalle norme fiscali.