U.C. Bisceglie, Alexis Ramos a ControPiede: "La Puglia e la sua gente sono meravigliose, ormai posso dire di essere un po' pugliese"
Dalle scogliere di Las Palmas alle rive dell’Adriatico, il percorso di Alexis Ramos è quello di un calciatore che ha saputo mescolare la tecnica spagnola alla grinta del calcio italiano. Oggi punto di riferimento dell'Unione Calcio Bisceglie, Ramos si racconta a cuore aperto: dai sacrifici degli inizi ai legami indissolubili nati fuori dal campo, fino all'obiettivo chiaro di trascinare i compagni verso i play-off a suon di gol. Un mix di ambizione, gratitudine e quel pizzico di "sangue pugliese" che lo ha reso uno dei profili più interessanti del panorama regionale.
Alexis, bentrovato. Riavvolgiamo il nastro e torniamo alle tue origini in Spagna. Sei partito dall'Acodetti U19 per poi confrontarti con piazze del calibro di Las Palmas e Ibarra. Pensando a quegli anni di formazione, cosa ti porti dietro?
"All'Acodetti e al Las Palmas sono cresciuto tanto a livello calcistico e personale, sono le due migliori 'cantere' delle Isole Canarie. Tutti gli insegnamenti sono stati messi in pratica all'Ibarra, con il quale ho fatto un'ottima stagione, arrivando a giocare anche nella Serie C spagnola"
Ultima tappa spagnola all'Herbania per poi approdare, in Italia, al Real Siti. Come mai hai scelto l'Italia? Hai ricevuto offerte provenienti anche da altri campionati e nazioni?
"Avevo molte offerte in Spagna sinceramente, ma avevo deciso di voler provare nuove esperienze all'estero. Ho ricevuto offerte anche dalla Polonia e dalla Croazia, ma ho preferito l'Italia"
Come è stato l'ambientamento qui in Italia? Quali differenze hai notato da un punto di vista del lavoro, delle metodologie di allenamento e dell'analisi tecnico-tattica?
"Il primo anno qui in Italia è andato bene, con mia moglie ci siamo ambientati velocemente grazie tutto lo staff del Real Siti. In quella stagione, inoltre, vi erano 10-11 calciatori provenienti dalle Isole Canarie, tutto è stato tutto più semplice... Un aspetto tattico che mi creò qualche problema inizialmente fu il lavoro senza palla, completamente diverso rispetto alla Spagna. Tuttavia, questa differenza mi ha permesso di crescere e completarmi anche sotto alcuni dettagli tattici"
Gravina, Polignano a Mare e Bisceglie: tre delle ultime quattro tue esperienze sono in Puglia. E' diventata un pò la tua seconda casa? Quanto ti sei "pugliese"?
"La Puglia e la sua gente sono meravigliose. Ho avuto la possibilità di trasferirmi in un'altra regione, ma ho deciso di rimanere qui. Ormai posso dire di essere un po' pugliese (Ride NDR), in Italia la Puglia è la mia casa"
L'amicizia ed il rapporto professionale con Danilo Quarto, agente e storico presidente dell'Audace Cerignola, ha influito sulla tua scelta di rimanere per diversi anni nel "tacco d'Italia"?
"Danilo, a livello professionale, è il numero uno. E' un animale, oltre ad essere una persona meravigliosa. E' stato il primo a stringermi la mano in Italia, insieme a David Mounard. Mi fido di lui al 200%, tutte le decisioni che prende per me sono giuste. Non ho parole per ringraziarlo..."
Quinto posto e posizione di stallo: l'UC Bisceglie sembra essere distante dalle prime posizioni e le inseguitrici non preoccupano particolarmente. Quale è il vostro obiettivo in campionato?
"Sia a livello personale che collettivo non abbiamo iniziato come avrei voluto, ma a squadra si è rialzata e stiamo facendo un'ottima stagione. Sto bene e voglio aiutare la squadra ad ottenere i play-off, l'obiettivo principale. Poi, se il mio contributo è legato a tanti gol, è perfetto!"
Bisceglie, Brindisi, Canosa, Taranto, Unione Calcio Bisceglie: chi vedremo il prossimo anno in Serie D?
"Il Bisceglie e il Brindisi sono su un gradino più in alto, come dimostra la classifica. Penso che qualsiasi squadra potrebbe essere in Serie D l'anno prossimo, sono tutte squadre fortissime. Ci sono ancora molte gare da giocare e può succedere di tutto, dobbiamo fare il nostro lavoro e mettere in difficoltà tutti"
In vista della prossima stagione, qualche squadra ti ha già strizzato l'occhio, oppure sei convinto di voler rimanere ancora a Bisceglie?
"Non penso al prossimo anno, sono concentrato sul finale della stagione, poi si vedrà. Sono molto felice di essere qui, è una bella società e ci sono persone serie che hanno accolto molto bene me e la mia famiglia. Spero di restituire tutto raggiungendo l'obiettivo..."
a cura di Emanuele Cantisani