De Giorgio carica il Potenza: “Vogliamo vivere i playoff da protagonisti”
Alla vigilia del derby playoff tra Potenza e Picerno, mister De Giorgio analizza la sfida con lucidità e rispetto per l’avversario:
“Sapevamo che ai playoff avremmo incontrato una squadra tosta, com’è stato del resto per tutto il campionato. Il Picerno ha una propria identità, gioca bene e vuole sempre fare la partita. Siamo due squadre simili, e sono convinto che sarà una bella sfida, difficile ma stimolante. Dovremo affrontarla a viso aperto: trovare il vantaggio potrebbe indirizzare la gara a nostro favore”.
Sul momento della squadra, l’allenatore si mostra fiducioso:
“Chiudere il campionato ha tolto un po’ di pesi dalle spalle. Ho notato un atteggiamento più sbarazzino, motivato. Partecipare ai playoff dà energia, e da martedì ho rivisto nei ragazzi quella voglia e quell’intensità che avevamo tre mesi fa: questo mi fa ben sperare”.
Sul piano tattico e sulle scelte di formazione:
“Felippe e Dauria sono a disposizione, devo solo decidere se farli partire dall’inizio. Il nostro obiettivo è giocare in casa e avere due risultati su tre. Ovviamente vogliamo vincere, ma anche un pareggio ci permette di passare il turno: dobbiamo cercare il gol. Il bel gioco non va in contrasto con i risultati, anzi. I 62 gol fatti sono il frutto del nostro modo di giocare e testimoniano l’efficacia di una proposta offensiva. Vogliamo vivere questi playoff da protagonisti”.
L’allenatore non sottovaluta le qualità del Picerno:
“È una squadra che palleggia molto, sfrutta il portiere nella costruzione e spesso crea superiorità numerica. Ha un allenatore che stimo, con grande personalità, che ha trasmesso da subito le sue idee. Hanno 6-7 giocatori presenti da anni: conoscono la piazza, la società, e ogni anno aggiungono solo pochi tasselli, mantenendo un blocco solido. Questo senso di appartenenza li rende forti, come dimostra il loro ottavo posto”.
Sui singoli:
“Attenzione a Maiorino, calcia bene col destro e il Picerno è pericoloso sulle palle inattive. Caturano sta bene, è ‘arrabbiato’ quando non segna, fa parte del DNA del bomber. Avere il capocannoniere del girone è un vantaggio, può anche spaventare gli avversari. Dauria e gli altri attaccanti hanno superato i propri record personali, ed è motivo d’orgoglio per tutto il gruppo”.
Infine, un passaggio sul valore umano e professionale della squadra:
“Quest’anno non ho mai dovuto alzare i toni. Abbiamo costruito qualcosa parlando di progetto: i ragazzi hanno sudato la maglia e vissuto la città con educazione. La cultura del lavoro e il senso di appartenenza sono valori chiave. Siamo diventati un modello: avere 7-8 direttori sportivi sugli spalti è una grande soddisfazione per noi e per il territorio”.