Foggia , il ritorno di Delio Rossi: “Squadra nuova, ma niente sogni: prima la salvezza”
Si è conclusa da poco la prima conferenza stampa di Delio Rossi, tornato ufficialmente sulla panchina del Foggia. Al suo fianco, il presidente Canonico, che ha ascoltato attentamente le parole del tecnico rossonero.
Queste le dichiarazioni di Rossi:
"Non pensavo di essere qui oggi. Ci siamo lasciati due anni e mezzo fa, e da allora, ogni 15-20 giorni, il presidente mi chiamava: è stato uno “stalker” in questi due anni e mezzo! Quindici giorni fa mi ha detto: “Mister, ho bisogno di parlarti, ma di persona. Io e te siamo in una situazione particolare: forse abbiamo commesso degli errori, ma questo è un momento difficile per tanti motivi. Ho bisogno di una mano: decidi tu come. Se vuoi fare il direttore tecnico, l’allenatore del settore giovanile… qualsiasi ruolo. Io mi fido di te. Ti propongo tre anni di contratto, scegli tu cosa fare.Io gli ho risposto che so fare solo l’allenatore: dovrei imparare a fare altro, ma il mio curriculum dice che sono un allenatore, punto. Così gli ho detto: “Va bene, scelgo di allenare, ma con un contratto di un solo anno”.
"Ho chiesto al presidente cosa si aspetta da me e da questa squadra. So bene di non avere risorse illimitate. Faremo una squadra che abbia come obiettivo salvarsi una giornata prima rispetto all’anno scorso. Deve essere chiaro a tutti: dobbiamo confrontarci con la realtà.
La realtà dice che siamo in Serie C da diversi anni, che ci siamo salvati all’ultima giornata, e sento che molti non vogliono guardare in faccia i fatti: si continua a parlare del Foggia di Casillo… ma oggi è un’altra storia. Ci sono squadre molto più forti di noi, con disponibilità economiche superiori.
Ho detto al presidente: “Vengo, mi metto a disposizione e darò tutto per il bene del Foggia, ma non possiamo negare la realtà.” Purtroppo, ultimamente non abbiamo dato una bella immagine di noi stessi: nessun giocatore vuole venire qui, stanno rifiutando. Dobbiamo ricostruire una credibilità che abbiamo perso. Non siamo più quell’isola felice che era il Foggia quando sono arrivato la prima volta.
Mi avete fatto crescere, mi avete reso un uomo: non voglio essere giudicato per quello che ho fatto, ma per quello che farò da oggi in poi. Non sono io a scegliere i calciatori: me li propongono, io li valuto e decido.
Parlerò oggi, poi non parlerò più, forse solo prima delle partite. Voglio essere giudicato per il lavoro che farò sul campo e spero di avere una squadra all’altezza dell’obiettivo che ci siamo dati: salvarci prima dell’ultima giornata".