Massimo Borneo a ControPiede: "Lavorare con il Real Madrid è un privilegio. Sono stato l'unico lucano a ricevere come riconoscimento..."
Ai microfoni di ControPiede è intervenuto per un'intervista esclusiva Massimo Borneo, allenatore lucano e responsabile nel Sud Italia per la Fundaciòn Clinics Real Madrid, recentemente premiato a Valdebebas, presso il centro sportivo dei Blancos, per la sua carriera. Massimo dal 2015, prima come istruttore, poi come coordinatore tecnico è uno dei punti dei riferimenti del club spagnolo in Italia, Austria, Germania e Spagna. Il suo lavoro è legato soprattutto al talento giovanile, applicando le metodologie di allenamento e le innovazioni tecnologie attuate dal club più titolato al mondo.
Bentrovato Massimo. Sei reduce (nuovamente) da giorni trascorsi a Valdebebas, presso il centro sportivo del Real Madrid, questa volta però torni a casa con un importante premio.
“Vero (ride NDR). Vado spesso a Madrid, soprattutto per svolgere i corsi di aggiornamento e per apprendere le metodologie di lavoro che poi proponiamo alle squadre affiliate a noi. Questa volta però, è stata diversa dalle altre. Ho ricevuto un “premio alla carriera” per tutti gli anni (questo è l’undicesimo) che ho dedicato alla Fundaciòn e per i risultati che abbiamo ottenuto. Mi onora essere l’unico lucano ad avere ricevuto questo riconoscimento, mi onora che il club più prestigioso e titolato al mondo abbia questa immensa stima di me. Ho lavorato sempre con tanta umiltà, senza mai pormi limiti ed scegliendo sempre la strada del lavoro e dei sacrifici a quella degli alibi"
A chi dedichi questo importante e prestigioso riconoscimento?
“In primis a tutti i sacrifici ed agli undici anni trascorsi lavorando per il Real Madrid, poi alla mia compagna e a mio figlio, che mi supportano quotidianamente. Riusciamo a vederci davvero poco con lui, circa una volta all’anno, ma trasmette me sempre serenità e felicità”
Addentriamoci nella Fundaciòn Clinics Real Madrid: raccontaci come strutturate il lavoro con i giovani.
“Aldilà dell’aspetto puramente tecnico e tattico, stiamo cercando di portare una mentalità ed una cultura del lavoro legato al talento e alla valorizzazione del giovane. In Spagna il “giovane” viene considerato come un patrimonio da salvaguardare e tutelare, una risorsa per il futuro. Il Real Madrid possiede 14 campi di allenamento per 19 categorie diverse del Settore Giovanile: in Italia, se non parzialmente il Viola Park, esistono strutture analoghe?
Secondo te, come mai nelle categorie dilettantistiche non si investe su giovani locali ed italiani, prediligendo invece calciatori argentini, africani o dell'Est-Europa?
“Vi sono tantissime motivazioni, ma tutto parte dalla gestione e dagli investimenti nei settori giovanili e nelle scuole calcio. In Italia vi sono sempre meno ragazzi che arrivano a giocare nel professionismo ad alti livelli, dunque tante squadre sono costrette a fare scouting in Argentina, in Africa, nell'Est Europa. Non si predilige lavorare sui giovani italiani, concedendogli opportunità. Spesso sono scelte “comode”, lavorare e coltivare un talento è estremamente complesso e richiede tanti anni di sacrifici”
In Basilicata, tua terra natia, vi è una buona gestione dei giovani? In campionati e leghe con pochi introiti economici, il settore giovanile non potrebbe aiutare anche economicamente alcune società?
"Pochi sono gli istruttori all'altezza, non conoscono bene i fondamentali di questo sport da poterli insegnare ad i ragazzi. Tante scuole calcio son ideate per la ”quantità" e per fini economici, non per garantire un servizio di “qualità”. I giovani vanno istruiti ed educati con tanta pazienza senza vincoli di tempo, aldilà dell'orario dell'allenamento. Le società, soprattutto dall'Eccellenza alla Serie A, dovrebbero investire tanto nei settori giovanili. Le scuole calcio non devono essere un luogo dove le famiglie parcheggiano i figli passivamente, ma devono svolgere un ruolo attivo nella formazione e nella crescita umana e sportiva dei ragazzi"
Come incentiverebbe l'utilizzo di giovani calciatori in categorie dilettantistiche? Servirebbe una riforma federale?
“Deve cambiare la mentalità e bisogna costruire strutture all'avanguardia innanzitutto, poi andrebbe incentivato l'impiego di calciatori u16 ed u18. Soltanto in Italia i ragazzi dell'u21 vengono ancora considerati giovani”
Tanti sono gli eventi organizzati da voi, quali sono i prossimi in programma?
“Il 27 e 28 dicembre a San Severino Lucano, in provincia di Potenza, terremo uno stage con i ragazzi, dove saranno presenti anche Sergej Alejnikov, Massimiliano Corrado, Giacomo Zunico e Salvatore Truffo. Il 3,4 e 5 gennaio invece, a Torre Annunciata, terremo altri stage in cui saranno presenti Fulvio Casella, Fausto Grandi, Alfredo Sebastiani e Samuele Arici. Concludo, confidandovi che stiamo organizzando un grande evento in vista dell’estate a cui parteciperanno anche Stefano Fiore e Maurizio Ganz…”
a cura di Emanuele Cantisani