La notte nella quale Cassano si prese le luci della ribalta: un gol che ha fatto la storia del Bari
Era il 18 dicembre 1999. In una fredda serata d’inverno a ridosso del Natale scendevano sul terreno di gioco di un “San Nicola” gremito e vestito a festa il Bari di mister Fascetti e l’Inter di Marcello Lippi. Una sfida sulla carta dal pronostico nettamente a favore dei nerazzurri nonostante le appena tre distanze di lunghezza in classifica a dividere i biancorossi dalla Beneamata.
Come tutte le volte che una big arriva nel capoluogo pugliese, il “San Nicola” si è dimostrato uno stadio dalla “calda” tifoseria ospitando più di 40.000 tifosi pronti a vedere dal vivo fuoriclasse del calibro di Vieri, Zanetti, Peruzzi e tanti altri. A prendersi le luci della ribalta quella sera di esattamente 25 anni fa, fu un allora giovanissimo calciatore con appena due gettoni da professionista alle spalle, e che con una giocata meravigliosa avrebbe fatto innamorare i tifosi biancorossi e non solo: Antonio Cassano.
Una scelta ardua e coraggiosa quella fatta da Eugenio Fascetti deciso a puntare sulla giovanissima coppia d’attacco composta proprio dal fantasista di Bari Vecchia e dal nigeriano Enynnaya, il quale però, non riuscì ad avere quella carriera da calciatore che si potesse aspettare concludendola a soli 31 anni in Serie D dopo aver girovagato in giro per l’Europa tra Belgio, Polonia e Ucraina, senza dimenticare le brevi parentesi con le maglie di Livorno e Foggia. Fu proprio quest’ultimo ad aprire le marcature rendendosi protagonista di una bellissima conclusione da oltre 30 metri sulla quale non può nulla un incolpevole Peruzzi. Nella serata che avrebbe potuto consacrare il nigeriano, a rovinare la festa è il solito Vieri al suo diciannovesimo gol nell’anno solare.
Insomma, una partita indirizzata sull’1-1 nonostante le diverse occasioni create dalla compagine pugliese forte dell’enorme sostegno del “San Nicola”. All’88’, però, arriva la svolta: da un preciso lancio lungo di Perrotta, Cassano si rende protagonista di uno stop di tacco da urlo, supera due grandi difensori del calibro di Panucci e Blanc e con un destro all’incrocio sigla la sua prima rete da professionista facendo impazzire i supporter biancorossi accorsi allo stadio. Una rete che regala un successo di fondamentale importanza al Bari, facendo entrare di diritto il classe ’82 nella storia del calcio italiano.
Un gol capace di segnare la carriera di FantAntonio. Una carriera dalle alte prospettive considerando le grandi qualità tecniche dell’attaccante barese, ma che in realtà non ha per niente rispettato le aspettative. Dalla Roma al Real Madrid, passando per il grande periodo con la Sampdoria prima del trasferimento a Milan e Inter, fino ad arrivare al Parma e alla brevissima esperienza in maglia Hellas Verona, tutti ci saremmo aspettati molto di più da Antonio Cassano. Un vero e proprio patrimonio inestimabile del nostro calcio incapace di bissare carriere gloriose di fuoriclasse come Baggio, Del Piero, Totti, Buffon e tanti altri, e che rimarrà agli occhi di tutti come uno dei grandi talenti “sprecati” e come uno dei tanti "What if?" del calcio internazionale. Dell’ex fantasista della nazionale, però, rimarranno le giocate da urlo, i gol pesanti e le caterve di assist in coppia con Pazzini alla Sampdoria, le “cassanate”, i commenti ironici e divertenti, ma soprattutto quel 18 dicembre 1999. Una data nella quale i tifosi del Bari hanno potuto sognare. Una data che rimarrà nella storia del club biancorosso e dei tanti tifosi presenti allo stadio o davanti la televisione, i quali non dimenticheranno mai quel gol messo a segno da un predestinato la cui sorte ha avuto di certo un altro esito.