Canonico: “L’iscrizione è un atto d’amore per Foggia, cedo il club a chi saprà proteggerlo”
Si è svolta presso lo Studio Polis Avvocati di Bari la conferenza stampa relativa al provvedimento di amministrazione giudiziaria del Calcio Foggia, disposto ai sensi dell’art. 34 del Codice Antimafia dal Tribunale di Bari.
Sono intervenuti:l’amministratore giudiziario del Calcio Foggia, Vito Chionna,l’avvocato Lafogria, legale di Nicola Canonico,il presidente del Calcio Foggia, Nicola Canonico.
Di seguito, le dichiarazioni rilasciate durante l’incontro con la stampa.
CANONICO - “Voglio ringraziare il dott. Laforgia e Chionna per la presenza che possa chiarire ogni tipo di dubbio. Mi hanno dato la responsabilità sull’iscrizione essendo l’unico che poteva farlo. Dialogando con il tribunale, per l’ennesima volta faccio un gesto per la tanta gente per bene che Foggia ha. Questo non è pili momento delle divisioni, Foggia ha un patrimonio che va difeso. Il 31 marzo c’era un qualcosa di anomalo, c’erano pressioni che non racconto. Chi mi conosce sa che abbiamo sempre ottemperato alle scadenze federali. Ringrazio il tribunale penale di Bari, Digos di Foggia che non ci hanno mai fatto sentire soli. Siamo la prima società di calcio che ha avuto il coraggio di denunciare attentati mafiosi. La mia idea non cambia, vorrei un pò di serenità famigliare e quindi la mia disponibilità a cedere il club c’è tutta. Il mio gesto deve essere visto come un gesto d’amore verso il Foggia Calcio. Le istituzioni si devono mobilitare affinché comincino a sponsorizzare con i fatti, il Foggia Calcio rappresenta in tutto il mondo questa terra. Io vorrei dedicarmi un pò di più alla mia famiglia. Quando ho lanciato l’appello alle associazione del territorio ho detto unitevi e create qualcosa di importante affinché io possa lasciare. Qualcuno si farà avanti per il bene del Foggia. Il valore del club oggi è in base a tutti gli investimenti fatti nell’ultimo periodo, di cui l’abbattimento della debitoria di 1 milione e 7. Nel calcio bisogna essere affidabili e i prossimi compratori devono convincere anche il tribunale di Bari e la Figc. Il calcio deve avere basi solide. Servono soggetti solvibili che amino il Foggia come l’ho amato io. Mi sono sempre divertito nel calcio, non metto piedi allo stadio da ottobre, parlare oggi di entusiasmo è molto difficile. La forza me l’hanno data i tifosi e la mia famiglia. La paura non ci deve essere, ci deve essere la forza di combattere. La criminalità organizzata non è mai entrata nelle decisioni del club. Il passo che mi ha chiesto la cittadinanza e la tifoseria è stato che non c’erano stati tempi concreti per iscrivere il club. L’iscrizione è stato u gesto sociale.