Leader tecnico, carismatico e da gennaio anche capitano del Monopoli: per la seconda stagione consecutiva a dettare i ritmi in mezzo al campo con qualità e grande visione di gioco ci ha pensato Cristian Battocchio. Un altro campionato da protagonista per il centrocampista italo-argentino vero trascinatore dei biancoverdi grazie alla sua leadership e ad una esperienza tali da renderlo uno degli uomini chiave per la squadra di Alberto Colombo. Il capitano biancoverde è intervenuto ai nostri microfoni per fare un bilancio non solo sulla stagione da poco conclusa, ma anche sul significato di portare al braccio la fascia da capitano e sulle ambizioni future.


Dopo due stagioni con la maglia del Monopoli, che bilancio sente di poter tracciare del suo percorso personale e della crescita della squadra?

“Sono state due stagioni personalmente positive. Nella prima abbiamo centrato la qualificazione al playoff nazionale; mentre quest’anno nonostante alcune difficoltà siamo riusciti ad arrivare al nostro obiettivo. Sono molto contento di questi due campionati. La squadra da un anno all'altro è cambiata tanto, e tutti si sono adattati alla grande. Come dicevo sopra, nonostante varie difficoltà abbiamo raggiunto l’obiettivo”.


In campo è stato il punto di riferimento della squadra: regista, guida tecnica e, da gennaio, anche capitano. Cosa ha significato indossare la fascia biancoverde e quali responsabilità comporta rappresentare questo gruppo?

“Riguardo la fascia sin dal primo momento ho detto che non mi avrebbe condizionato. Alla fine sono sempre stato uno che in campo parla e cerca di aiutare tutti. Però è un onore rappresentare questa società da capitano. Sono loro che mi hanno aperto le porte per poter tornare in Italia e mi hanno dato fiducia dal primo momento. Monopoli per me anche quando smetterò conserverà sempre un posto nel mio cuore”.


Guardando alla stagione appena conclusa, qual è l’immagine, il momento o l’emozione che porterà maggiormente con sé?

“Sinceramente non ho un momento in particolare perché abbiamo vissuto un anno molto intenso e con tantissime emozioni, ma personalmente se devo sceglierlo devo dire il mio primo gol con la maglia biancoverde”.


Il cammino playoff si è fermato nel derby contro il Casarano, una sfida molto sentita dall’ambiente. Quanto è stata forte la delusione e, a mente fredda, dove pensa sia mancato qualcosa alla squadra?

“La partita era molto sentita anche per noi. Volevamo vincerla sia per i nostri tifosi che per noi e la società. É stata una delusione perché volevamo andare ancora avanti e non buttare via tutto quello che di bello abbiamo fatto durante l’anno. Avremmo potuto fare molto di più nel primo tempo e nel secondo era già tardi. Ci abbiamo provato ma non è bastato. A mente fredda, non bisogna dimenticare tutto quello che è stato fatto durante tutto un anno di lavoro. Resto contento e orgoglioso di tutti e di quanto fatto”.


Il rapporto con i tifosi del Monopoli è sempre stato molto intenso. Quale messaggio si sente di mandare loro in vista del prossimo campionato?

“Il messaggio per loro é di starci vicino come hanno sempre fatto. Noi proveremo a dare sempre il massimo. Possiamo vincere o perdere, ma lasceremo l’anima in campo”.


Che gruppo è stato quello di quest’anno dal punto di vista umano, dentro e fuori dallo spogliatoio?

“Un gruppo fantastico e molto unito, composto da ragazzi per bene. Penso che a prescindere da chi rimarrà o chi andrà via tutti porteranno sempre con sé il ricordo di questo gruppo”.


Guardando al futuro, quali devono essere le ambizioni del Monopoli per alzare ulteriormente l’asticella?

“Questa è una domanda che riguardo più la società. L’ambizione di ogni calciatore è personale. Tutti vogliamo arrivare il più in alto possibile. Sono sicuro che chiunque giocherà con noi il prossimo anno punterà sicuramente al massimo”.

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