Si è tenuta presso la sala stampa del “Via del Mare” la conferenza stampa di fine calciomercato del Lecce, nella quale sono intervenuti il presidente Sticchi Damiani, il responsabile dell’area tecnica Corvino e il ds Trinchera.

CORVINO: “Siamo qui a parlare dopo la chiusura della finestra del calciomercato estivo. Non è facile essere lucidi dopo giorni e giorni di intensa attività e soprattutto dopo un campionato difficile come quello dell’anno scorso. Sono rientrato ieri da Milano e non è facile essere al 100% lucido. I direttori e i presidenti si giudicano da quello che trovano e quello che lasciano. Quando lascerò Lecce, lascerò un quadro di cosa ho lasciato poi ognuno tirerà le somme. Il lavoro fatto in campo dall’area tecnica e il lavoro fatto fuori dal campo dal presidente, quando sono arrivato la prima squadra si spogliava in due spogliatoi diversi, ora c’è un centro sportivo importante, ci sarà uno stadio importante. C’è il mestiere dei tastieristi, ma noi andiamo avanti a fare i resoconti. Non posso andare a prendere il nome solo per stuzzicare il palato di qualcuno, bisogna fare delle scommesse e degli investimenti mirati. 

Siamo una rosa di venticinque calciatori che consegniamo all’allenatore, di questi 25 abbiamo dodici nazionali. Ci sono tre calciatori con i quali siamo stati chiari fin dall’inizio, con Guilbert, Maleh e Rafia che non fanno parte del progetto. Helgason e Gallo vanno a scadenza nel 2026, al primo abbiamo fatto la nostra offerta, con il secondo parleremo. Noi abbiamo fatto un mercato da investimenti perché le cifre che spendiamo non sono per giocatori da Serie A quelli si pagano molto di più non 500mila, 1 milione o 2. Monte ingaggi? tra Prima Squadra e Primavera abbiamo 12 milioni di monte ingaggi, siamo l’ultima squadra della Serie A.

I nostri acquisti sono legati inevitabilmente alle cessioni, una condizione non facile perché ad esempio abbiamo dovuto tenere nascosto Siebert per molto tempo e soprattutto non potevamo prendere Stulic se prima non vendevamo Krstovic. Noi abbiamo fatto investimenti, ci siamo sempre differenziati da altri club che hanno puntato sui nomi, non bisogna solo avere davanti l’obiettivo, perché per salvarsi non bisogna poi andare a ricapitalizzare ogni stagione, se non si ha un presidente straricco si finisce in Serie C”.

STICCHI DAMIANI: “Il club sta crescendo sotto tutti i punti di vista, sportivamente, strutturalmente e digitalmente. Il nostro approccio alla piazza sta portando i suoi frutti, quest’anno abbiamo 22mila abbonamenti, mai visti prima qui. Stiamo crescendo anche a livello di investimenti, quest’anno siamo arrivati a  87 milioni di costo con 14 milioni di ammortamento, il primo anno ne erano 58 con 5 di ammortamento. Per questo bisogna ringraziare Corvino. 

Ormai i prezzi sono diventati anomali, con 12 milioni non sei sicuro ormai perciò bisogna investire su profili di prospettiva. Inoltre per la prima volta abbiamo ragazzi fuori dal progetto tecnico. 

Siamo contenti di usufruire di fondi pubblici per lo stadio, non abbiamo ricavi altissimi, sarebbe stato facile prendere altri giocatori indebitandosi, ma non siamo quel tipo di società. Le squadre neopromosse hanno investito senza ricavi come noi al primo anno, e alcune hanno di sicuro messo fondi extra.

I lavori allo stadio stanno procedendo lentamente, starà a noi marcare stretto chi di dovere.

Monte ingaggi? utilizziamo una formula di partenza a inizio campionato che è stata vincente e poi ci sono delle variabili in base agli obiettivi che possono essere personali e di squadra come la salvezza. Calcolando anche la forza lavoro, a bilancio ci sono 35 milioni, che rimane comunque la più bassa della Serie A.

Il centro sportivo con tutte altre micro e macro voci vanno a comporre tutte le spese, tutte le nostre risorse sono destinate al progetto sportivo e assicuro che la dirigenza  ogni giorno fa di tutto per ottimizzare tutto. Voglio sfatare anche il mito che il centro sportivo sia stato realizzato con fondi regionali perché in realtà arriva tutto da fondi propri, ma c’è ancora molto da fare.

Modello Empoli? L’abbiamo raggiunto, ma ora sia Prima Squadra sia Primavera sono in B, ecco questo può far parte del percorso e bisogna accettarlo. 

Vogliamo internazionalizzare il club, ad esempio abbiamo ricevuto un invito per delle amichevoli in Arabia da parte di un ospite medio orientale”.

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