Alla vigilia dell’attesissima finale d’andata di Coppa Italia Eccellenza Puglia tra Bisceglie e Taranto, abbiamo intervistato Nicola Citro, esperto fantasista classe 1989 dei nerazzurro stellati. Tra uno sguardo all’imminente finale di Coppa Italia, obiettivi futuri e retroscena di mercato, il trequartista ex Bari e Frosinone si è raccontato così in una lunga intervista ai microfoni di Contropiede

 


Nicola Citro, partiamo dalla gara di domenica vinta per 1-3 sul Taurisano. Una gara sofferta e sbloccata solo nel finale, ma che siete riusciti a portare a casa rimanendo in testa alla classifica. Che partita è stata?

È stata una gara non semplice, come spesso succede con le squadre salentine. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile ma comunque loro dal primo all’ultimo minuto non hanno creato praticamente nulla. Bisognava solo aver pazienza e prima o poi il gol sarebbe arrivato

 

Ora giovedì spazio alla finale d’andata di Coppa Italia con il Taranto. Che gara si aspetta e come arriva il Bisceglie a questo appuntamento?

Il Bisceglie ci arriva bene, stiamo bene mentalmente e fisicamente. Veniamo da un bel filotto di risultati, in campionato abbiamo vinto 11 delle ultime 12 partite e perso solo con il Canosa. Con il Taranto sarà una gara tosta, sono una squadra forte con ottimi calciatori. Sarà una bella sfida, una finale lunga 180 minuti quindi sarà importante non sbagliare il match d’andata.

 

Considerando la formula del torneo, con la finale sui 180 minuti e la vecchia regola dei gol in trasferta ancora in vigore, secondo lei quanto sarà importante affrontare la gara d’andata in trasferta con un po' più di spregiudicatezza?

L’approccio deve essere lo stesso di sempre, siamo una squadra offensiva quindi sicuramente non andremo a Massafra per il pareggio. Faremo la nostra partita e cercheremo di portare a casa la vittoria, l’importante sarà tenere bene a mente che dovremo essere gli stessi di sempre, al di là dell’avversario che abbiamo davanti.

 

Avere la possibilità di giocare la gara di ritorno tra le mura amiche del “Ventura” davanti ai propri tifosi può essere un vantaggio importante?

Secondo me non fa tanto la differenza, non credo influisca sul risultato finale. Dipende sempre da quello che fai all’andata, che per me è la vera sfida importante. Giocheremo in un campo piccolo (stadio Italia di Massafra, ndr) contro una grande squadra, una piazza storica e in uno stadio sold out, dovremo esser bravi a non sbagliare la gara.

 

Facciamo un passo indietro: a ottobre sceglie la piazza nerazzurro stellata per ripartire dopo il brutto infortunio al crociato rimediato nel finale della passata stagione. Come mai proprio Bisceglie?

Insieme al mio procuratore chiedemmo al Bisceglie la possibilità di allenarmi con la squadra per rimettermi in forma, il direttore Dammacco e mister Di Meo mi hanno dato sin da subito piena disponibilità. Inizialmente l’idea era quella di rimettermi in forma e aspettare una chiamata dalla Serie D perché non avevo intenzione di scendere di categoria. Poi però col passare del tempo mi sono trovato benissimo, a Bisceglie mi sono sentito subito a casa, e quando sono tornato in forma ho deciso di firmare con loro. Posso dire che, vedendo anche quelli che sono i risultati finora, questa è stata la scelta migliore.

 

E nelle ultime settimane è stato anche al centro di alcune vicende di mercato, decidendo di restare a Bisceglie nonostante diversi club fossero interessati a lei…

Erano arrivate alcune richieste e insieme al mio agente ci abbiamo riflettuto e pensato, perché comunque avendo 36-37 anni mi trovo nell’ultima fase della mia carriera, e c’è chi ti offre magari uno o due anni in più di contratto. Quindi ci abbiamo pensato ma alla fine abbiamo deciso di restare a Bisceglie, per il percorso fatto insieme, per rispetto della scelta fatta qualche mese fa e per lo splendido gruppo – calciatori e staff – che abbiamo qui.

 

Quest’anno è tornato a disputare un campionato di Eccellenza a 15 anni dall’ultima volta (2009-2010 con l’Ebolitana, ndr). Si aspettava un campionato così combattuto e di alto livello?

È cambiato tanto rispetto a quindici anni fa. Ora è un campionato molto più tecnico e molto più difficile. Questa difficoltà me l’aspettavo, perché conosco molti dei calciatori delle squadre di vertice e sono calciatori di livello, che negli ultimi anni hanno fatto sempre la Serie C o la Serie D. Mi sono accorto che questo fosse un campionato di un certo livello già dal primo giorno a Bisceglie, è un gruppo con tanti calciatori tecnici e forti. Sinceramente mi aspettavo un campionato difficile ma sta andando ben oltre le mie aspettative. 

 

In campionato sarà una lotta esclusivamente tra voi e il Brindisi per il primo posto o crede che Canosa e Taranto possano rientrare nella corsa “scudetto”?

Penso che non saremo solo noi e il Brindisi a lottare per il primo posto. Bastano un paio di partite dove non rendi come hai fatto finora, dove abbiamo tenuto una media punti altissima, per far rientrare le altre squadre nella corsa. Dovremo cercare di mantenere lo stesso rendimento avuto finora da qui fino alla fine del campionato. Ora avremo la finale d’andata con il Taranto, poi il Racale, il Brindisi, il ritorno con il Taranto… ci aspetta un mese/un mese e mezzo molto intenso e ricco di impegni, dovremo esser bravi ad affrontare anche questo periodo nel migliore dei modi, mantenendo lo stesso ritmo che abbiamo avuto in questi mesi.

 

Rispetto alle altre formazioni, quale crede sia il vero punto di forza di questo Bisceglie?

Per me il punto di forza sta nella compattezza di questa squadra. Siamo un grande gruppo, sano e compatto sia dentro che fuori dal campo. Anche con mister Di Meo ho un ottimo rapporto, ci siamo trovati benissimo sin dal primo giorno ed è una persona che ti fa stare bene sia in campo che fuori. Siamo una squadra tosta, lo abbiamo dimostrato in questi mesi, e soprattutto con tanta tecnica.

 

Chiudo con una curiosità: oltre lei, anche Lavopa, Maffei e Martinez sono andati in rete direttamente su punizione in questa stagione. Ma tra voi quattro chi le calcia meglio?

Dipende dalla posizione (ride, ndr). Siamo tutti e quattro bravi a calciarle, dipende molto dalla situazione in campo. Speriamo di continuare a tenere questa media realizzativa perché stiamo facendo veramente bene. 

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