In un Casarano che continua a stupire e a fornire ottime prestazioni, frutto fin qui di undici punti e di quattro risultati utili consecutivi che hanno proiettato i rossazzurri nelle zone altissime della classifica, a rubare la scena, oltre a un magnifico Cosimo Chiricò, autore di 4 gol e 3 assist in questo inizio di campionato, c'è anche una vecchia, ma non troppo, conoscenza dei colori biancorossi del Bari: Karlo Lulic. Il ventinovenne croato, dopo poco più di sei mesi tutt'altro che scintillanti a Bari, si è ritrovato con la maglia del Sarajevo, realizzando nel campionato bosniaco 4 reti in 26 presenze, prima di ritornare da separato in casa a Bari e di finire fuori dal nuovo progetto di mister Caserta e tra gli esuberi sul mercato. 

Dopo una trattativa lunga e complicata è arrivata una nuova avventura per il croato, ancora una volta in Puglia, ma questa volta con i colori rossazzurri del Casarano: la squadra del presidente Filograna, dopo aver chiuso per Maiello, è riuscita a trovare l'accordo per strapparlo ai biancorossi, sotto richiesta di mister Di Bari. Ed è proprio di Di Bari il grande merito della rinascita di Karlo Lulic: il giovane allenatore nato a Trani ha lavorato duramente sul classe 1996, trasformandolo da mezz'ala a difensore centrale o, all'occorrenza, braccetto di destra nella difesa a tre dei rossazzurri, posizioni mai occupate prima in carriera. La scelta coraggiosa ha ripagato alla grande: Lulic è diventato imprescindibile nello scacchiere di Di Bari grazie a prestazioni ottime e alla solidità messa in campo nel nuovo ruolo e, nell'infrasettimanale di mercoledì contro il Sorrento, è arrivata la prima gioia personale con il Casarano, con la rete del 3-2 che ha riaperto la sfida e contribuito alla rimonta e al punto guadagnato allo scadere al "Viviani". La capacità di rimettersi in gioco in un altro ruolo sta ripagando la squadra e il croato stesso, diventato in poco tempo l'ago della bilancia della prima storica stagione in Serie C dei rossazzurri dopo ventisei anni, partiti a razzo proprio come "la nuova vita" di Karlo Lulic.

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