Una lunga militanza nel settore giovanile del Milan, 250 presenze tra i professionisti e 8 stagioni consecutive in Serie C con le maglie, tra le altre, di Monopoli, Potenza e Pineto nell’ultima annata. Poi quest’estate la scelta di scendere in Eccellenza e sposare il progetto del nuovo Taranto. Cristian Hadziosmanovic, duttile terzino destro italo-montenegrino classe ’98, ha scelto di ripartire dalla Puglia, e più precisamente da Taranto, con un unico obiettivo in testa: vincere il campionato di Eccellenza Pugliese e portare il club rossoblù in Serie D. Dopo 10 giornate la classifica recita Taranto a -1 dalla capolista Brindisi e in piena lotta assieme anche a Bisceglie e Canosa per il salto di categoria. Hadziosmanovic si è raccontato in una lunga intervista ai nostri microfoni tra presente, passato e obiettivi futuri, alla vigilia del big match del "Ventura" con il Bisceglie.

 

 

Cristian Hadziosmanovic, nell’ultimo turno infrasettimanale siete stati raggiunti nei minuti di recupero dal Toma Maglie, c’è rammarico per aver perso l’opportunità di salire in vetta alla classifica in solitaria?

Si, sicuramente c’è rammarico e si è visto nel post partita. Purtroppo è andata così, hanno trovato il “gol della domenica” e hanno pareggiato. Ma ora non c’è tempo per piangersi addosso, la testa va alla gara di domenica con il Bisceglie

 

Domenica vi aspetta il primo grande big match della regular season con il Bisceglie, che gara si aspetta e quanto può essere determinante vincere per il proseguo della stagione?

Vincere può essere importantissimo per il proseguo della stagione, sappiamo di affrontare una squadra forte, che non ha ancora perso, ma noi andremo a Bisceglie per dare battaglia e portare a casa la vittoria.

 

In campionato il successo in trasferta manca da oltre un mese (2-3 vs Virtus Mola, ndr) e siete reduci da due pari e una sconfitta. La gara di domenica può essere una buona occasione per invertire questo trend? Come si spiega queste difficoltà lontano da casa?

Si si assolutamente, domenica andremo a Bisceglie per vincere e penso possa essere una buona occasione per tornare al successo esterno. Onestamente non so proprio spiegarmi il motivo di queste difficoltà in trasferta, sicuramente l’assenza dei tifosi pesa ed è un peccato non averli neanche a Bisceglie.

 

A differenza delle altre contendenti siete partiti notevolmente in ritardo quest’estate per via delle note vicende societarie. Le chiedo, vi aspettavate di poter essere così competitivi sin da subito?

Si assolutamente, siamo una squadra forte, abbiamo un pubblico che ci sostiene sempre, uno staff preparato, un allenatore preparato e quindi sapevamo di poter essere subito competitivi.

 

Che gruppo ha trovato a Taranto e com’è il rapporto con mister Danucci?

A Taranto ho trovato un gruppo fantastico, mi hanno accolto benissimo e per questo li ringrazierò sempre. Mister Danucci è un ottimo allenatore, molto preparato e credo meriti di stare in categorie superiori.

 

Parlando un po' di lei, oltre 200 gare tra i professionisti e nell’ultima stagione 35 presenze con la maglia del Pineto in Serie C. Le chiedo, come nasce l’idea Taranto e cosa l’ha spinta ad accettare un doppio salto indietro di categoria?

Quest’estate ho deciso di avvicinarmi un po' a casa per esigenze familiari. Ho ricevuto la chiamata del Taranto e per me è stato impossibile dire di no, è una piazza storica e importantissima – anche ora che si trova in Eccellenza – e non ho potuto rifiutare.

 

Per lei è la prima volta nel campionato di Eccellenza Pugliese, quali sono le difficoltà maggiori che si possono riscontrare in un torneo come questo?

Ti dico la verità, non mi aspettavo di trovare un campionato con questo livello. Ogni partita qui è difficile e lo abbiamo visto domenica scorsa ad Acquaviva dove noi non abbiamo fatto la nostra miglior partita e gli avversari ci hanno punito. C’è da considerare anche che le altre squadre, quando devono affrontare il Taranto che è una società storica, danno anche oltre il 100% per portar via il risultato e quindi ogni gara è complicata e va affrontata con la massima attenzione.

 

Insieme a voi, Brindisi Bisceglie e Canosa sembrano ormai da tempo le quattro “sorelle” candidate alla vittoria finale. C’è una formazione tra queste che teme particolarmente per la corsa alla Serie D?

No no, noi dobbiamo pensare a noi stessi e a fare il massimo partita dopo partita. Siamo il Taranto, sappiamo di essere un’ottima squadra e dobbiamo dimostrarlo ogni volta sul campo, senza pensare alle altre squadre. Siamo ancora alla 10^ giornata, è presto per fare calcoli e dobbiamo pensare solo a noi.

 

Infine le chiedo, lei è stato protagonista di un importante percorso nel settore giovanile del Milan, dividendo lo spogliatoio con alcuni grandi calciatori come Donnarumma, Locatelli, Gabbia. Qual è il ricordo più bello che ha di questa esperienza in rossonero?

E Locatelli, Cutrone, Pobega... (ride, ndr). È stata un’esperienza fantastica, una di quelle che ogni ragazzo sogna di fare da bambino. Non c’è paragone tra le altre società e il Milan, è un club grandissimo che non ha nulla a che vedere con le altre squadre. Quando entri a Milanello senti proprio nell’aria che son passati di lì giocatori che hanno vinto mondiali, Champions, di tutto e di più. 

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