La Virtus Molfetta ha deciso di non presentarsi alla semifinale di ritorno di Coppa Puglia di Terza Categoria contro la Virtus Andria, in programma domani. Una scelta forte, motivata da ragioni che vanno ben oltre il risultato sportivo.

A comunicarlo ufficialmente è il presidente del club molfettese, Nicola Spadavecchia, che ha inviato una PEC alla Lega Nazionale Dilettanti per formalizzare la rinuncia. Alla base della decisione, un clima giudicato “intimidatorio, minaccioso e profondamente antisportivo”, culminato con un messaggio vocale ricevuto via WhatsApp proprio da un dirigente della Virtus Andria.

Nel messaggio, secondo quanto denunciato dalla Virtus Molfetta, sarebbe arrivato un vero e proprio “consiglio”,più simile a una minaccia, a non presentarsi alla gara. Un invito a “ritirare” la squadra, con toni che lasciano presagire un clima ostile, se non violento, in caso di regolare svolgimento della partita.

Il contesto è già incandescente sin dalla gara di andata. Secondo il racconto della società molfettese, l’incontro è stato segnato da continue provocazioni, insulti e atteggiamenti intimidatori sia in campo sia sugli spalti, dove un gruppo di sostenitori andriesi avrebbe contribuito a creare una situazione talmente tesa da costringere l’arbitro a valutare la sospensione della partita.

A complicare ulteriormente le cose, un gesto isolato ma grave: un tifoso della Virtus Molfetta avrebbe lanciato una bottiglietta in campo, colpendo incidentalmente un dirigente della squadra avversaria. Il ferito è stato immediatamente soccorso, mentre la società molfettese ha subito condannato con fermezza l’accaduto, sottolineando come quel gesto non rappresenti in alcun modo i valori promossi dal club.

“Non possiamo controllare tutto ciò che avviene sugli spalti, precisa Spadavecchia, ma ci dissociamo completamente da azioni del genere. Tuttavia, ciò non giustifica in alcun modo il messaggio intimidatorio ricevuto, che rappresenta un ulteriore passo verso una deriva che nulla ha a che vedere con lo sport.”

Il presidente mette poi in evidenza un’altra contraddizione: il giudice sportivo ha sanzionato unicamente la Virtus Molfetta per l’episodio della bottiglietta, senza adottare alcun provvedimento nei confronti della condotta aggressiva della Virtus Andria. “Un atteggiamento che ha fatto fuggire famiglie e bambini dallo stadio, terrorizzati – spiega – in netto contrasto con quanto visto appena poche settimane fa nella finale playoff tra le due squadre, disputata in un clima sereno e sportivo.”

Il sospetto, insinua la dirigenza molfettese, è che l’assenza della terna arbitrale, delle telecamere e della stampa abbia favorito un clima di impunità.

“Non ci presenteremo, conclude Spadavecchia, non perché abbiamo paura, ma perché abbiamo il coraggio di denunciare ciò che è accaduto, di assumere una posizione chiara e netta. È Terza Categoria, è vero, ma la categoria umana dovrebbe valere più di tutte.”

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