Entusiasmo, ambizione e tanto coraggio. Questo è quanto scaturisce dall’intervistata rilasciata alla “Gazzetta dello Sport” da parte del nuovo allenatore del Bari Fabio Caserta. Il tecnico calabrese ha avuto modo di toccare vari tempi: dalle emozioni nel sedere su una panchina di una delle piazze più importanti d’Italia -come da lui stesso riferito-, passando per il mercato, fino ad arrivare ai desideri e agli obiettivi della stagione alla guida dei biancorossi che avrà ufficialmente inizio nella serata di domenica sul blasonato terreno di gioco di San Siro.

ALLENARE IL BARI: “Credo che Bari sia il punto più alto della mia carriera. Lo è per la storia del club, per il calore e le esigenze dei tifosi, e per il “San Nicola”. A prescindere dalla categoria rimane una delle piazze più importanti d’Italia”.

UN UOMO DEL SUD CHE ALLENA AL SUD: “Per diverse ragioni allenare al Sud è più difficile, ma allo stesso tempo, più stimolante che allenare al Nord. Ciononostante, ho avuto comunque la fortuna di vincere in un ambiente molto caldo come quello di Perugia”.

SULLE AMBIZIONI DOPO LE DUE SEMIFINALI PLAYOFF: “Ogni giorno mi sveglio desiderando la Serie A. Ora, però, ho solo un obiettivo: fare un grande campionato con il mio Bari. È chiaro che vorrei arrivare in Serie A il prima possibile, ma la differenza sta nella gestione delle risorse a disposizione”.

A CHI SI ISPIRA COME ALLENATORE: “Me ne sono capitati di bravi, ma uno su tutti è Antonio Conte. L’ho avuto per pochi mesi all’Atalanta ed era reduce da una grande stagione proprio a Bari. È sempre sul pezzo e vive in modo viscerale ogni partita. Si vedeva che sarebbe diventato un top”.

COSA DESIDERA DAL SUO BARI: “Nell’interpretazione di una gara il rischio non mi spaventa affatto. Condivido sempre le mie scelte con staff e squadra perché credo nel lavoro di gruppo. Ciò che desidero, infatti, è vedere un gruppo solido e unito, capace di ridare entusiasmo ad una piazza affamata di calcio, riempiendo lo stadio con fatti e prestazioni”.

SULLA SERIE B: “Si tratta del torneo più difficile dove tutto può rimanere aperto fino all’ultima giornata. Le favorite alla promozione? Il Palermo è fuori categoria, e ci aggiungo anche il Modena e le tre retrocesse dalla Serie A. In campo, però, non vanno i soldi. Non conta quanto hai speso, ma ciò che riesce a creare una squadra. Noi siamo ancora in costruzione così come anche altre squadre, e siamo consapevoli di non essere completi. Questo non mi preoccupa, ma ciò che mi importa è far capire ai ragazzi ciò che voglio.

GLI INVESTIMENTI SUL MERCATO: “Togliendo il Palermo, il Bari e le altre squadre cercano di fare investimenti giusti. Resto comunque convinto che non sempre vince chi spende di più. Sono certo che ce la giocheremo dappertutto. Due anni fa il Bari non ha speso vagonate di soldi sul mercato, eppure, ha sfiorato la promozione in Serie A”.

VERRETH: “Gli è successo un fatto innaturale. Gli saremo sempre accanto, per qualsiasi cosa”.

I RITORNI DI SIBILLI E PARTIPILO: “Sono due calciatori che a livello qualitativo hanno qualcosa in più della media, ma ci sarà comunque bisogno di tutti".


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