Calcio, inclusione e seconde occasioni: il bilancio dell'incontro pubblico ad Anzi
In una partecipata serata di testimonianze e confronto ad Anzi, lo scorso 24 luglio, istituzioni, esponenti del mondo della giustizia penitenziaria e glorie del calcio si sono riuniti per ribadire un principio fondamentale: lo sport, e in particolare il calcio, deve rappresentare uno strumento di riscatto umano e di crescita sociale.
L'incontro ha tratto fondamentale ispirazione dall'esperienza del primo corso allenatori strutturato all'interno della Casa Circondariale di Potenza, ideato e promosso dall'allenatore Gerardo Passarella insieme a Rocco Galasso (dirigente sportivo) e alla dottoressa Sonia Crovatto (responsabile dell'area trattamentale dell'istituto penitenziario). L'iniziativa nacque dall'abitudine di organizzare, specialmente durante il periodo natalizio, incontri amichevoli tra squadre esterne e i detenuti. Da quei momenti di condivisione è scaturita l'idea di offrire ai reclusi un'opportunità concreta di formazione professionale e personale: qualificarsi come allenatori per disporre di un bagaglio spendibile una volta reinseriti nella società. Un'iniziativa che all'epoca ottenne anche un ampio risalto mediatico nazionale, inclusa una rubrica dedicata sulla trasmissione televisiva Dribbling.
Particolarmente toccante è stato l'intervento di un ex detenuto di Matera ed ex corsista del progetto, che ha raccontato come il percorso svolto all'interno del carcere gli abbia permesso di intraprendere una nuova vita e trasformarsi profondamente come uomo.
Al dibattito inoltre, hanno offerto contributi di grande spessore: Tiziana Silletti (Garante regionale per i detenuti) che ha sottolineato la tutela dei diritti e l'importanza dei percorsi rieducativi; il dott. Claudio Borneo (psicologo) focalizzato sui processi emotivi e comportamentali legati al reinserimento; l'avv. Angelo Esposito, (componente del Tribunale Federale Italiano); i docenti e i dirigenti territoriali, tra cui Luciano Cutro (I.C. Picerno); ex calciatori di rilievo come Peppe Catalano (storico calciatore di Serie A nell'Udinese), il quale ha affascinato i tanti giovani presenti in piazza raccontando la propria storia sportiva e i valori umani che la disciplina calcistica trasmette, e Salvatore Santarsiero (ex portiere di Potenza, Crotone e San Anastasia).
Nel corso della serata sono stati proiettati e condivisi i videomessaggi di vicinanza e stima inviati da personaggi del calcio nazionale legati a Passarella, tra cui Francesco Colonnese, Stefano Casale e Fabrizio Miccoli. Tutti gli ex allievi hanno rimarcato come, al di là dell'insegnamento tecnico, la figura dell'allenatore sia stata decisiva dal punto di vista umano e morale per la loro crescita. In programma vi era anche un collegamento con il CT Silvio Baldini, annullato d'intesa per un grave e improvviso lutto familiare che lo ha colpito nei giorni dell'evento.
Passarella ha voluto comunque ricordare la figura di Baldini con parole di profondo affetto e vicinanza, in virtù di un legame d'amicizia trentennale.
«La serata è stata bellissima e molto partecipata, nonostante il freddo, con tanti ragazzini rimasti attenti fino alla fine. Il messaggio che deve passare è chiaro: una squadra di calcio, nella nostra regione come in qualsiasi città, deve avere una precisa finalità sociale. Non si tratta solo di pallone, ma di rispetto, lealtà e seconde occasioni. Portare le squadre all'interno delle carceri regala un'emozione grandissima e negli occhi dei ragazzi si vede la voglia di riscatto. Abbraccio virtualmente, infine, mister Silvio Baldini, uomo vero e portatore di incredibili valori..."
L'ex allenatore del Potenza, ha poi aggiunto: "La serata è stata condotta brillantemente dalla giornalista Gherarda Cerone, che ha saputo guidare il ricco dibattito con ritmo, equilibrio e grande sensibilità. Un doveroso e sentito ringraziamento va all'amministrazione comunale di Anzi per l'accoglienza riservata all'iniziativa e a Luciano Cutro per la splendida e impeccabile organizzazione dell'evento, che ha permesso la perfetta riuscita di un importante momento di confronto civile e sportivo"
Passarella ha espresso pubblicamente le proprie scuse nei confronti dell'amministrazione penitenziaria e dei detenuti del carcere di massima sicurezza di Melfi. L'anno scorso era stata concordata una visita e una partita amichevole con la prima squadra e i dirigenti del Potenza Calcio, impegni poi disattesi dalla società. Un comportamento censurato con fermezza, ribadendo che la lealtà e il rispetto verso chi vive in stato di detenzione devono essere prioritari. L'impegno solenne è quello di rimediare quanto prima portando altre realtà calcistiche all'interno dell'istituto.
È stata evidenziata rammarico per il rifiuto, da parte della presidenza del Potenza Calcio, del Premio "Faustino Somma", riconoscimento intitolato allo storico ed esimio presidente del club lucano (assegnato nelle precedenti edizioni a figure di rilievo internazionale come Michele Uva). A seguito di tale scelta, il premio verrà conferito nella prossima occasione al presidente dell'AZ Picerno.
Nel corso dell'incontro è stata letta anche una toccante lettera di Ettore Savoia, ex calciatore del Potenza e oggi affermato leader della finanza mondiale