Vincenzo Greco a ControPiede: "Primi tra i colossi della Serie C, ma l'obiettivo resta la salvezza, poi ci divertiremo. Il calciomercato..."
A seguito della chiusura della sessione estiva di calciomercato, abbiamo tracciato un bilancio completo in casa Picerno insieme al Direttore Generale Vincenzo Greco. Tra cessioni eccellenti, colpi in entrata, riconferme chiave e un avvio di campionato entusiasmante che vede i lucani al vertice della classifica, il DG rossoblù fa il punto sulla stagione appena iniziata e sul suo futuro della società.
Buongiorno Direttore. Partiamo subito da un bilancio del calciomercato: è soddisfatto di questa sessione appena conclusa?
«Sì, assolutamente, perché quello che volevamo fare l'abbiamo fatto. Siamo riusciti a portare a casa i calciatori che volevamo, abbiamo rinforzato notevolmente il parco degli under e siamo riusciti a trattenere i giocatori che l'anno scorso si sono messi in grande mostra, facendo anche un sacrificio e rinunciando a poste economiche importanti.»
Sul fronte delle uscite, negli ultimi giorni vi erano quattro esuberi in rosa: Summa, Granata, Marino e Salvo. Quale sarà il loro futuro?
«Il futuro sarà una sistemazione in squadre di Serie D, perché sono stato chiaro con loro: ci sono regolamenti in Serie C da rispettare e una lista di 23 calciatori in cui purtroppo non rientrano per scelte tecniche e numeriche. Per Marino dovremmo aver raggiunto un accordo con una squadra importante di Serie D: nelle prossime ore risolverà il contratto e si accorderà con loro. Ci tengo ad aggiungere che per tutti questi ragazzi le richieste non mancano, parliamo di profili importanti per la categoria.»
Passando al mercato in entrata: Virgilio è stato un acquisto top e il suo inizio in queste prime tre giornate è stato super. Se lo aspettava?
«Sì, perché Virgilio è un calciatore su cui avevamo puntato già negli anni passati, ma non si erano create le condizioni. Dopo l'esperienza a Monopoli, quando si è svincolato a fine stagione abbiamo trovato l'accordo economico. È un giocatore con qualità importanti, lo sta già dimostrando e sono convinto che potrà solo migliorare. Può ambire tranquillamente a categorie superiori o a squadre di prima fascia.»
Invece si è visto ancora poco Scravaglieri: che tipo di calciatore è?
«È un giocatore di grande qualità sul quale abbiamo puntato subito non appena si è presentata l'opportunità. Può coprire più ruoli a centrocampo e si ritaglierà uno spazio importante: ha un buon piede e può soddisfare le richieste del mister sia da play davanti alla difesa che da mezzala.»
Un altro innesto è stato Nocerino, che ha bisogno di rilanciarsi: che contributo può dare alla causa del Picerno?
«Il contributo l'ha già dato nella partita di Scafati, sfiorando il gol e servendo l'assist per il raddoppio. È un profilo di grande qualità che avevamo cercato anche in passato. Nel nostro gruppo non ci sono titolari o riserve fisse: il mister sta dando l'opportunità a tutti e fino alla fine della stagione tutti raggiungeranno un minutaggio importante.»
Come nasce l'operazione Destiny e quali sono le sue caratteristiche principali?
«Dopo le cessioni onerose di Cardoni e Guadagni avevamo bisogno di un giocatore con spunto e velocità nell'uno contro uno. Destiny ha esattamente queste caratteristiche: è molto rapido nei primi passi, salta l'uomo, crea superiorità numerica e attacca sempre la profondità, offrendo al mister soluzioni importanti a gara in corso.»
Abreu e Pugliese su tutti: come siete riusciti a trattenere questi top player? Sono arrivate offerte anche dalla Serie B?
«Sì, sono arrivate offerte importanti anche da categorie superiori. Tuttavia, insieme ai calciatori e ai loro procuratori, abbiamo deciso di continuare questo percorso insieme perché hanno il desiderio di crescere e migliorare nel nostro contesto. Poi a gennaio si vedrà, intanto queste prime gare hanno dimostrato il loro valore. Le richieste comunque non sono arrivate solo per loro, ma anche per Pistolessi, Barcone, Bassoli e Del Fabbro.»
Non sono nuovi acquisti, ma possono essere due pedine fondamentali: quanto sarà importante recuperare Maselli e che prospettive ha Tolovan?
«Maselli lo abbiamo recuperato dopo l'infortunio dello scorso anno. È un giocatore fondamentale sul quale ho sempre puntato, soprattutto a livello umano: è un uomo di spessore che mantiene gli equilibri nello spogliatoio e sposa la nostra progettualità. Deve solo ritrovare la condizione ottimale. Per quanto riguarda Tolovan, proviene dal nostro settore giovanile. L'avevo notato nella Primavera, negli ultimi tre mesi della scorsa stagione l'ho fatto aggregare alla prima squadra e quest'anno è stato portato in ritiro. È un 2008 di grande prospettiva che può arrivare in categorie importanti; già nella gara contro il Bari ha dimostrato di non sfigurare affatto tenendo benissimo il reparto.»
Dopo la salvezza dello scorso anno si aspettava un avvio così importante con mister De Luca e quali sono oggi i reali obiettivi del Picerno?
«Ho puntato tanto sul gruppo: con il ritorno di De Luca si era creata un'armonia che ci ha portati alla salvezza e ho voluto preservarla. Rispetto all'anno scorso il mister ha cambiato qualcosina nella sua visione di gioco e la squadra si esprime bene. Siamo la 'piccola tra le grandi' in vetta alla classifica davanti a colossi come Bari, Salernitana e Catania, il che è motivo di grande orgoglio. Tuttavia il primo obiettivo resta assolutamente la salvezza da raggiungere il prima possibile; una volta centrata quella, penseremo a divertirci senza l'ossessione della classifica.»
Verso la fine della scorsa stagione lei era parso dubbioso sul suo futuro in conferenza stampa. Cosa l'ha convinta a rimanere e come ha ritrovato nuovi stimoli dopo tanti anni?
«Sono a Picerno da otto anni e questo lavoro richiede stimoli continui. Le richieste non sono mancate: ho avuto colloqui con società blasonate di C e apprezzamenti dalla Serie B. A convincermi è stato l'ulteriore corteggiamento del presidente Curcio, il quale mi ha detto chiaramente che se me ne fossi andato io, avrebbe lasciato anche lui. Il senso di responsabilità verso la società e il presidente mi ha indotto a rimanere. Il Picerno in Serie C è una mia creatura, costruita da zero insieme ai miei collaboratori: ci tengo tantissimo e, finché ci sarà la possibilità, continuerò a restare qui.»