Marco Pedone
Marco Pedone

In esclusiva ai microfoni di ControPiede, il terzino Marco Pedone (classe 2002) si racconta a 360 gradi: dai primi passi nel settore giovanile della Cosmano Sport alle formative esperienze tra Promozione campana ed Eccellenza pugliese e lucana, fino alla parentesi in Emilia con la Virtus Castelfranco. Il neo-acquisto del Molfetta Sportiva analizza le differenze tra il calcio del Nord e quello del Sud, fa il punto sull'inizio di stagione della squadra e traccia gli obiettivi per il futuro.

Marco, facciamo un salto indietro nel tempo: com'è nata la tua passione per il calcio e quando hai capito che la fascia destra sarebbe diventata il tuo territorio d'azione naturale?

«La passione per questo sport è iniziata all’età di 5 anni, muovendo i primi passi in una scuola calcio locale per poi passare al settore giovanile della Cosmano Sport, un’avventura durata ben dieci anni in uno dei settori giovanili migliori della Puglia. Durante il campionato di Giovanissimi regionali sono stato impiegato per una gara su quella fascia e da quel momento non mi sono più mosso da lì.»

Sei un classe 2002 ma hai già collezionato esperienze importanti fuori regione: muovere i primi passi tra la Promozione campana con la Bisaccese e l'Eccellenza pugliese con il Real Siti quanto ti ha aiutato a formare il carattere da giocatore?

«A 18 anni ho iniziato la mia prima avventura con i grandi in un campionato competitivo come la Promozione campana, per poi passare l’anno successivo al Real Siti in Eccellenza pugliese. Affrontare questi campionati, soprattutto quando sei giovane e hai attorno gente esperta che ha calciato anche campi di categorie superiori, ti fa crescere molto su tanti aspetti, in particolare tattici e mentali.»

L'ultima stagione ti ha visto protagonista di un percorso girovago ma ricco di spunti: prima la parentesi in Emilia alla Virtus Castelfranco con 14 presenze e 2 assist, poi il rientro al Sud nell'Eccellenza lucana a Montalbano. Che differenze principali hai notato tra il calcio del Nord e quello del Sud a livello di ritmi e mentalità?

«La differenza che ho notato fin da subito si basa su aspetti ambientali e tecnico-tattici. Al Nord c’è un calcio più tecnico e organizzato, mentre al Sud c’è una dimensione molto fisica e agonistica, basata sull’individualità e sull’intensità. Inoltre, al Sud ci sono stadi molto più caldi e una forte pressione ambientale, spesso da categorie superiori; su al Nord c’è un pubblico molto più moderato e tranquillo, e questo fattore incide molto sulle partite.»

In estate è arrivata la chiamata dello Sporting Lavello prima, del Molfetta Sportiva poi: cos’è che ti ha convinto ad accettare questa proposta e con che tipo di ambiente ti sei impattato fin dai primi giorni?

«Purtroppo allo Sporting Lavello la società (non volutamente) è venuta meno verso fine agosto su accordi che avevamo preso a luglio, prima della firma del contratto. Successivamente, verso inizio settembre, è arrivata la chiamata di mister Antonacci del Molfetta Sportiva, che mi ha convinto fin da subito a sposare il loro progetto. Ho trovato un ambiente sereno; la società e lo staff tecnico hanno avuto poco tempo a disposizione per allestire la squadra, cosa che stanno facendo ora per rinforzarla e permetterci di affrontare un campionato difficile come la Promozione pugliese nel miglior modo possibile.»

Avvio in salita per il Molfetta tra campionato e coppa. Ti aspettavi un avvio così e come vedi il gruppo in vista dei prossimi impegni?

«Nelle prime due gare la squadra non era ancora ultimata, con molti under in campo e i risultati sono stati evidenti. Già contro il Corato la rosa era stata rinforzata, difatti il campo ha mostrato un risultato bugiardo in virtù delle tante occasioni sotto porta da noi create e non concretizzate nel secondo tempo. Mister Christian Antonacci è un allenatore molto valido: è giovane ma ha una vasta conoscenza calcistica. Sono sicuro che con la giusta rosa a sua disposizione farà molto bene. Il pareggio 3-3 in Coppa Italia di mercoledì è un primo passo avanti..."

Guardando avanti, qual è il traguardo principale che vi siete prefissati nello spogliatoio del Molfetta e cosa ti aspetti da te stesso in termini di prestazioni, assist o gol?

«L’obiettivo prefissato dalla società è la salvezza, poi a dicembre tireremo le somme e vedremo se si potrà puntare a qualcosa in più. L’obiettivo per uno del mio ruolo è ovviamente fare molti assist e magari qualche gol, ma la cosa più importante è essere sempre a disposizione del mister e dei compagni in qualsiasi momento della stagione.»

Sei ancora molto giovane ma hai già accumulato un bagaglio d'esperienza importante tra Eccellenza e Promozione: dove speri di vederti tra qualche anno e qual è il tuo sogno nel cassetto per la carriera?

«Non so cosa mi riserverà il futuro, per il momento voglio concentrarmi sulla stagione in corso perché è molto importante per me, per i miei compagni, per lo staff e per la società. Su di noi se ne sono dette di tutti i colori: faremo il possibile per zittire un bel po’ di gente quest’anno. Il mio sogno nel cassetto è entrare nel professionismo, chissà se tra qualche anno si avvererà. Io continuerò a lavorare sodo ogni giorno per raggiungerlo.»

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