Teatro Abeliano: all'interno l'incontro con Decaro, all'esterno gli oltre quattrocento tifosi baresi volti a protestare ancora una volta contro la multiproprietà. 

Diversi i temi toccati da Decaro, ex sindaco di Bari al momento dell’assegnazione del titolo sportivo ai De Laurentiis, e attuale presidente della commissione Ambiente dell’UE.

Introduzione: "Non sono qui a cercare scuse o scaricare responsabilità. La scelta è stata mia, sono stato aiutato dalla commissione, ma la scelta è mia. A chi dice che lo sto facendo per prendere voti, voglio dire che candidandomi a un ruolo regionale o nazionale parlare del Bari non porta consenso. Se apriamo i documenti vediamo anzitutto cosa aveva presentato la società degli Hartono. Ci è arrivata una mail al Gabinetto del Sindaco, in cui si diceva che il consorzio esprimeva l’interesse, pur dicendo che l’offerta fosse stata presentata in ritardo, chiedendo più tempo. La manifestazione d’interesse era pubblica, il gruppo degli imprenditori baresi voleva fare ricorso e avrebbero potuto interferire, ho chiamato loro e detto che avremmo rischiato di non iscrivere la proprietà."

Sugli Hartono: "Si poteva fare un'integrazione documentale, ma in quella domanda non era stato presentato niente. Il 23 di luglio la FIGC aveva sottolineato che entro il 6 di agosto si sarebbe dovuto consegnare il nome dei proprietari e la documentazione per iscriverci al campionato. Ci siamo posti il problema di vedere chi fossero, da internet si vedeva che fosse una società strutturata. Ma mancavano cinque e giorni e mezzo di tempo per consegnare tutto alla FIGC, voi vi sareste fidati di non seguire le regole della gara, rischiando magarti anche un processo?.

E ancora: "La commissione ha valutato solo chi aveva dato la documentazione completa, visto che mancavano cinque giorni. Ha considerato l’esperienza nello sport professionistico ponendomi sul tavolo o De Laurentiis o Lotito, ho scelto il primo perché il secondo aveva anche la Salernitana in B. Se mi chiedete se, tornando indietro, rifarei la scelta, probabilmente si."

Sul rapporto con i De Laurentiis: "Ho parlato spesso con i De Laurentiis, anche animatamente. Non hanno mai avuto intenzione di investire le infrastrutture perché devono vendere in caso di A. E vi assicuro che chi avrebbe comprato il Bari c’era, avevano venduto, li ho conosciuti il giorno della finale, erano tre imprenditori italiani. Per un fatto di riserbo non posso dire chi sono. Loro non volevano nemmeno fare manutenzione straordinaria, non l’hanno fatto neanche a Napoli.”

"Come tifoso mi sento tradito, la frattura è insanabile. Ci sono stati troppi eventi, ci sono dichiarazioni pubbliche che ho fatto.”

Concludendo: "Le cose uscite sui giornali non sono lontane dalla realtà. Ho proposto alla società di fare entrare un socio. Credo che questa cosa sia stata ascoltata. Faccio un appello ad Aurelio: mi aveva detto che ci mette la faccia per vincere e non per partecipare. Lo punzecchio nell'orgoglio, gli dico, se deve solamente partecipare, vendesse, altrimenti ci dimostrasse di voler andare in Serie A."
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