Lecce, Di Francesco: "Camarda aveva un difetto, ora sta migliorando"
Eusebio Di Francesco, tecnico del Lecce, in una lunga intervista rilasciata al Quotidiano di Lecce, ha parlato degli obiettivi del club salentino e si è soffermato su alcuni calciatori:
LA CRESCITA PERSONALE – “Sono cambiato molto, ho un passato più ricco di esperienze, cose fatte bene e tanti errori, nelle scelte e nelle gestioni. Sono più maturo, nonostante negli ultimi due anni pur lavorando bene e non abbia ottenuto il risultato finale. Ora sono qui a Lecce con l’obiettivo di raggiungere quel risultato: per me, per la società, per la squadra per i tifosi."
L’OBIETTIVO DEL LECCE - "Crescere e non solo in classifica, ma come squadra. Il risultato è importante: dà consapevolezza, sicurezza, autostima, tranquillità per preparare le partite e permette anche lavori individuali specifici per migliorare i giocatori. Oggi manca lavoro sulla specificità dei ruoli: io ci credo molto. Con il mio staff facciamo tanti lavori individuali e di reparto. È lì che vedi la crescita. Lo step è migliorare ogni calciatore individualmente, in modo che assemblati diventino più forti. Abbiamo mostrato tanti Clint, che non è facile per una squadra che si deve salvare. All’inizio abbiamo preso goal in alcuni vuoti temporanei, ma ci siamo assestati conoscendo i giocatori e trovando il vestito giusto".
CAMARDA – “La società mi ha detto che voleva prenderlo, ho parlato con lui e mi è piaciuto subito. Il ragazzo aveva un difetto: restava troppo sull’errore, ora sta migliorando tanto. È dentro un vortice di aspettative e deve lavorare con noi per rendere al meglio. La gente penserà sempre ciò che vuole: come per un rigore, ti assumi la responsabilità. In passato ho lanciato Berardi in Serie A: nel calcio se va bene sei bravo, se va male l’hai bruciato. Ricordo che Zaniolo lo fece debuttare in Champions a Madrid. Serve coraggio".
STULIC – “Sa che deve migliorare l’attacco alla profondità. Tende a venire incontro e legare il gioco. Sui suoi atteggiamenti e goal può sbloccarsi. I goal incidono sulla testa di un attaccante. Li sa fare: basta vedere i video dell’anno scorso. Il ragazzo per fare bene ha bisogno anche di sentire attorno a sé la fiducia dell’ambiente: per un calciatore è fondamentale".
I LEADER DEL GRUPPO - “Oggi il calciatore con cui mi interfaccio di più è Ramadani, anche perché è più maturo, meno istintivo. Negli ultimi tempi è cresciuto molto nel rapporto con i compagni. Poi c’è Falcone, il capitano. Anche Wladimiro è cresciuto tanto: lo conoscevo già ai tempi della Sampdoria, taciturno. Ora si sente più responsabile e partecipe, a volte mi dà anche consigli. E a me piace ascoltare i ragazzi".