Post Pisa-Lecce, Di Francesco: “Abbiamo dimostrato di essere un gruppo senza eguali. Bravi a reagire dopo il pareggio”
Una vittoria fondamentale quella portata a casa dal Lecce nella trasferta dell’Arena Garibaldi sul campo del Pisa. Tre punti che permettono ai salentini di allontanarsi momentaneamente dalla terzultima posizione in attesa della Cremonese, costringendo alla retrocessione aritmetica in Serie B ai toscani. Al triplice fischio è intervenuto ai microfoni un Eusebio Di Francesco decisamente soddisfatto del successo e della prova dei suoi, ma già proiettato alla prossima partita contro la Juventus.
“Guardare spesso il cronometro nel finale? Guardavo in realtà anche i dati. Spesso ci è capitato il contrario e non abbiamo portato punti a casa. Oggi ci siamo riusciti ed era importante vincere. Siamo stati più concreti sotto porta contro un Pisa che sapevo ci avrebbe creato difficoltà come dimostrato nelle ultime uscite. Nel finale potevamo gestire meglio alcuni palloni e li abbiamo sofferti in situazione di palle alte. Questa squadra ha sempre dimostrato di essere un gruppo. Possiamo avere delle difficoltà tecniche o sbagliare alcune scelte, ma dal punto di vista della mentalità nel voler combattere per portare punti a casa questo gruppo non ha eguali. È un po’ nel DNA del Lecce e oggi lo abbiamo confermato. Dalla nostra abbiamo anche una tifoseria splendida e ci hanno spinto alla vittoria. Dopo il pareggio del Pisa siamo stati bravi a reagire e a riportarci in vantaggio e questo è merito della dedizione e del grande lavoro che i ragazzi stanno facendo e che si meritano. Sono contento di questa partita ma la mia testa è già alla prossima. Abbiamo perso calciatori importanti e di qualità come Sottil, Berisha e Camarda per diverso tempo, e questo ci ha permesso di mettere quel qualcosa in più dal punto di vista caratteriale per cercare di arrivare all’obiettivo finale. Il gol di Cheddira? Anche se non avesse segnato non sarebbe uscito al posto di Camarda. Lo avrei messo a posto di Ngom giocando con due attaccanti per cercare di dare maggiore profondità. L’ho visto in palla ed era dentro la partita. Durante la settimana cerco di sempre di creare una sana competitività tra i miei giocatori mettendo in campo quelli che ritengo più opportuni. Fino a ieri il mio dubbio era tra Cheddira e Camarda ma avevo bisogno di un calciatore più di gamba e meglio fisicamente. Differenza tra primo e secondo tempo? Nel primo abbiamo commesso varie imprecisioni, mentre nella ripresa abbiamo accompagnato meglio l’azione giocando più di squadra”.